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Giulianova, Venerdì 12
Novembre
2010
- La Giunta Mastromauro dopo aver
cacciato dal Mercato Coperto i venditori dei
prodotti agricoli locali, ora caccia sette
venditori dallo spazio pubblico loro riservato
da anni nel mercato del giovedì. Si tratta
dell’area pubblica antistante un hotel al quale
è concesso tutto quello che agli altri non è
possibile, anche a scapito degli interessi
generali: oscurare la vista del mare con
barriere fuori norma, realizzare una sorta di
villaggio turistico sul demanio marittimo,
possibilità di riconvertire l’albergo in alloggi
da vendere, vedersi riservato un parcheggio
pubblico. Noi diciamo che tutto ciò non è più
tollerabile a Giulianova e siamo d’accordo con
le proteste dei lavoratori che difendono il loro
diritto al lavoro in un periodo tra l’altro di
grande crisi economica. Rivolgiamo un doveroso
apprezzamento per la solidarietà che i
commercianti stanno mostrando verso i colleghi
colpiti dagli ingiusti provvedimenti comunali e
per la compattezza con cui stanno conducendo la
loro giusta battaglia per difendere i propri
diritti. Se l’amministrazione non ha proposte
convincenti per spostare tutto il mercato del
giovedì ed ha deciso di lasciare sul lungomare
uno dei mercati ambulanti più importanti
d’Abruzzo, questo deve essere vero per tutti. Se
poi questo accade perché un consigliere comunale
di opposizione, in evidente conflitto di
interessi sugli aspetti sopra ricordati, vota
costantemente a favore della maggioranza in
carica, allora nella nostra città sta
verificandosi un deprecabile uso arrogante del
potere. In una città dalle grandi tradizioni
civili e democratiche, improvvisamente, la
Giunta Mastromauro ha deciso che non ci sono più
pari diritti e pari doveri per tutti i
cittadini: sembra, insomma, di essere tornati
all’età del dispotismo del Re Sole e dei
privilegi dei suoi cortigiani! E’ veramente
triste che tutto questo stia accadendo per
responsabilità di uno schieramento che si dice
dalla parte dei lavoratori. I partiti che
sostengono l’amministrazione non hanno niente da
dire in merito? Non hanno nulla da dire a degli
amministratori che ciarlano continuamente di
volersi adoperare per creare nuovi posti di
lavoro e poi si accaniscono contro i lavoratori
che già esistono, mettendo a repentaglio le loro
attività? Non hanno, infine, nulla da dire di
fronte ad uno sciopero di tutti gli operatori
del tradizionale mercato del giovedì, cosa mai
capitata nella storia della città? Chiediamo
che, ragionevolmente, siano restituiti ai
lavoratori i luoghi pubblici dove poter svolgere
tranquillamente le loro attività e cioè: che i
commercianti del mercato del giovedì riottengano
lo spazio pubblico loro assegnato in precedenza
sul lungomare e che i venditori dei prodotti
agricoli locali tornino al piano terra del
Mercato Coperto. |