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PRC: "La crisi nei
panni sporchi che si
lavano in casa" |
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Sabato 7
Novembre - I panni sporchi si lavano a casa”.
E’ tutto in questa frase del capogruppo di
Sinistra e Libertà il senso della crisi più
sotterranea della storia politica giuliese, che
si sta consumando all'insegna della più
oscurantistica logica dell'insabbiamento.
Preoccupata di non turbare i sonni di quegli
stessi elettori indicati ieri come sovrani, ma
trattati oggi sempre più alla stregua di
sudditi, un'amministrazione già minata nella sua
compattezza a soli cento giorni dalla sua
elezione, dimostra oggi di avere uno ed un solo
obiettivo: mettere la sordina ad una crisi
tanto più grave in quanto non conseguenza di un
confronto politico, ma frutto dalla scomposta
reazione di un sindaco-monarca, ed interamente
consumata fra le quattro mura del palazzo.
Non un solo
commento, non un solo confronto in sede
politica: ciò che rimane di una maggioranza
uscita dalle urne solo pochi mesi fa, e già
ridimensionata non solo nella forma, ma anche e
soprattutto nella sostanza, tace come se nulla
fosse successo, come se un assessore non fosse
stato messo alla porta in maniera indecorosa,
come se la repressione del dissenso non stesse
diventando a Giulianova una inaccettabile
abitudine.
Se tutto questo non
stupisce da parte di una lista civica il cui
programma politico era prevedibilmente esaurito
in quel "per Mastromauro sindaco" (e "per
Mellozzi assessore e Di Giacinto presidente"!)
indicato nel proprio nome, lo stesso non si può
dire nei confronti di chi, alla luce della
propria storia, della propria tradizione e
della propria cultura dovrebbe fare del
confronto, della discussione e della
partecipazione il proprio credo politico.
Possibile che un
partito che si definisce “democratico” non
sappia, non voglia o, ancor peggio, non possa
esprimere nulla riguardo alla più
antidemocratica delle crisi frutto, lo
ripetiamo, della reazione di un sindaco-despota
ad un presunto attacco alla propria maestà?
Possibile che un
movimento che parla di “Sinistra e Libertà”
trovi non solo accettabile, ma
incondizionatamente condivisibile la soluzione
dei contrasti (se così può essere chiamata la
richiesta di riflessione avanzata da Margherita
Trifoni) attraverso la cacciata di chi non si
allinea?
E’ possibile che
nessuno, all'interno dei partiti di questa
maggioranza ormai residuale, trovi
intellettualmente disonesto predicare la
trasparenza ad ogni pie' sospinto e relegare poi
le decisioni che riguardano un'intera città
all'interno delle consuete stanze del potere?
Non
siamo solo noi a rivolgere queste domande, ad
esigere risposte, a pretendere chiarezza: è
un'intera città, sconcertata dal fragoroso
silenzio di una schiera di partiti tanto
“trasparenti” da essere divenuti praticamente
invisibili. |
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Prc: Sul Lido delle
Palme Mastromauro è
Franceschiello |
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Venerdì 30
Ottobre - Facendo seguire alle minacce i
fatti, desideroso di emulare il proprio
predecessore e maestro Claudio Ruffini,
Franceschiello Mastromauro, ha immolato,
sull'altare della lottizzazione “Lido delle
Palme”, l'ormai ex assessore Margherita Trifoni,
incautamente macchiatasi dell'inammissibile
reato di “manifesta libertà di pensiero”.
In poco più di
cento giorni, scadenza non rispettata per la
promessa approvazione delle osservazioni alla
variante di piano, il nuovo
podestà
di Giulianova è stato al contrario capace di
disintegrare la propria coalizione, dando vita
al primo monocolore nella storia della politica
giuliese. Monocolore non di sigle, o di partiti,
ma monocolore di identità, dove l'unica
iniziativa concessa è la sottomissione, muta e
totale, alla volontà del feudatario. Appiattita
sulle sue posizioni, la maggioranza ingoia e
digerisce qualunque pretesa, bene attenta solo
ed esclusivamente a salvaguardare poltrone,
poltroncine, sgabelli e strapuntini.
