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Giulianova,
Giovedì 2 Settembre 2010 -
Da Marco Di Martino, direttore artistico e
collaboratore del Comitato organizzatore della
Festa in onore di
Maria SS.ma dell'Annunziata, riceviamo e
pubblichiamo:
Ha vinto la qualità.… ha vinto la musica d’autore!
In un momento storico fatto di veline e talent
show, tutti, e dico tutti ,gli impresari
propongono spettacoli di cantanti “meteore” che
sono apparsi per qualche ora in televisione. Il
comitato festa dell’Annunziata invece va
controtendenza è sceglie la qualità. Detto
questo non resta da sperare che il
talento,quello vero, venga premiato sul serio
una volta che la carriera di questi ragazzi (se
mai ci sarà) prenderà il volo. La musica
d’autore, per capirsi, in Italia è quella cosa
lì dei cantautori (soprattutto genovesi)
cresciuti negli anni settanta: è musica colta,
musica vissuta, vera: insomma, in essa c’è
qualcosa di più… Un esponente classico della
categoria “autori di musica d’autore” è
Eugenio Finardi, un artista che ormai da
qualche anno ha deciso di ampliare il suo
orizzonte artistico evolvendosi dall’immaginario
tipico del cantante impegnato o di quello di
rock d’autore italiano, di cui, tra l’altro, è
stato per anni un illustre protagonista. Eugenio
Finardi ha deciso di confrontarsi per la prima
volta con la prospettiva del teatro-canzone.
Un’esperienza questa che in maniera fluida e
naturale è entrata nel sangue dell’artista e lo
ha portato, di recente, al Palazzo delle
Esposizioni di Roma a misurarsi con la scrittura
di Paul Auster e la ri-lettura de La città di
vetro in una prospettiva artistica ancora
vicina e derivata dalla forma teatrale.
Affascina la capacità di Finardi di far
divertire, commuovere e pensare con le canzoni e
la recitazione a commento del testo, riannodando
i fili della sua lunga storia. Accompagnato
dalla sua fidata band composta da Max Carletti
alla chitarra, Federico Ariano alla batteria,
Paolo Gambino al pianoforte e Stefano Profeta al
contrabbasso, l’artista alterna brani famosi ad
altri meno noti, ma di certo non meno
significativi: tra le tante ricordiamo
Le ragazze di Osaka, Laura degli Specchi, Katia,
Patrizia, Wil Coyote, Diesel, Exaterrestre,
Dolce Italia ed altre ancora. Sono racconti
di vita, di esperienze e riflessioni a cuore
aperto. Da tempo la ricerca musicale e
soprattutto vocale ha portato Eugenio Finardi a
esplorare quelle zone di confine dove
l'interpretazione fonde i linguaggi della musica
- dal Blues alla Classica Contemporanea - con
quelli della performance teatrale: ambiti in cui
sviluppare i complessi temi dell'identità, della
trascendenza e della ribellione, senza però mai
dimenticare momenti di ilarità e riflessione
autoironica. Non tutti sanno che Finardi, prima
di firmare il suo primo contratto discografico
con Battisti, studiava Teatro all'università di
TUFTS a Boston. Questa svolta artistica arriva
al termine di un anno, il 2008, particolarmente
fortunato e impegnativo per Finardi: al Premio
Tenco gli fu assegnata la “Targa Tenco 2008” per
il progetto su Vladimir Vysotsky con l'ensemble
Sentieri Selvaggi - diretta da Carlo Boccadoro -
e l'uscita del dvd "SUONO" lo vide presente in
molte trasmissioni televisive, da "Parla con me"
con Serena Dandini a "Che tempo che fa" con
Fabio Fazio, nella serata dedicata a Fabrizio De
Andrè e dove si esibì in una straordinaria
Verranno a chiederti del nostro amore con
Nicola Piovani al pianoforte.
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