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Giulianova,
Venerdì 26 Febbraio 2010 -
PIAZZA DANTE CLUB
presenta:
PIAZZA DANTE Club
"OPEN" MERCOLEDI'-GIOVEDI'-VENERDI'-SABATO-DOMENICA
ore 19,00-01,00
"IMAGINE" - John Lennon, il ritorno del mito...
VERNISSAGE VENERDI' 26 FEBBRAIO ORE 22,30
Opere in esposizione
dal 26 febbraio al 12 Marzo di Franco Barrese
Testo e Vernissage a cura di
Alessandra Angelucci
Osservare le opere di Franco Barrese vuol dire
entrare lungo le vie della sua anima, lungo quel
percorso di crescita umana ed artistica che lo
ha portato a comporre una delle sue più belle
“partiture”. Armonica e di ampio respiro,
infatti, si presenta... la personale Imagine,
ove già il titolo, che l’artista attribuisce
alla sua ultima creazione, evoca al lettore
ricordi ed immagini del passato che hanno
segnato per sempre un'epoca storica; allo stesso
tempo spinge l’osservatore a riflettere sul
valore semantico della parola e a perdersi, di
conseguenza, in un mondo di immaginazione,
librandosi verso una realtà di sogno. La
personale di Franco Barrese, pittore autodidatta
di Città di Castello (PG), ha come leitmotiv
l’amore per la musica, il sentimento per ogni
espressione più intima dell’arte, il desiderio
della pace e dell’amore. Tutto questo viene
magistralmente riassunto dal pittore nella
celebrazione di un unico nome, un mito del
panorama della musica internazionale degli anni
Sessanta e Settanta, un personaggio che grazie
alla sua voce è diventato un'icona per intere
generazioni: John Lennon. Ogni traccia di
colore, forte ed energica, disegna sulle tele la
viva speranza di quel mondo tanto desiderato, un
mondo dove non hanno spazio le guerre e i
conflitti tra popoli di diversa provenienza, un
mondo in cui «tutta la gente possa vivere una
vita in pace». L'artista abbraccia questo
messaggio universale e lo traspone sulle tele
con l'intento di diffonderlo ancora oggi, in
un'epoca in cui la Terra si presenta devastata
dai conflitti, persa dietro la scaltra logica
degli interessi. Tra le note e le sagome dei
pianoforti policromi sembra quasi di poter
afferrare la magia delle celebri parole con cui Lennon, in Imagine, si dipingeva sognatore e in
cui, con il dono della voce, cantava la
fratellanza tra gli uomini. La musica, infatti,
non si ascolta soltanto; la musica si
rappresenta, si dipinge, si scrive. Si comprende
allora la funzione storica del lavoro di Barrese, il voler contestualizzare, nel presente,
sentimenti, pensieri e sogni di generazioni
passate. Sogni universali, sogni ... ancora
attuali. La pittura dell'artista acquisisce,
quindi, una dimensione temporale (hic et nunc),
uno spazio-tempo in cui essa può essere
assaporata, assorbita, scoperta, contemplata.
Seguendo le linee e gli oggetti, pronti a
conferire tridimensionalità alle opere, sono le
emozioni a prendere il sopravvento; i sentimenti
esplodono in tutta la loro forza, ispirandosi ai
toni cromatici vivaci ed accesi. Nell'Arte di
Franco Barrese può senz'altro riconoscersi il
tratto, la tecnica della Pop Art, che si esprime
nel collage di materiali diversi, quali
frammenti di chitarre, dischi musicali, spartiti
e tasti di pianoforte: elementi materici che
conferiscono alle tele un andamento
tridimensionale, contrapposto a quello lirico ed
etereo del messaggio subliminale. Il ricordo
della Popular Art vive anche nello stile dell'artista
e nella scelta voluta e consapevole di
celebrare un soggetto in particolare, un
personaggio, un mito mutuato dalla mitologia
odierna, in questo caso quella degli anni
Sessanta. La figura di John Lennon, infatti,
emerge in tutte le tele; i suoi occhi guardano
dritti verso il pubblico ed invitano a
riflettere. Così in Love for peace, Eyes, War,
l'osservatore è colpito dal magnetismo degli
occhi che emergono tra molteplici e sempre nuovi
simboli evocativi. Si cattura, in questo modo,
il significato delle brevi e profonde parole che
si leggono tra le pagine del catalogo: «Ed è in
certi sguardi che si intravede... la speranza».
Maggiore libertà gestuale, invece, si nota in
alcune tele in cui la tecnica del "dripping"
(gocciolamento) prende il sopravvento sulla
materia come in Fluorescent, le cui immagini di
fondo si manifestano assorbite dal caotico
intreccio di segni colorati: l'esperienza dell'artista
diventa per un attimo solo testimonianza dell'essere
e dell'agire. Se volessimo osservare le opere di
Franco Barrese con la stessa attenzione di chi,
per la prima volta, entra nella sala di un
cinema a proiezione già cominciata, potremmo
affermare con certezza che sarebbe immediato
intendere il protagonista del film e l'idea che
ad esso si collega. Le tele dell'artista si
presentano come sequenze di una storia mitica,
come fotogrammi di una vita dedicata all'emozione
e al canto per la libertà. In questo caso, però,
la passione emotiva che emerge dalle creazioni,
il dinamismo e la vivacità che i colori
suggeriscono ad ogni spettatore riconducono al
finale di un racconto, ad un film il cui "the
end" è già entrato a far parte della storia
cinematografica, musicale, generazionale. Gli
occhiali di John Lennon che si poggiano sulle
tele invitano a non essere miopi di fronte alla
realtà che un tempo, e ancora oggi, è segnata da
guerre feroci. Le note che si librano leggere
nell'aria suggeriscono la volontà del pittore di
celebrare la speranza di chi ha voluto disegnare
un mondo senza frontiere, di chi ha sognato un
mondo unito, di colui che semplicemente... Imagine. |