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Parrocchia S. Flaviano: Depliant dedicato al Santo Patrono

Giulianova, Giovedì 18 Febbraio 2010 - Su iniziativa del parroco Don Domenico Panetta, sostenuto dal fido collaboratore Carlo Pandoli,  la parrocchia di S. Flaviano, a Giulianova Alta, ha curato la pubblicazione di un opuscolo sul Santo Patrono della città, forse Patriarca di Costantinopoli all'epoca di Teodosio II e le cui spoglie - si vuole - sono conservate in un'urna custodita nel Duomo che domina Giulianova. Il depliant riporta la vicenda del Santo venerato dagli Acquaviva d'Aragona, del cui casato fu autorevole esponente Giuliantonio, fondatore di Giulianova, in un testo che Don Domenico ha tratto dallo storico Sandro Galantini e che riportiamo di seguito:

Vita e marti rio

Della vita di S. Flaviano non si hanno molte notizie. Si dice che era un uomo mite, umile e caritatevole: <<Un sacerdote che splendeva per bellezza di vita e luminosa  sapienza. Gli cantavano il cuore e la fede sana dei padri, gli raggiava  sulla fronte il segno di una purezza esemplare che illuminava tutta la sua vita. Con gli anni erano cresciute le sue virtù  e per integrità morale  l'avevano costituito tesoriere della Chiesa di Costantinopoli >>.

La sua ascesa a Patriarca di Costantinopoli avvenne alla morte del Patriarca Proclo nel 447.

Nel 448 inizia la disputa teologica tra il monaco Eutiche, promulgatore della teoria del monofisismo, e quella di Nestorio, che ammette la natura divina e umana nella duplice persona.

Nel 449 Flaviano si trova a presiedere il secondo Concilio di Efeso. Prima dello svolgimento del Concilio, Papa Leone I inviava Flaviano, assieme a due sui legati, una lunga lettera, il cosiddetto Tomus ad Flavianum, in cui esprimeva la propria contrarietà verso le dottrine di Eutiche.

Durante le fasi del Concilio però il monofisismo, che trova l’appoggio dell’imperatore Teodosio II, ha la meglio tra i padri conciliari, tanto che il Patriarca Dioscoro di Alessandria ottiene la deposizione di quei teologi che appoggiano il nestorianesimo.

La seduta si svolge nella più assurda violenza e Flaviano, strenuo difensore della duplice natura umana e divina nell’unica persona di Gesù Cristo viene aggredito, arrestato e condannato all’esilio in Lidia ma lungo la strada morì e il luogo dell’esilio non fu quello fissato dall’imperatore ma quello preparato dal Signore per coloro che servono la verità con fedeltà e coraggio.

Riabilitazione

Morto Teodosio II, la sorella Pulcheria va in sposa al senatore Marciano che diviene imperatore. Ella interviene facendo riportare a Costantinopoli le spoglie di Flaviano per scongiurare le offese dei seguaci di Eutiche e le depone nella Chiesa dei Santi Apostoli.

Così nel 451 viene riunito il Concilio di Calcedonia, nel quale, letta l’epistola censurata di papa Leone I, viene condannato il monofisismo, esiliati Eutiche e Dioscoro di Alessandria, e ritirata la scomunica al papa di Roma. Infine tutta l’assemblea ritira tutte le accuse contro Flaviano che viene venerato per la sua santità e per il suo martirio.

Culto

Secondo una leggenda, le spoglie di san Flaviano vennero imbarcate per volere dell’imperatrice Galla Placidia per essere inviate a Ravenna. Durante il tragitto in mare la nave, forse dopo una tempesta, approdò senza equipaggio, sulla costa di Castrum Novum Piceni, l’odierna Giulianova, che da quel momento prese nome di Castel San Flaviano. Il giorno dell’approdo è tradizionalmente riferito al 24 novembre. Sulle sponde venne costruito un grande tempio dedicato al Santo Patriarca e i suoi resti vennero collocati in un’arca di marmo. All’arricchimento del tempio, oggi non più esistente, contribuirono personaggi illustri come Carlo Magno.

Oggi le ossa del Patriarca riposano nel Duomo di Giulianova in un’urna rinascimentale in oro e argento. Nella città adriatica, di cui è patrono da secoli, gli si tributa la festa il 24 novembre, giorno dell’arrivo delle spoglie. San Flaviano è molto venerato in Abruzzo ed è patrono anche di Conversano, feudo di cui il conte di Giulianova, Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona, entrò in possesso nel quattrocento. E’ compatrono della città di Recanati e della sua Diocesi e, come Conversano, custodisce una reliquia del Santo Patriarca prelevata dai suoi resti mortali conservati a Giulianova.

Conclusione

Ultimamente è sorto un comitato giuliese composto di uomini che sono fieri di portare il suo nome che hanno riproposto la festa di San  Flaviano in seguito al ritrovamento dell’antica e venerata statua di San Flaviano.

Il 24 novembre 2009 si sono svolti i festeggiamenti in onore di San Flaviano: Numerosi sono state le manifestazioni culturali folcloristiche e religiose che hanno rimesso in luce la grande figura di San Flaviano Patrono di Giulianova.

Ammirevole la partecipazione immensa dei fedeli e la presenza di autorità civili, militari e religiose tra cui il nostro Vescovo Michele Seccia e l’Arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari.

 

LA SCHEDA DI SAN FLAVIANO

 

Morte

Lidia, 17 febbraio, 449

Venerato da

Chiesa cattolica

Santuario principale

Duomo di San Flaviano a Giulianova

Ricorrenza

24 novembre

Attributi

palma e ferula

Patrono di

Giulianova, Conversano, Recanati, Torano Nuovo, Basciano, Barisciano Capitignano

 

 

La copertina del depliant

Preghiera a San Flaviano

Per intercessione di S. Flaviano che sacrificò la sua vita per Gesù Cristo vero Dio e vero uomo, la benedizione di Dio Padre scenda abbondante sulla vostra casa, sulla vostra famiglia e su tutta la comunità giuliese e doni a tutti la pace, la gioia, la salute del corpo e dello spirito e ogni bene.

Per Cristo nostro Signore. Amen

 
 
 
 
 
 
 
 

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