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Giulianova, Lunedì 23 Agosto Agosto 2010
- “Critiche
da ombrellone. E forse non c'era l'ombra. Non si
spiegherebbe altrimenti le approssimazioni e la
grande confusione che traspaiono dal solito
attacco di marca arborettiana”. Replica così
il vicesindaco Gabriele Filipponi al
“Cittadino Governante” che, in relazione alla
vendita all'asta di piccoli appezzamenti di
terreno di proprietà pubblica, ha accusato il
Sindaco, la Giunta, la maggioranza, il dirigente
dell'Ufficio Tecnico e persino il presidente
della “Giulianova Patrimonio”, di violare gli
interessi generali.
“Anzitutto va
ricordato – rileva il vicesindaco – che
l'Assise civica, come è scritto a chiare lettere
nel punto 2 della delibera consilare n.34 del 29
aprile scorso, aveva demandato alla Giunta il
compito di individuare piccole aree, di
estensione non superiore ai 100 metri quadrati,
da alienare. Facendo naturalmente precedere la
vendita da apposito avviso pubblico. Ebbene il
bando – prosegue Filipponi – è stato
puntualmente pubblicato sia nell'Albo pretorio,
sia nel nostro sito istituzionale per dare modo
a chiunque di partecipare. E dove sono allora
gli oscuri interessi che “Il Cittadino
Governante” vuole adombrare? Ormai Arboretti e i
suoi stanno scivolando verso il populismo più
banale e inconsistente”.
Sulla
questione interviene anche l'assessore
all'Urbanistica Nadia Ranalli. “Ma che
confusionari questi signori del “Cittadino
Governante”. Sfoggiando competenze che non
dimostrano poi di avere, fanno un gran
minestrone mischiando le alienazioni con la
monetizzazione, che sono cose ben diverse. Le
norme sulla monetizzazione – precisa
l'assessore - riguardano solo ed
esclusivamente quelle aree comprese all'interno
di piani attuativi del PRG. Dov'è la differenza?
Presto detto: in questo caso le aree non sono di
proprietà pubblica ma degli stessi proponenti,
che invece di cederle al Comune continuano a
conservarle senza che le aree stesse abbiano
capacità edificatoria. Insomma, non sono
sfruttabili per ulteriori costruzioni. Non è
quindi corretto, anzi è furbescamente scorretto
– aggiunge l'assessore Ranalli – fare
l'esempio dell'area ex Pioppeto, che è stata
invece oggetto di 'valorizzazione' e successiva
vendita come area edificabile. Vendita, è
opportuno ricordare, approvata dal Consiglio
comunale per fronteggiare i debiti del Comune”.
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