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Giovedì 24 Settembre
- L’I.D.V., dopo un attento esame e studio dello
strumento urbanistico adottato e delle
“osservazioni” ad esso collegate, sottopone ai
partiti di maggioranza le sotto elencate
considerazioni per uno sviluppo equilibrato e
nel contempo di salvaguardia del nostro
territorio che per la sua modesta estensione ma
per le potenzialità che può esprimere, merita
grande attenzione nella pianificazione
urbanistica degli anni futuri.
Le riflessioni e le
proposte seguono la “zonizzazione” come
riportata dalla Variante di Piano.
ZONA A1: Centro
Storico.
Il vecchio nucleo urbano
necessita di un nuovo”Piano
Particolareggiato”per il quale esiste già un
incarico professionale a tecnici esterni. Esso
deve tendere ad una riqualificazione del tessuto
edilizio che nel contempo valorizzi le opere
pubbliche già realizzate o in fase di
realizzazione. Per incentivare gli interventi
dei privati, l’I.D.V. propone che l’A.C. preveda
uno stanziamento per dare contributi a fondo
perduto a chi “restaura o ristrutturi o esegua
la “straordinaria manutenzione”della propria
abitazione, anche se ciò dovesse comportare una
rinuncia a qualche opera pubblica.
ZONA A9: Ambiti
Riparali
L’ I.D.V. propone che in
tali ambiti è applicabile la disciplina della
successiva zona D4 (attività agricole), solo per
gli edifici esistenti.
ZONA B2
Completamento del tessuto urbano esistente.
Interessano le seguenti
sottozone: b2.a-b2.b-b2.c-b2.d.In esse occorre
verificare la compatibilità della Legge
Regionale n° 16 del 19.08.2009 nelle zone in
cui si prevede l’aumento degli indici di
edificabilità dallo 0,55 allo 0,70.( sono 152
isolati per una S.E di circa mq.11.400).
L’I.D.V. propone che prima
di portare in Consiglio Comunale le Osservazioni
alla Variante adottata, si verifichi la volontà
dell’ambito applicativo dell’art. 12 della L.R.16,
in modo che si possa adeguare la normativa in
zona B e agevolare l’iter delle Osservazioni in
C.C.
ZONA B3: Tessuto
Urbano Esistente
E’ il nucleo storico del
Lido. Anche per questa zona è stato dato
incarico professionale per un nuovo “Piano
Particolareggiato”. Valgono le stesse
considerazioni della zona B2 sopra esposte,
poiché trattasi di una zona complessa da
sistemare considerata la tipologia edilizia
esistente.
ZONA Cdi Espansione
Residenziale.
Per le Sottozone C1 e C2,
valgono le stesse considerazioni riguardante
l’applicabilità della Legge R. 16.
Per la C3, l’I.D.V.
propone:
-
Adottare un P.P.A. con il quale stabilire
i tempi di attuazione delle nuove zone “c”,
anche per verificare lo stato di attuazione
delle altre zone “c” già previste dall’attuale
P.R.G., in riferimento al comma 7 art. 2.4.1.
delle N.T.A. che non deve essere soppresso.
-
Nelle zone C3,le aree per l’Edilizia
Residenziale Pubblica, da cedere a prezzo di
esproprio o gratuitamente con eventuale
incremento dell’indice per i privati, deve
essere pari al 40% come per legge.
Per la sottozona C4, l’I.D.V.
propone che si riconfermi l’attuale comparto
edilizio denominato “C1 ambito del parco
collinare”per non compromettere l’attuale
morfologia della collina.
Per la sottozona C5, l’I.D.V.,
ritenendo che la campagna deve essere
salvaguardata, non concorda con la indicazione
di prevedere 50 lotti di 10.000 mq. ciascuno per
una edilizia unifamiliare. Propone che la
sottozona sia annullata.
ZONA D a
utilizzazione produttiva
L’I.D.V. non concorda con
la impostazione di accorpare nuove aree a
destinazione produttiva ai confini di Mosciano
al fine di costituire il cosiddetto modello di
“distretto industriale” e ritiene non opportuno
coinvolgere altre aree, peraltro individuate a
“macchia di leopardo”, per non sottrarre
ulteriori aree al territorio agricolo.
Inoltre nelle attuali zone
D3 e D1alcune lottizzazioni non sono mai
partite(schede D3.1-D3.2-D3.3-D3.5) per un
totale di mq. 320.000, a cui aggiungere la
probabile lottizzazione dell’area ex Saig.
Si propone, quindi,
essendo sproporzionato l’incremento delle zone
“D” che da circa 40 ha. passa a 95 ha., una
riduzione delle aree previste.
In zona D1, per non
penalizzare e anzi per aumentare le strutture
turistiche nelle zone “E” al Lido, si propone di
non prevedere il comma 8 dell’art.
2.5.2.(aumento del 35% degli indici)
In zona D4.1( attività
agricole), sarebbe opportuno escludere il comma
3 dell’art. 2.5.9., non consentendo il valore
dei lotti pari a mq.15.000.
ZONA E
completamento ed espansione turistica.
Sono le zone in cui la
qualità turistica della nostra città deve
esprimersi al meglio e diventare il volano della
economia giuliese. Pertanto riteniamo utile che:
-
la sottozona E1.a
sia equiparata alla sottozona E1.b assumendo
l’indice dello 0,35;
-
le superfici utili al p.terra, di cui
all’art. 2.6.3. comma 4 bis, nelle zone E2.1 ed
E2.2, siano computate al 35% per non
compromettere gli standard urbanistici
-
nella sottozona E2.1(comparto 2) ed in
sottozona E4, i comparti ed i lotti di tipo2
sarebbe opportuno applicare i parametri tecnici
della sottozona B2.b( 0,55 come indice e 8,50
h.max).
-
In sottozona E5 è il caso prevedere una
h. max. di 24 mt. o uniformarla agli alberghi
esistenti e cioè massimo a 20 mt.?
Condividendo il concetto
dell’ urbanistica perequativa delle aree
sottoposte a vincolo reiterato, che
peraltro svilupperanno circa 26.000 mq. di
superficie fondiaria, si propone che le aree
cedute all’Aamministrazione Comunale, pari al
65%, siano accorpate e non polverizzate.( art.
3.3.1-comma 6).
Sviluppare una seria
riflessione affinché il Comune individui zone
nevralgiche, per esigenze anche
socio-economiche, affinché si attivi per la
predisposizione dei “ Progetto di Area” PAC.
L’I.D.V. propone un tavolo di confronto
tecnico-politico ai partiti della coalizione non
chiedendo altro che correttezza e trasparenza
politica. |