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L'angolo acuto di Lino Manocchia

www.giulianovailbelvedere.it alla scoperta dell'America

Da Miami

Marco Rocca: “Uomo dell'Anno 2010”

di Lino Manocchia

Il Console di Miami svolge il suo “lavoro” in maniera professionale. Ama la musica (Bach) e a Marzo  verrà proclamato “Uomo dell’anno 2010 dalla Boys Town of Italy

Marco Rocca, 60 anni, nato a Roma, è Console Italiano a Miami (Florida): La Boys Town of Italy lo ha designato "Uomo del 2010"

Miami (Florida), Gennaio 2010. Nativo di Roma, ha sessant’anni ma non li dimostra. Leggermente calvo, occhio ironico e guizzante, stile compunto e distaccato, pieno di humor e maliziosa indulgenza, accenna facilmente il sorriso a complemento della sua disanima.

Marco Rocca e’ apprezzato, rispettato, benvisto da una massa compatta di emigrati italiani i quali vedono in lui un “buon Padre”, sempre pronto a risolvere le immancabili lacune della vita. Marco Rocca non è un Uomo, è  paragonato ad un Concord, un “robot”, eppure non  c’e’ interlocutore più amabile, conversatore cortese, metaforico. Pesa le parole, misura i gesti.

Certamente il Conquistatore Juan  Ponce de Leon, allorchè approdò sulla penisola che battezzò Florida, ma non trovò la fonte dell’eterna giovinezza, non avrebbe esitato ad eleggere Rocca “Governatore” della magnifica regione statunitense che, comunque, il Nostro tiene in pugno con la carica di Console Generale di un territorio di notevole estensione.

Rocca si laureo’ nel 1971 presso l’Università “La Sapienza” di Roma, e ben presto fu assegnato al Consolato Generale di Melbourne (Australia), quindi “Primo Segretario” dell’Ambasciata di Madrid e nel 1992 -per quattro anni- diresse il Consolato di Miami per poi “guidare” l’Ambasciata  del Panama, che non aveva Consolato, sino al 2006. Il dinamico “romano” ha ricoperto nel contempo diverse posizioni presso il Ministero degli Affari Esteri -Stampa ed informazioni, Affari economici, direttorato generale per il Mediterraneo e Middle East- e infine è tornato nella città che nel 2002 accettò di “gemellare” con l’altra splendida perla adriatica: Pescara. Il 13 marzo prossimo il Boys Town  of Italy lo proclamerà Uomo dell’Anno 2010, con una serata di gala, presente, in veste di ospite d’onore, il senatore della Repubblica Basilio Giordano. Sposato con la gentile signora Aida Baffigi, e ha due  figli, rispettivamente di 30 e 27 anni.

Console, come ha ritrovato la Miami del “sole  e degli uragani”?

"Rispetto al 1992, quando arrivai a Miami per aprire il Consolato Generale, la presenza italiana di Miami è cresciuta enormemente, in tutti i sensi. La comunità italiana è circa raddoppiata (gli iscritti all’Anagrafe consolare sono quasi  27.000), le imprese italiane sono passate da una  trentina a oltre 150, è stato aperto un ufficio ICE, lo studio dell’italiano, che allora era una lingua sconosciuta, è ora di moda e l’italiano viene insegnato in varie scuole pubbliche della Florida. La cucina italiana, infine, ha conquistato Miami grazie ai molti ristoratori e chef “veramente italiani” arrivati a partire dagli anni ‘80. Insomma, l’Italia ha oggi a Miami una presenza forte, anche in termini economici, e la nostra immagine è quella di un Paese moderno e sofisticato”

Possiamo parlare della comunità italiana, dei suoi problemi, aspirazioni, necessità, delle quali il Consolato si occupa?

“In realtà ci sono in Florida due comunità italiane. Una è quella degli italiani arrivati più di recente -direi gli ultimi 20/25 anni- che vivono sopratutto a Miami e Miami Beach e che sono venuti per aprire un’attività o semplicemente si sono “innamorati” di questa città ed hanno deciso di viverci. L’altra è quella degli italiani di  seconda o terza  generazione perché, quando ci fu la prima grande emigrazione dall’Italia verso l’inizio del ‘900, Miami non esisteva nemmeno.  

