Sabato,
9 Gennaio -
Esprimiamo una buona
dose di angoscia nelle
parole di Mastromauro il
quale, con accenti
oscuri, ha prospettato
una situazione di
particolare gravità ed
illecite connivenze
nella nostra città.
Se ciò fosse, sarebbe
bene che il Sindaco
riunisse il Consiglio
Comunale, massima assise
civica, rendendo
pubbliche le proprie
preoccupazioni.
In verità ci pare che,
per questo brutto
episodio, su cui
attendiamo riscontri dai
Carabinieri, il primo
cittadino si sia
mostrato poco attento al
fattaccio e molto più
attirato dall’ondata di
pubblicità che ne è
venuta fuori.
Nella conferenza stampa,
appositamente convocata,
nulla ha concretamente
detto circa
l’inquietante episodio;
molto di quello che
avrebbe fatto e che
intende fare per
Giulianova.
Sono mesi che i
cittadini ascoltano la
stessa “tiritera”,
l’urbanistica,
insomma.
Vorremmo che il primo
cittadino, di tutti i
giuliesi e non solo di
se stesso, facesse
qualcosa di concreto
per:
occupazione;
situazione sociale;
addizionale IRPEF (la
più alta di tutta la
provincia);
nuove strategie per le
piccole e medie imprese,
raccolta differenziata
il tutto per fare
qualche esempio,
Rimaniamo, però,
perplessi quando il capo
di un’amministrazione
civica tenta di
paragonarsi ad un
martire della libertà e
della giustizia.
Lei, Signor Sindaco, ha
il dovere di avere più
cura e rispetto per i
suoi cittadini;
infondere tranquillità,
serenità e sicurezza;
procurare allarme solo
se è veramente
indispensabile.
Sommessamente, Signor
Sindaco, Le diciamo che
ce ne vuole prima di
richiamarsi a Giovanni
Falcone.
Ah, a proposito. La
frase che Lei cita
(“è bello morire per ciò
in cui si crede; chi ha
paura di morire muore
ogni giorno, chi non ha
paura muore una sola
volta”) non
appartiene a Giovanni
Falcone ma a Paolo
Borsellino.
Campeggia, in bella
mostra, tra l’altro, sul
libro di Giuseppe Ayala
che ne prende spunto per
il titolo del suo
meraviglioso libro
(edito da Mondadori); lo
legga, Signor Sindaco.
Capirà cosa significa
lavorare in prima linea
per lo Stato. |