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} La polemica sulla Variante al Prg

  Cittadino Governante: Sindaco arroccato e...un po' incartato!

Domenica 18 Ottobre - La replica stizzita ed anche un po´ offensiva del sindaco all'interrogazione del nostro gruppo consiliare merita qualche pacata risposta.

1)  Il sindaco afferma che "la variante soddisfa un desiderio da tempo richiesto dai cittadini".
Di quali desideri e di quali cittadini parla? Lo espliciti e così tutta la cittadinanza capirà meglio.
Alla base della variante, così com´è, non  c´è alcun  ragionamento serio fondato su un´analisi approfondita dei bisogni e su una prospettiva di qualità urbana e territoriale.
E´ ampiamente dimostrabile.
Lunedì 19 ottobre si discuterà in consiglio una nostra mozione in merito.
Perché, quindi, è stato stabilito ancor prima che la variante deve andare avanti nel suo iter sulle linee già tracciate?
E anche se, miopemente, dovesse prevalere questa posizione, chi l'ha detto che un mese è sufficiente per esaminare una per una, com'è giusto, le 488 osservazioni, debitamente contestualizzate nelle scelte già fatte in fase di adozione?

E poi, è d´accordo su tutto questo l´assessore all´urbanistica o è del tutto irrilevante quel che lei pensa e che ha affermato al convegno di Italia Nostra?
Dunque, come ha fatto il sindaco a decidere che il consiglio si deve fare? Oltretutto stabilendone  le date, la durata e le modalità di svolgimento senza confrontarsi con la conferenza dei capigruppo prevista dal regolamento consiliare?
Ribadiamo senza tema di essere smentiti che gli obblighi del sindaco nei confronti del consiglio comunale sono molti di più che quello di convocarne una seduta straordinaria almeno cinque giorni prima.
Il regolamento del consiglio comunale stabilisce, ad esempio, che "il sindaco provvede ad inserire i punti nell´ordine del giorno della seduta di consiglio immediatamente successiva al pronunciamento del parere della commissione consiliare alla quale, tra l'altro, per argomenti di particolare complessità, la conferenza dei capigruppo può concedere opportune dilazioni". Chiarissimo.
Non capiamo come faccia ad ignorarlo l´avv. Mastromauro.
2)  Se poi la sua preoccupazione è quella di riuscire a rispettare ad ogni costo i 100 giorni, forse, più realisticamente, nella notifica inviata ai consiglieri il 14 ottobre avrebbe dovuto fissare la convocazione del consiglio non per il 23 novembre come ha fatto bensì per il 23 gennaio del 2010 perché quella sarebbe la data
giusta se si vuole concedere un tempo congruo anche i consiglieri di minoranza. Non ha candidamente ammesso, il sindaco stesso, che " i consiglieri di maggioranza con un impegno assiduo e continuo sin dal mese di luglio hanno predisposto le controdeduzioni alle osservazioni in 100 giorni" ? Quanto raccontatoci dal sindaco, d´altra parte, conferma quello che noi avevamo detto in tempi non sospetti e cioè che occorrono alcuni mesi per studiare bene la documentazione inerente la variante e le osservazioni ad essa. Questa è materia complessa e delicata: i consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, devono averne conoscenza piena, giacchè sono loro ad assumersi la responsabilità del voto in rappresentanza di tutta la comunità giuliese.
3)  La cittadinanza dovrebbe poi sapere che, nella notifica del sindaco, il consiglio comunale è stato previsto anche in " seconda convocazione" il che significa poter dare inizio ai lavori consiliari anche con la presenza di soli quattro consiglieri.
La spiegazione, probabilmente, va rintracciata in un altro significativo aspetto, pur esso deciso senza sentirsi con tutti i capigruppo consiliari e cioè: il consiglio è convocato per quattro giorni consecutivi dalle 8.30 alle 20 pur figurando nel suo seno consiglieri che non svolgono lavoro dipendente (che concede giusti permessi) e tra questi ben tre medici di famiglia ed un pediatra, oltretutto impegnati anche nella campagna di vaccinazione antinfluenzale. Cosa dovrebbero fare costoro? Bloccare le loro attività per 3-4 giorni consecutivi (se bastano) dalla mattina alla sera? O la speranza è quella di non averli "tra i piedi" durante quel consiglio così delicato?

