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Sabato 28 Novembre
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La città intera deve conoscere qual è stato
l'epilogo della non concessione da parte del
sindaco di tempo adeguato ai consiglieri di
opposizione per conoscere bene la documentazione
inerente tutte le 488 osservazioni alla variante
generale al PRG.
Nel Consiglio comunale in corso (ben sette
sedute di 8 ore ciascuna, aspetto che rende
bene l'idea di quanto complesso sia questo
argomento) sono stato costretto a dichiararmi
impreparato su gran parte delle osservazioni per
mancanza di tempo sufficiente a poterle studiare
e a uscire, spesso, dall´aula in quanto,
ritengo, che i sì o i no possano essere espressi
solo sulla base della conoscenza e della
riflessione, non per partito preso.
Sono molto dispiaciuto nei confronti di tutta la
cittadinanza per non essere riuscito ad
assolvere pienamente il compito di controllo e
proposta assegnatomi dalla volontà
popolare. Come tutti sanno, cerco sempre di
prepararmi approfonditamente su ogni argomento
in discussione in Consiglio comunale,
nell´intento - con una partecipazione
consapevole - di rappresentare, nella massima
assise civica, gli interessi generali (cioè di
tutti) ed il bene comune.
Purtroppo, però, la vita democratica in questa
fase nella nostra città è in forte sofferenza.
Ogni confronto dialettico, anche di fronte ad
argomentazioni convincenti, inoppugnabili, è
deciso, non dalla razionalità responsabile ma
dallo sfoggio della forza bruta: la forza dei
numeri che - come tutti sanno - se non
accompagnata anche dalle buone argomentazioni
non è la via migliore per avere ragione anche
quando si riesce a vincere.
Il Consiglio comunale è stato completamente
esautorato dalle sue funzioni di organo sovrano
eletto dal popolo e preposto - sulla base della
conoscenza - al confronto democratico, il più
alto possibile, per la miglior elaborazione
propositiva e per l'esercizio del più rigoroso
controllo.
Ormai gli scopi sono scopertamene altri.
Da una parte, si tenta di far affermare un nuovo
costume: quello del consigliere comunale
impreparato e, quindi, ignorante; dall´altra, si
cerca di evitare, con premeditazione, la
partecipazione consapevole dei consiglieri
comunali scomodi - quelli dotati di senso
critico ed interessati a "conoscere prima di
deliberare" (secondo il motto di Luigi Einaudi)
- in modo da poter agire indisturbati sui temi
più cruciali della nostra città.
In questo caso l'obiettivo finale del Sindaco è
quello di far andare avanti una variante
generale al PRG che sarà una sciagura per
Giulianova (sia per noi contemporanei che per le
generazioni future) sotto il profilo della
vivibilità, del rispetto del paesaggio e delle
vocazione del territorio, della sicurezza
idrogeologica, della salvaguardia degli spazi
pubblici e del verde urbano.
L´urbanistica dovrebbe servire a far vivere
meglio i cittadini, tutti, proprietari di
terreni o di edifici e non.
In questo terzo cimento col governo del
territorio giuliese - in 64 anni di storia
repubblicana cittadina - l´amara verità, invece,
è un'altra: le sacrosante risposte positive alle
vere esigenze di prima casa o di insediamenti
produttivi rappresentano un aspetto marginale,
mentre l´assecondamento della speculazione
edilizia con forte penalizzazione degli
interessi generali è preponderante.
Nelle prossime sedute verranno discusse le 23
osservazioni presentate dall´associazione a cui
mi onoro di appartenere, Il Cittadino
Governante. Lì, ovviamente, sarò presente, e
queste cose emergeranno con chiarezza. Auspico
che i consiglieri di maggioranza - che so essere
in forte fermento per l´esistenza di varie
posizioni critiche - in quei passaggi trovino le
strade della coerenza programmatica col proprio
patrimonio culturale e politico in tema di
governo del territorio come ricordato,
recentemente da Romano Prodi.
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