|
Venerdì
5 Marzo - Da
Cittadino Governante
per cambiare
riceviamo e
pubblichiamo:
Al Sindaco Avv.
Francesco Mastromauro
Al Presidente del Consiglio Comunale
Nello Di Giacinto
INTERROGAZIONE URGENTE
Oggetto:
Vendita della Scuola elementare Acquaviva
nonostante la presenza del vincolo conservativo.
Abbiamo
appreso che la società Giulianova Patrimonio ha
indetto per il 16 marzo una nuova gara per
vendere la Scuola elementare Acquaviva di viale
Orsini.
La Soprintendenza ai Beni Culturali il 5 agosto
2008 dichiarò di “importante interesse
culturale” l’edificio scolastico di stampo
ottocentesco, apponendovi quindi un vincolo
conservativo.
Quel vincolo esiste ancora.
Stranamente, però, il Presidente della
Giulianova Patrimonio ha, recentemente,
testualmente dichiarato: “C’è un vincolo, però
un vincolo che in realtà, adesso che l’ho letto
e studiato… non è un vincolo che non si può
toccare. Ho parlato anche con la Soprintendenza
…quindi, secondo me, potrebbe essere un buon
affare per qualche imprenditore che io definisco
illuminato”.
Il Presidente dell'epoca, responsabilmente,
subito dopo il provvedimento della
Soprintendenza ai Beni Culturali della Regione
Abruzzo, revocò il bando di gara.
Ora, invece, perché l'attuale Presidente, l’ing.
Di Giambattista, ripropone l’asta pubblica
dicendosi, nel contempo, convinto che il vincolo
si potrà togliere (ma non lo fa prima dell’asta)
e che quindi chi acquisterà l’antica scuola farà
un buon affare?
Noi pensiamo che se si opta per la soluzione
della vendita - ma ce ne sarebbero di migliori -
siano solo due le possibili strade da
percorrere:
1) O si vende col vincolo e si stabilisce
formalmente che esso non potrà essere tolto: al
conseguente minore introito dovrà cioè
corrispondere la permanenza dell’identità
architettonica dello storico edificio del 1927,
progettato dal noto architetto Antonio
Patrignani che curò, all'epoca, il restauro di
Piazza Colonna a Roma e la sopraelevazione del
Kursaal a Giulianova.
2) Oppure si tenta di far introitare il più
possibile al Comune: questo significa, però,
ottenere l'eliminazione del vincolo esistente
prima di pubblicare l’avviso d’Asta pubblica,
in modo da poter mettere a gara l’immobile con
tutto quello che la variante specifica già
approvata prevede e cioè un edificio di circa 20
m. di altezza su un'area complessiva di oltre
1300 mq in pieno centro del Lido, affacciato su
Piazza Martiri Fosse Ardeatine.
E’di tutta evidenza che se si lascia il vincolo
la gara sarà meno partecipata, le offerte
saranno minori e non si andrà molto al di sopra
dei 2.500.000 di euro fissati come base
d'asta. Alla fine, insomma si finirà per
svendere l’immobile (svalutato per il vincolo
esistente) che poi in seguito, “sbloccata la
pratica”, potrebbe, invece, essere abbattuto e
ricostruito con i maggiori volumi previsti dalla
variante ad hoc già approvata. Il “buon affare”,
però, non lo farebbe il Comune.
Se è realmente necessario - ma ne dubitiamo -
che la Giunta venda i “gioielli di famiglia” il
“buon affare”, ovviamente, lo deve fare il
Comune (cioè tutti cittadini). Chi è al servizio
del bene comune dovrebbe lavorare solo per
questa finalità! o no?
Questo modo di fare non solo è segno di
negligenza e di scarsa tutela degli interessi
generali ma torna a gettare un'ombra su tutta
la vicenda. Come nell’estate del 2008. Diciamo
queste cose, a ragione, in quanto risulta che,
stranamente, fu il Comune a richiedere il parere
alla Soprintendenza per verificare se la Scuola
avesse una valenza culturale ai sensi del Codice
Urbani-Rutelli. Ma non prima di ogni decisione,
come sarebbe stato logico, bensì dopo aver fatto
la variante urbanistica per abbatterla e
ricostruire con maggiori volumi, e dopo
l’indizione della gara per la vendita da parte
della Società Patrimonio!
Nel provvedimento di tutela la Soprintendenza
precisò che, comunque, erano ammessi il ricorso
amministrativo al Ministero per i Beni e le
attività culturali ed il ricorso giurisdizionale
al T.A.R. per far togliere il vincolo. Non sono
stati fatti né l’uno né l’altro ma la gara è
stata già indetta, per il 16 marzo prossimo. Si
sta andando, insomma, verso quello che abbiamo
sempre paventato: la svendita dell’Acquaviva.
Chiediamo:
1) Quanti sono i debiti fuori bilancio dovuti
ad esproprio di chi si ha certezza definitiva?
Quanti sono tutti gli altri (non dovuti ad
esproprio)
2) Perché si è deciso di vendere senza
togliere il vincolo, viste le dichiarazioni del
Presidente della Società Giulianova Patrimonio?
3) Perché, soprattutto, non sono stati fatti
i ricorsi amministrativo e giurisdizionale
previsti in tempo utile, senza far scadere i
termini?
4) Le sembra un comportamento che tutela
l’Ente quello del Presidente della Giulianova
Patrimonio?
5) Il Sindaco, non ha niente da dire a colui
che ha messo a capo della società Giulianova
Patrimonio che è al 100% sotto il controllo
pubblico? O è d’accordo?
6) Per tornare ad un altro caso scottante da
noi sollevato, Le chiediamo: come mai la
richiesta per la verifica dell’interesse
culturale è stata fatta per la Scuola Acquaviva
e non per l’area Migliori Longari visto che il
Codice dei Beni Culturali Urbani-Rutelli tutela
anche i beni ambientali e paesaggistici?
Giulianova 5 marzo 2010
Gruppo Consiliare Il Cittadino Governante per
cambiare
Capogruppo Franco Arboretti |