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Che ogni campagna
elettorale sia infarcita di promesse, anche
palesemente irrealizzabili non costituisce,
purtroppo, una sorpresa: fa parte del gioco, si
dice, anche se a quel gioco, per nostro conto,
non abbiamo mai partecipato né intendiamo farlo
ora od in futuro. Ciò che sorprende, però, in
questa campagna elettorale, è la facilità e la
leggerezza con cui, dimenticando la
propria storia recente si vanno
ad avanzare promesse apertamente in contrasto
con quanto detto e fatto solo pochi mesi prima.
Sorprende, ad esempio,
sentire avanzare dal Partito Democratico la
proposta di un termovalorizzatore, o
impianto a biomasse, o, in maniera forse più
brutale, ma senz'altro più chiara,
inceneritore, da ubicare nell'area del
depuratore dell'Annunziata, in via di
dismissione.
Sorprende, perché la
proposta arriva da chi, non più di qualche anno
fa, giustamente si opponeva, affiancandoci in
una lotta che ci ha visto protagonisti ad una
analoga riconversione dello stabilimento Saig di
Colleranesco; sorprende perché non si capisce
come un quartiere che, giustamente, non può
sopportare la presenza di un depuratore, possa
al contrario convivere con un termovalorizzatore;
sorprende perchè non si comprende come il
Partito Democratico possa proporre per il
quartiere Annunziata ciò che ha rifiutato per Colleranesco
(Centrale a
Biomasse per bruciare Olio di Palma);
sorprende infine perché ci si dimentica che
proprio quell'area cade all'interno del
perimetro della riserva naturale del Borsacchio.
Sorprende, poi, la presa
di posizione contro la raccolta porta a porta da
parte dell'Udc che sembra dimenticare lo
scempio, economico ed ambientale, della
famigerata SIA (voluta dal centrodestra), che
ignora quale livello di differenziazione si sia
raggiunto in pochi mesi proprio grazie al
servizio porta a porta (voluto da Rifondazione
Comunista e dal suo Assessore), che non spiega
dove reperirà i fondi per le 28 (!) isole
ecologiche interrate, né dove pensa di poterle
realizzare. Ma sorprende anche la dichiarazione
dell'ex assessore all'ambiente in quota PdCI
che, al contrario, il porta a porta vuole
completare, dimenticando di aver già avuto a
disposizione un anno intero per estendere il
servizio al resto della città (la verità è che,
senza Rifondazione Comunista, porta a porta
a Giulianova indicherebbe ancora e soltanto una
trasmissione tv).
Sorprende, infine, leggere nel programma
elettorale del candidato del centrosinistra
l'intenzione di istituire l'assessorato alla
trasparenza, intenzione particolarmente stonata
se espressa da chi, nella corsa legislatura,
rifiutò il confronto con i cittadini sulla
variante al piano regolatore e non accetta oggi
(come del resto tutti gli altri candidati)
l'invito a rendere pubbliche le proprie spese
elettorali: la trasparenza non è una questione
di assessorati, ma essenzialmente un fatto di
cultura, che da sempre ci appartiene e nessuno
ci potrà mai sottrarre. |