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La
rivoluzione copernicana avviata dalla
trasparente e talentuosa
amministrazione Mastromauro
continua a mietere le sue vittime. A farne le
spese, questa volta, residenti e commercianti
del centro storico, penalizzati dall'avventata
pedonalizzazione e condannati all'isolamento da
scelte di viabilità assolutamente campate per
aria. Una su tutte, l'istituzione del senso
unico in direzione mare in via Piave, che
obbliga a interminabili e cervellotici tragitti
per raggiungere il cuore di Giulianova Alta,
ghettizzandola di fatto, con buona pace del
tanto sbandierato rilancio del centro storico.
Ma
facciamo un passo indietro. Nella prima metà
della consiliatura
Ruffini, gli assessori del Partito della
Rifondazione
Comunista che si
succedettero alla delega alla viabilità,
avviarono in fase di elaborazione del PUT (come
del resto in occasione del lancio della raccolta
porta a porta), una serie di incontri pubblici.
Quelli furono, e sono tuttora, gli unici casi in
cui la tanto propagandata, e mai applicata,
partecipazione dei
cittadini trovò
effettiva attuazione. Anche grazie a quegli
incontri, il Partito della Rifondazione
Comunista ebbe modo di presentare, in fase di
adozione del PUT (avvenuta successivamente alla
cacciata del PRC dalla maggioranza) una serie di
osservazioni, che prevedevano, fra l'altro, il
mantenimento del doppio senso di circolazione in
via Piave ed il rinvio della pedonalizzazione
fintanto che non fossero stati realizzati
strumenti alternativi di collegamento con il
Paese (ascesa meccanizzata). Quelle osservazioni
furono approvate
anche con il voto favorevole degli allora
consiglieri Andrenacci, Filipponi e Mastrilli
(oltrechè con l'avallo di fatto
dell'allora vicesindaco Mastromauro).
Delle due l'una: o gli attuali sindaco (Mastromauro),
vicesindaco
(Filipponi),
assessore alla viabilità (Mastrilli) e
capogruppo PD (Andrenacci) non capirono allora
per che cosa stavano votando, o non capiscono
oggi a quali provvedimenti hanno dato, a vario
titolo, il loro sostegno.
Ma
non è tutto: alle legittime proteste scatenate
dal provvedimento,
l'assessore Mastrilli avrebbe risposto che
l'amministrazione
comunque tirerà
diritto.
Dopo
le ordinanze a difesa del crocifisso di evidente
stampo leghista
(l'invito ad
adottarle è partito dall'ex ministro Castelli!),
le armi alla polizia
municipale e le guardie del Pantheon, tocca
adesso agli slogan del ventennio: la
trasparente e talentuosa amministrazione
Mastromauro sembra davvero aver perso, e non
solo in tema di viabilità, qualunque senso di
orientamento politico. |