In questo panorama,
avere idee proprie e addirittura manifestarle
non solo non è ammesso, ma risulta
manifestamente “sleale” nei confronti del
monarca, e “lesivo” dell'immagine sua e della
sua corte. Nel regno di Franceschiello
Mastromauro conta solo atteggiarsi a supino
braccio esecutivo della sua volontà, sbandierare
la trasparenza, ma rifiutare il confronto,
ritenere che quella ottenuta dai giuliesi sia
una delega a salvaguardare le pretese di pochi,
piuttosto che un mandato a tutelare gli
interessi di un'intera città. Il dissenso, oggi
come ieri, non è più esercizio democratico, ma
fastidioso tentativo di contrapporsi all'unica
volontà ammissibile, quella di chi, anzichè da
eletto, ritiene di potersi comportare da “unto
del Signore”.
A chi ha saputo,
come noi ieri, contrapporsi oggi a questa
preoccupante caduta di democrazia, va la nostra
solidarietà, ma soprattutto il nostro
riconoscimento per aver portato, in una
compagine politica presuntuosa e monocorde, il
beneficio del dubbio e l'indipendenza del
pensiero, contrapponendo la propria composta
dignità al becero ed offensivo chiacchiericcio
dei “talenti” di Franceschiello Mastromauro. |
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Prc Giulianova:
Sulla variante cambiano
i lupi, non i vizi |
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Mercoledì 21 Ottobre
-Cambiano i lupi, ma i vizi, ahinoi, rimangono
sempre gli stessi! Superando in protervia ed
arroganza persino il suo predecessore, il
sindaco Mastromauro minaccia platealmente di
stracciare le deleghe assegnate all'assessore
all'urbanistica Margherita Trifoni, ponendola
sul banco degli imputati per il reato di lesa
maestà.
A distanza di poco
più di due anni, sul palcoscenico politico
giuliese torna in scena, sia pure con
protagonisti diversi, lo spettacolo stomachevole
di un primo cittadino che, azzerando il
confronto democratico persino all'interno della
sua stessa coalizione, ricorre ancora una volta
alla minaccia di espellere chi osa avanzare il
benchè minimo dubbio od esprimere il benchè
minimo dissenso.
Guai, all'interno
di un'amministrazione ispirata a parole alla più
ampia trasparenza, ma gestita nei fatti come la
più oscurantista delle monocrazie, guai,
dicevamo, ad esprimere opinioni diverse da
quelle del monarca! Guai a dubitare, anche solo
per un attimo, ma guai, soprattutto, a far
conoscere i propri dubbi ai cittadini, osando
esprimerli al di fuori della rassicurante
riservatezza delle riunioni di maggioranza!
Guai, infine, ad essere donna all'interno di una
coalizione che dimostra nella sua componente
maggioritaria (il Partito democratico) di
considerare le quote rosa come un male
necessario e certamente non come un'opportunità!
Anche a Giulianova,
il ricatto politico si è ormai fatto sistema.
Oggi come ieri, chi osa anteporre la
riflessione alle scorciatoie, l'oculatezza allo
sperpero, l'interesse pubblico al
soddisfacimento delle cambiali elettorali,
rischia di finire offeso, emarginato,
allontanato.
Viviamo oggi, con
il minacciato ritiro delle deleghe a Margherita
Trifoni, un nuovo, oscurissimo episodio della
storia giuliese recente, cui, a torto, avremmo
creduto di non dover più assistere dopo quanto
accaduto nell'estate 2007 con la cacciata dei
nostri rappresentanti da parte di Claudio
Ruffini.
Con rammarico,
dobbiamo quindi constatare come, una volta di
più, una coalizione che ostinatamente continua
a definirsi di centrosinistra, accetti di
sottomettersi supinamente ai diktat di un
sindaco autoincoronatosi monarca, e dimostri,
ogni giorno di più, di trovarsi maggiormente a
proprio agio fra lottizzazioni, varianti e
privatizzazioni, piuttosto che nell'affrontare
le necessità urgenti e reali di un'intera
città. |
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Circolo
di
GIULIANOVA
“ Pasquale Di Massimantonio “
del
Partito
della
Rifondazione
Comunista
Corso Garibaldi,43/45 – 64021 GIULIANOVA
www.rifondazionegiulianova.too.it |
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