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Venerdì 5 Febbraio
- Due
anni or sono, proprio temendo quello che sarebbe
potuto accadere, scrivevamo:
“Per far compiere il
salto di qualità a Piazza Buozzi, il suo
restauro dovrebbe restituirle la bellezza
originaria e conferirle la fruibilità ottimale,
imprescindibile da una sua pedonalizzazione.
Innanzitutto, quindi, occorre realizzare
parcheggi alternativi al fine di procedere, poi,
in maniera logica e senza problemi.
Successivamente andrebbe posta molta attenzione
alla qualità dell’intervento. Si tratta,
infatti, del restauro della piazza da cui ha
avuto origine il Centro Storico”.
Purtroppo,
puntualmente, quanto previsto è accaduto:
-
La
piazza è stata pessimamente pavimentata e
arredata: un ignominioso affronto del
cattivo gusto al cuore rinascimentale della
città storica.
-
Distruzione del sottosuolo a valenza
archeologica.
-
Morte
e taglio dello storico tiglio vicino al
Duomo.
-
Grave
carenza di parcheggi senza, tra l'altro,
aver nemmeno pedonalizzato integralmente
Piazza Buozzi.
-
Assurdo e offensivo parcheggio sotto il
Belvedere rendendo impresentabile e
inaccessibile (col senso unico a scendere)
uno dei principali ingressi al centro
storico.
-
Sperpero di denaro pubblico per un inutile
quanto incoerente anfiteatro retrostante il
Comune - un’area che, data la sua pendenza,
avrebbe potuto ospitare, invece, un
parcheggio a raso ed uno interrato - e per
nuove pavimentazioni di Corso Garibaldi e
Piazza Buozzi poi riadibite ad aree
carrabili.
-
Disagi
per i cittadini residenti con gravi
ripercussioni sulle residue attività
commerciali a rischio di collasso
definitivo.
Che fare ora?
Rilanciare il Centro
Storico significa farlo vivere. Esso si
rivitalizzerà, però, solamente se torneranno a
viverci molte persone. Occorre puntare, quindi,
al pieno e contestuale utilizzo di tutte le
abitazioni esistenti. A tal fine è necessario
un incisivo piano urbanistico, economico,
culturale e finanziario, coordinato dal
Comune, con forti incentivi (contributi,
mutui a tassi bassi, eliminazione dell’ICI e di
altri tributi etc.) alla corretta
ristrutturazione per favorire, prioritariamente
rispetto ad altre zone limitrofe, in un breve
arco temporale, un cospicuo arrivo di nuovi
residenti (anche universitari) e la contestuale,
conseguente riapertura di botteghe artigiane,
d’arte e di negozi in grado di realizzare un
“centro commerciale naturale” del Paese. E poi:
individuazione di strategici parcheggi
limitrofi per liberare il centro storico dal
traffico; elaborazione di un organico e meditato
piano delle opere pubbliche necessarie,
rispettoso delle sue caratteristiche
storico-architettoniche; completamento delle
ristrutturazioni di tutti gli edifici per la
cultura ridando, contemporaneamente, nuovo
smalto a tutti i beni culturali in esso
esistenti; programmazione di iniziative
culturali e dello spettacolo di grande qualità
da ospitare nel suo scenario di piazze, in grado
di esercitare forte richiamo turistico.
Proponiamo di
cominciare con:
-
Azzeramento di tutti i recenti
provvedimenti a partire dal ripristino
del parcheggio in piazza Buozzi,
prevedendo al momento solo una piccola
isola pedonale, di rispetto, sul lato
del Duomo; nel contempo, lavorare,
razionalmente, ad una prospettiva di
pedonalizzazione senza contraccolpi (e
quindi accettato da tutti) dell’intera
Piazza Buozzi e di Corso Garibaldi.
-
Rimozione di tutti i paletti intorno al
Duomo, delle sfere con catarifrangenti,
delle panchine e di tutti gli altri
orpelli di arredo urbano compresa
l’”arlecchinata” degli inserti colorati
nella pavimentazione.
-
Ripiantumazione dell'albero fatto
morire.
-
Azione diplomatica nei confronti dei
proprietari di locali a piano terra
della piazza per promuovere l'apertura
di altre attività che possano far vivere
maggiormente la piazza stessa.
-
Istituzione di una nuova linea di
trasporto pubblico, con frequenti
navette elettriche (passaggi ogni 5-10
min), che colleghi rapidamente il centro
del Lido col centro del Paese
(stazione, via XXIV maggio, via Vittorio
Veneto, via Gramsci, Belvedere, via
Bindi, via Piave, via Matteotti).
-
Costruzione di due parcheggi: uno
a 2 piani a sud dello stadio (di cui uno
a raso e uno interrato) e l’altro ad
ovest di viale dello Splendore,
riproponendo, magari rivisitandolo, il
già approvato progetto del ’98.
-
Riapertura, al più presto, di Palazzo
Bindi (Biblioteca e Pinacoteca)
-
Sistemazione nella ristrutturata caserma
De Rossi (accanto a Palazzo Cerulli)
delle sculture di Pagliaccetti e
Tentarelli
-
Completamento del Sottobelvedere
-
Realizzazione del nuovo Belvedere alla
fine di viale dello Splendore
-
Acquisizione del Torrione di Porta
Napoli
Questi come tanti altri
obiettivi devono, però, discendere dall’aver
chiaro un piano unitario (qualcuno
ricorda il Piano del Colore e i bei frutti che
ha dato?) che leghi coerentemente gli aspetti
urbanistici, le opere pubbliche, le funzioni, le
scelte strategiche, le attività e ne programmi
la sequenza logica nelle varie fasi di
attuazione. Naturalmente sono decisive, da una
parte, l'attivazione di tutte le competenze
necessarie, dall'altra la partecipazione
di tutti gli abitanti e i titolari di attività
commerciali del Centro Storico stesso. |