Gli italiani della Florida di oggi si sono inseriti nella società locale, occupano spesso posizioni importanti nell’economia del Paese e sono molto orgogliosi delle loro origini”

Marco Rocca, Console Italiano a Miami (Florida): Nella foto, in occasione della visita a Miami del Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo, Nazario Pagano (a destra)

Il Console e il Presidente del Consiglio Abruzzese Pagano

E’ seguito il desiderio di centinaia di americani che chiedono  la seconda cittadinanza ?

E’ difficile da credere, ma quello della cittadinanza è, probabilmente, il servizio più richiesto. Il Consolato riceve infatti un enorme numero di richieste da parte di ex italiani che hanno perso la nostra cittadinanza in passato ed ora vogliono riacquistarla. Il Consolato riceve infatti un enorme numero di richieste da parte di ex italiani che hanno persa la nostra cittadinanza, di discendenti di nostri emigranti che vogliono sapere se sono ancora cittadini, o ancora di stranieri che vogliono  diventare italiani, in genere per matrimonio. Ogni volta che vado ad un evento, ad una riunione, a una cerimonia, c’è sempre qualcuno che alla fine si avvicina per chiedermi come si fa a diventare italiano”

Cosa chiedono i giovani?

Sicuramente un riconoscimento  della loro identità specifica ed un rapporto con l’Italia più moderno, basato anche su interessi concreti (di studio, professionali ecc). Proprio per dare spazio a queste aspirazioni dei giovani si è tenuta un anno fa a Roma, la prima Conferenza dei giovani italiani nel mondo”

Spesso le voci della “comunità” parlano di difficoltà per ottenere un passaporto. Quanto c’è di vero?

“Il servizio passaporti del Consolato funziona bene ed alcuni problemi che esistevano in passato sono stati da tempo risolti. Diamo il passaporto a vista a chi è residente nella circoscrizione ed è già registrato al Consolato. Per i non residenti (per esempio i turisti) bisogna invece chiedere l’autorizzazione alla Questura italiana o al Consolato del luogo dove risiedono. Inoltre, si può chiedere il passaporto anche per posta senza dover venire al Consolato. Quindi non credo che si possa parlare di “difficoltà” nell’ottenere il passaporto”

Cosa avrebbe voluto fare che non ha fatto?

“Ho avuto fin da giovane una grande passione per la musica ed ho anche un discreto “orecchio”. E quindi mi e’ sempre dispiaciuto non aver preso lezioni di musica per poterla leggere e saper suonare bene uno strumento. Non so cosa darei per poter suonare al pianoforte qualche pezzo di Bach, il mio compositore preferito.”

Chi è Marco Rocca ?

“Una persona normale che fa il proprio lavoro in modo professionale e sopratutto con molto buon senso, cercando di capire le ragioni di chi sta dall’altra parte del tavolo. Chi mi conosce sa poi che non “recito” la parte del diplomatico e non cerco di apparire diverso da quello che sono. Cerco anche di essere me stesso sia in ufficio che fuori e forse questo mi ha permesso di costruire delle relazioni personali e professionali molto solide, basate sull’amicizia e sulla stima che alla

fine sono le cose che contano davvero”

LINO MANOCCHIA

Lino Manocchia è nato a Giulianova il 20 febbraio del 1921, primogenito del giornalista e scrittore, il Cav. Francesco Manocchia, e di Filomena Spadacci.

Ha incontrato ed intervistato personaggi come: Frank Sinatra, Dean Martin, Perry Como, Rocky Marciano, Juan Manuel Fangio, Mario Andretti e tanti altri illustri personaggi. Durante il lavoro con Voice of America, Manocchia ha avuto modo di intervistare cinque Presidenti americani: Eisenhower, Kennedy, Johnson, Carter e Clinton.
 
 
 
 

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