4)  Ci chiediamo, altresì, come si fa ad affermare che la città attende da 14 anni la variante al PRG (lo dice ossessivamente il sindaco da tempo), quando il PRG vigente è stato adottato nel 1994, proprio 14-15 anni fa, tra l´altro dalla stessa maggioranza che ancora adesso, per buona parte, gli permette di essere sindaco?
Alla luce di ciò ci verrebbe da chiedere al PD ed ai suoi alleati se hanno sostenuto, come sindaco, un esponente del centrodestra particolarmente irragionevole  (fu infatti la prima giunta Cameli nel 1995 a promettere una variante al PRG  poi mai fatta perché, ragionevolmente, ci si rese conto che non era necessario) o un marziano caduto casualmente sulla nostra città.
Notiamo, infine, che il sindaco è costantemente arroccato nelle sue convinzioni e, invece, di riconoscere (e avrebbe tutto da guadagnarci) la fondatezza e la giustezza delle critiche - specialmente quando lo pongono in un'oggettiva difficoltà - reagisce con la sicumera, l´arroganza e le offese.
Qualche buon consiglio, quantomeno, forse, potrebbe tornar utile a tutti, anche alla città.

Giulianova 18.10.09
Il Cittadino Governante, Associazione di cultura politica

Piazza Buozzi 22, 64021 Giulianova (TE)

Tel. 3461035861 Fax. 0857992144

info@ilcittadinogovernante.it

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} Mastromauro replica a “Cittadino Governante”

Venerdì 16 Ottobre - In relazione a quanto sostenuto nel documento diffuso dal gruppo consiliare “Il Cittadino Governante”, il sindaco Francesco Mastromauro dichiara quanto segue:

Il consigliere Franco Arboretti si lamenta di aver ricevuto, con congruo anticipo, la notificazione relativa alla convocazione del Consiglio sul PRG, definendola “irrituale”. Questo direi che sfiora il ridicolo. Mi si accusa, in sostanza, di aver coniugato alla solerzia il rispetto. Probabilmente dimentica il consigliere Arboretti, il quale in altri tempi è stato assessore e, anche se per breve tempo, persino sindaco, che l'unico obbligo, semmai, è quello di notificare la convocazione del consiglio con almeno 5 giorni di anticipo. Incredibile e grave, poi, l'accusa di aver agito autoritariamente. La verità è che la maggioranza, come peraltro ho già avuto modo di sottolineare, lavorando davvero sodo è giunta a redigere le controdeduzioni alle 488 osservazioni presentate, così da rendere possibile la convocazione della Commissione urbanistica per il 21 ottobre, con il materiale a disposizione, in tempo utile, di tutti i consiglieri, Arboretti compreso. Evidentemente l'ex primo cittadino, ora leader de “Il Cittadino governante”, ritiene una “forzatura”, o un atto di arroganza, voler dare risposte sollecite ad una città che attende  da ben 14 anni la variante al PRG. Credo che i giuliesi ne prenderanno atto, e sapranno giudicare....”

UFFICIO DI STAFF DEL SINDACO

Coordinatore Dott. Sandro Galantini

e-mail s.galantini@comune.giulianova.te.it

tel. +39 085 80.21.264

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} Cittadino Governante: Sul Prg non rispettate le procedure

Giulianova 16.10.2009 - Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del Gruppo Consiliare Il Cittadino Governante per cambiare:

Al Sindaco Avv. Francesco Mastromauro

All’Ass. all’Urbanistica Avv. Margherita Trifoni

Al Presidente del Consiglio Comunale Nello Di Giacinto

INTERROGAZIONE URGENTE

Oggetto: mancato rispetto delle procedure previste per la convocazione del consiglio comunale sulle controdeduzioni  alle osservazioni alla Variante al PRG.

Il gruppo consiliare de “Il Cittadino Governante per cambiare” stigmatizza il comportamento del Sindaco Mastromauro e dell’Amministrazione comunale per l’arrogante e frettolosa convocazione del consiglio comunale sulle controdeduzioni alle osservazioni alla variante generale al PRG, oltretutto notificata, irritualmente, addirittura ben 40 giorni prima (caso unico in tutta la storia dei consigli comunali italiani).

Essa è stata fatta autoritariamente e senza alcun rispetto democratico per il consiglio comunale e per i gruppi consiliari.

