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SELVA DI FASANO,
Giovedì 29 Luglio 2010 – E’ lo scrittore
giuliese Mattia Albani il vincitore della XIII
edizione del Premio di Narrativa “Valerio
Gentile”. L’autore ha presentato un romanzo dal
titolo “Il verso del coniglio”, ritenuto
meritevole di pubblicazione da Schena Editore
nella collana Pochepagine. Albani aveva già
partecipato all’edizione 2009 del premio,
classificandosi al terzo posto con il romanzo “Taxi
Luna Sessantanove”. Al secondo e al terzo
posto si sono classificati, rispettivamente, “Viaggio
in silenzio” della giovane Monica Pezzella e
“Sotto casa si prostituiscon” di Vito
Lorenzo Dioguardi. Premio speciale giovanissimi
a Silvia Costa con il suo “La vita secondo
Silvia”. Mattia Albani verrà premiato il 17
agosto a Fasano.
Breve
Biografia dell’autore e descrizione dell’opera
Mattia Albani, classe
1986, è nato a Giulianova (TE). Ha conseguito
numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali ed
internazionali di prosa e poesia. Nel 2008 ha
pubblicato una raccolta di poesie, dal titolo
L’apnea dei 22. Rincalzi d’albe e scucite
metafore (Aletti Editore).
“I conigli non sono quello
che sembrano”, è questo il leitmotiv de “Il
verso del coniglio”, edito da Schena
Editore, nella collana Pochepagine.
Il verso del coniglio è la
storia del giovane Samuel Nietzsche, adolescente
Amish da poco tornato a casa dopo il
tradizionale periodo di Rimspringa.
Tutto sembra andare per il meglio, quando
il ragazzo si trova improvvisamente catapultato
in un incubo: a cause della consanguineità dei
genitori, Samuel Nietzsche contrae una rarissima
malattia che impedisce al fegato di
metabolizzare la birilubina. Né i medici più
illustri, né i farmaci da essi prescritti, né
tanto meno il fervore religioso della sua
Comunità di appartenenza riescono a curare
Samuel Nietzsche, e così il ragazzo comincia a
prendere coscienza di essere ormai condannato,
ma è costretto a tirare avanti penosamente,
giorno dopo giorno, circondato dall’ipocrisia dei
famigliari, per i quali è diventato ormai un
peso. L’unica persona della quale apprezza la
compagnia è il suo giovane amico Jacob Goethe
che inizialmente lo soccorre con affetto sincero
ma poi, spaventatosi dall’avanzare della
malattia, non si fa più sentire né vedere. Nelle lunghe ore trascorse
all’ombra della morte, con i conigli che gli
zigano nelle orecchie, Samuel Nietzsche si rende
conto che la sua vita è stata un cumulo di
menzogne, ma alla fine si affaccia alla mente un
pensiero consolante: proprio la morte sarà
presto l’unica liberazione, per sé stesso, per
la sua famiglia e per l’intera Comunità Amish. |