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Attualità/Politica
} Santuomo: Mobilitazione contro rottamazione ospedale

Mercoledì 12 Agosto - Abbiamo appreso da fonti che riteniamo sicure che dei 35 Ospedali presenti in Abruzzo, dei quali 22 pubblici e 13 privati, ne rimarranno solo 8, quelli dei quattro capoluoghi (L'Aquila, Pescara, Chieti e Teramo) più Lanciano, Vasto, Sulmona ed Avezzano. Qualcuno aggiunge anche Ortona ma il rischio della sua chiusura è ancora alto. Tutti gli altri ospedali saranno “tagliati”, cioè riconvertiti o proprio chiusi o dismessi o venduti. Il tutto rientra in quel grande progetto di abbattere le spese della sanità e razionalizzarle a causa della voragine del bilancio creata da sempre da sprechi e politica scriteriata quando non corrotta.

Oggi, tocca solo decidere chi lo deve far sapere: il presidente Gianni Chiodi, l'assessore regionale alla sanità, Lanfranco Venturoni, o il Commissario governativo, Gino Redigolo. L'annuncio slitta così di mese in mese, mentre da Roma il Ministero spinge per l'attuazione del Piano di rientro dal debito che non è stato rispettato e che proprio con la chiusura dei piccoli ospedali potrebbe far registrare un'accelerazione dei risparmi. Vengono ritenute troppe, infatti, le spese fisse, troppi gli appalti, troppo il personale disperso sul territorio mentre i grandi ospedali sono in crisi proprio per la carenza di organici. Un gruppo di lavoro sta operando in gran segreto tra l'Agenzia sanitaria e gli uffici dell'assessorato regionale per arrivare ad una soluzione che non provochi la rivoluzione in tutti quei centri che ospitano i piccoli ospedali e che proprio il centrodestra aveva difeso, vincendo pure le elezioni per questa difesa ad oltranza dei diritti dei cittadini di avere un'assistenza ospedaliera locale.

Mentre si decide chi dovrà fare il grande annuncio, la soluzione però sembra trovata e pronta per essere scodellata agli abruzzesi, distratti dal terremoto e dalle vacanze estive.

La parola magica è: accreditamento.

Cioè tutti gli ospedali, per funzionare come si deve, dovranno avere tecnologie, strutture e organizzazione come stabilito dal Dpr 14/01/1997. Si tratta cioè di trasformare gli ospedali italiani - e abruzzesi in particolare - in Ospedali  con la maiuscola. Il che sarà difficile già per i grossi plessi ospedalieri, figuriamoci per i piccoli. D'altra parte basta andare sul sito dell'Asr per trovare il manuale per l'accreditamento preparato già da due anni ad opera delle vecchia Giunta regionale. Nel silenzio delle Istituzioni, va però avanti il piano per l'accreditamento, con tutte le possibili conseguenze del caso. Speranze di salvarsi per Casoli, Gissi, Pescina, Tagliacozzo, Atri, Penne, Giulianova ecc.?

Pochissime in realtà, se si pensa che con il decreto Abruzzo sono saltate - e non se ne parla nemmeno più - le due aziende ospedaliere universitarie autonome, fortemente volute all'epoca della Giunta Pace e dell'assessore Vito Domenici. Cinque ospedali a rischio e da

chiudere subito. Strutture che non hanno più i requisiti previsti dai nuovi paramentri antisismici, ma che nemmeno garantiscono servizi sanitari accettabili. Ospedali che secondo documenti riservati allo studio delle Regione sono da ricostruire da capo. Si tratta degli ospedali di Giulianova, Sulmona, Vasto, Lanciano e Avezzano, che oltre a carenze strutturali presentano evidenti problemi logistici.

Tra gli ospedali pubblici, dopo il sisma dell'Aquila del 6 aprile e l'inserimento dell'Abruzzo tra le aree ad alto rischio sismico, nessuno rientra più nei parametri di legge.

Visto il “Piano di Rientro” della regione Abruzzo di cui alla Deliberazione della G.R.A. 13.03.2007 n.224 e legge Regionale n. 6 del 05.04.2009. Determinazione azioni di riorganizzazione del S.S.R. “Piani Industriali Aziendali per il biennio 2009/2010” approvato con Deliberazione del Commissario ad ACTA Dr. Gino Redigolo n.62/09 del 05.08.2009 ed il Piano Industriale 2009/2010 della ASL di Teramo si evince:

che l'Ospedale di Giulianova verrà rottamato;

che è previsto un ulteriore ridimensionamento dello stesso con ulteriori tagli di reparti di servizi e di personale;

che si promette una costruzione di un nuovo Ospedale a Giulianova con fondi insufficienti ( art. 20 Legge 11/1998 n.67 e succ. modificazioni e integr.) e con la non celata richiesta al Comune di intervento sul P.R.G. per cambiare destinazione d'uso ed innalzare gli indici di edificabilità su strutture che la ASL vuole vendere (ad esempio area ex Ospizio Marino) per reperire fondi, con intervento quindi del Comune sul P.R.G. che implicherebbe grande sacrificio per i cittadini di Giulianova e consumo del territorio;

si evince anche che questo nuovo Ospedale sarà una struttura privata accreditata (ossia convenzionata).

L'Italia dei Valori ritiene che tutto questo rappresenti un grave danno per i cittadini di Giulianova, che invitiamo alla mobilitazione.

Come sempre l'incapacità e le ruberie di certi politici ricadono sulla testa degli ignari Cittadini.

E' ora di voltare pagina!

Chiederemo subito dopo ferragosto all'Assessore Regionale alla sanità Dr. Lanfranco Venturoni di partecipare ad un Consiglio Comunale pubblico per dibattere nella trasparenza su questo tema così importante per la Città di Giulianova e per la salute dei Cittadini.

Il Capogruppo Consigliare dell'IDV
Delegato alla Sanità Dott. Vincenzo Santuomo

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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