Risultano, inoltre, forzate le corrette procedure previste: infatti, secondo il regolamento del consiglio comunale, il Sindaco provvede ad inserire i punti nell’ordine del giorno della seduta di consiglio immediatamente successiva al pronunciamento del parere della commissione consiliare alla quale, tra l'altro, per argomenti di particolare complessità, la conferenza dei capigruppo può concedere opportune dilazioni.

Ebbene tutto questo deve ancora avvenire; nulla è stato deciso, nelle sedi legittime, in merito al congruo tempo da concedere ai consiglieri comunali per la conoscenza dalla variante adottata e per la disamina delle 488 osservazioni.

D’altronde la documentazione completa non è stata ancora data a tutti i consiglieri e, alla luce di ciò, il Presidente della commissione consiliare di urbanistica Andrenacci aveva assunto l’impegno

(non mantenuto) di definire insieme ai commissari di tutti i gruppi consiliari - e prima di dare inizio ai tempi tecnici - l'organizzazione dei lavori per l'esame delle osservazioni.

Da tempo, inoltre, aspetta di essere discussa in consiglio comunale la mozione presentata dal nostro gruppo consiliare che propone al dibattito proprio questi temi e su cui comunque dovranno pronunciarsi tutti consiglieri comunali a cui le leggi e le norme riconoscono piena libertà di opinione e di voto, svincolati da qualsiasi atto d’imperio.

Questo strappo alle regole democratiche è veramente grave, ancor più perché avviene sul tema fondamentale per la comunità giuliese: quello di costruire una città bella e vivibile per tutti.

Ci chiediamo, allora, perché si arrivi a tanto.

Perché questo atteggiamento muscolare privo di ragionevolezza?

Perché questa capricciosa fretta dei “100 giorni” messa al consiglio comunale - peraltro, formato da 16 nuovi consiglieri su 20 - quando la maggioranza del precedente consiglio l’aveva promesso in sei mesi  e non è riuscita ad approvarla in cinque anni?

I consiglieri di maggioranza sono, ovviamente, liberi di accettare o meno i diktat del sindaco, ma ricordiamo a tutti che sono i consiglieri comunali ad assumersi le responsabilità del voto e che il consiglio comunale, assieme ai suoi diritti e ai suoi doveri, ha anche una sua dignità e non può essere trattato come uno zerbino dall’esecutivo.

L’unica risposta che non vorremmo ascoltare è la solita, ipocrita, strumentale argomentazione del bisogno di dare una risposta ai cittadini che aspettano da 15 anni per farsi una casa o per ampliarla, giacché ormai tutti sanno che quella motivazione non corrisponde al vero e non regge più.

Le risposte alle reali esigenze di prima casa e alle necessità di ampliamento dell’alloggio esistente si possono approvare speditamente, come noi proponiamo, con uno stralcio della Variante.

I cittadini devono, però, sapere che la variante promessa, per la gran parte, è frutto di un’idea vecchia dell’urbanistica, quella che altrove ha devastato ambienti bellissimi, ha realizzato concentrazioni di cemento e asfalto invivibili, ha creato urbanizzazioni anonime e squallide, ha creato le condizioni per disastri come quelli di Tortoreto e di Messina, ha disgiunto l’arte di saper costruire le città dalla vita degli abitanti, compromettendo il loro benessere.

Lei pensa veramente, Sig. Sindaco, che la variante che vuole imporre agli ignari cittadini giuliesi farà il bene della nostra città?

Gruppo consiliare Il cittadino governante per cambiare

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"Cominciamo a parlare veramente di cosa è in gioco"

Lunedì 5 Ottobre 2009 - Innanzitutto alcune domande e qualche considerazione di ordine generale.

Ma le città non vanno costruite e sviluppate secondo i criteri della bellezza, della sicurezza idrogeologica, della funzionalità e della vivibilità?

I cittadini oltre alla loro casa non hanno diritto ad avere un habitat complessivo di grande qualità quando escono dal loro ambito privato?

I bambini non hanno diritto a campi per il gioco negli isolati e nei quartieri dove vivono?

Gli anziani, e non solo,  non hanno diritto ad avere luoghi di incontro come piazze, giardini?

I residenti ed i turisti non hanno diritto ad avere parchi urbani, isole pedonali, spiagge libere adeguate, piste ciclabili, beni culturali tutelati, scorci panoramici belli?

La comunità locale non ha diritto a vivere in ambienti poco inquinati ed in luoghi favorenti le relazioni sociali?

La città ed il suo territorio costituiscono la “casa” di tutti i cittadini.

Ogni città, piccola o grande che sia, dovrebbe sentire il dovere di agire sulla propria struttura urbana con lo scopo di migliorare la qualità della vita dei propri abitanti. Strumento fondamentale è l’urbanistica, che non significa metri quadri da costruire o chilometri da asfaltare, ma è l’arte di saper costruire la città pensando al benessere complessivo degli abitanti.

Amministratori, costruttori e tutti gli altri imprenditori, dovrebbero sapere che lo sviluppo costituisce reale progresso solo se cresce anche il bene comune, che, come si sa, sta molto a cuore ai cittadini.

 E, soprattutto, gli amministratori dovrebbero ricordare che vengono eletti e pagati proprio per tutelare gli interessi generali  e per “costruire” il bene comune.

Avere a cuore il bene comune significa:

promuovere un’economia sostenibile (l’unica in grado di durare nel tempo) rispettando le vocazioni del territorio; salvaguardare le peculiari bellezze paesaggistiche e storico-culturali cittadine; preservare dal dissesto idrogeologico le aree più a rischio; mettere a disposizione dei cittadini opportunità abitative a costi accessibili (anche ai giovani e alle famiglie meno forti economicamente); evitare le densità abitative eccessive; indirizzare verso la bioedilizia, l’alta efficienza energetica delle case e l’uso dell’energia rinnovabile; prevedere spazi pubblici adeguati in termini di parchi urbani, impianti sportivi di quartiere, piazze, strutture per la cultura e lo spettacolo, spazi per i servizi sociali (infanzia, giovani, anziani); garantire la mobilità evitando il traffico caotico e tutelando pedoni e ciclisti.

Per garantire la vivibilità dei luoghi urbani, i politici e gli urbanisti dovrebbero guidare la crescita di un territorio consentendo certamente di costruire, ma quello che serve, nei luoghi opportuni e scegliendo di farlo bene.

Passiamo, ora, all’attualità amministrativa su questo tema.

Nella nostra città, il Sindaco, in perfetta continuità con il suo predecessore, sta cercando di imporre con i suoi diktat ai consiglieri di maggioranza la rapida approvazione di Osservazioni e Variante al PRG.

Dovremmo trovarci di fronte alle scelte per il futuro di Giulianova e, paradossalmente, mentre tutte le città che hanno disseminato di cemento e asfalto il proprio territorio, cercano di tornare indietro, qui è all’ordine del giorno l’obiettivo di andare in quella rovinosa direzione, dopo che l’esperienza giuliese, pur tra errori e ritardi, ha insegnato a tutti quanto sia importante l’urbanizzazione fatta civilmente: chi farebbe costruire ora nel parco Franchi? Eppure, contrariamente, si intende far costruire nell’area del “cannocchiale verde” che sarebbe dovuto diventare, invece, il “parco Franchi” nella zona sud di Giulianova.

Le scelte contenute nella variante sono frutto di un’idea vecchia dell’ urbanistica, quella che altrove ha devastato ambienti bellissimi, ha realizzato concentrazioni di cemento e asfalto invivibili, ha creato urbanizzazioni anonime e squallide, ha creato le condizioni per disastri come quelli di Tortoreto e di Messina, ha disgiunto l’arte di saper costruire le città dalla vita degli abitanti, compromettendo il loro benessere. Ed è per contrastare tutto questo che la nostra associazione presentò due anni fa 23 Osservazioni.

Per concludere, ribadiamo che noi siamo per la definizione di un provvedimento amministrativo contenente tutte le risposte alle reali esigenze di prima casa o alle necessità di ampliamento dell’alloggio esistente da approvare speditamente con uno stralcio della Variante.

Nel frattempo, abbiamo presentato un Ordine del giorno ed una Mozione da discutere in Consiglio Comunale, proprio per cominciare a parlare seriamente e pubblicamente, togliendo ogni velo, di tutta la materia urbanistica che è, ad un tempo, complessa, delicata e decisiva per il futuro di Giulianova.

 Associazione di Cultura Politica Il Cittadino Governante

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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