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Giulianova, Giovedì 30 Dicembre 2010 -
“Ha del prodigioso nel suo camaleontismo, ma
è comunque non convincente, il tentativo
dell'assessore Paolo Gatti di dribblare le sue
responsabilità, oltretutto deformando ad usum
Delphini il senso delle mie dichiarazioni”.
Il sindaco
Francesco Mastromauro replica così
all'assessore regionale all'Istruzione che ha
definito l'intervento del sindaco di Giulianova
sull'accorpamento, affidato ieri ad un
comunicato stampa, “rozzo e inadeguato” nella
forma, reputando altresì “inquietanti e
pericolose”, quanto al contenuto, le sue
affermazioni.
“E così”,
continua il sindaco Mastromauro, “mentre da
un lato l'assessore Gatti sibillinamente sembra
attribuirsi il merito di aver salvato le scuole
dell'entroterra, dall'altro lato, relativamente
alla negata autonomia di “Crocetti” e “'Cerulli”,
scarica pilatescamente tutto sull'Ufficio
scolastico regionale, con una evidente
ammissione di impotenza”.
“Mai
giudicato, né tantomeno indicato come 'inutile
orpello' l'Ufficio scolastico regionale, che è e
rimane, come ognuno sa, un organo periferico del
Ministero a circoscrizione regionale. Semmai
– argomenta il sindaco – ho affermato con
forza, e lo ribadisco proprio in virtù del mio
senso delle Istituzioni, come la volontà
popolare, cristallizzata nel nostro consiglio
comunale e in quello provinciale, massime
espressioni rappresentative del territorio, sia
stata del tutto mortificata. Ecco allora il
senso, quello autentico, della mia amarezza: la
constatazione, cioé, del prevalere di un organo
tecnico, quale appunto l'Ufficio scolastico
regionale, sulle istanze del territorio, non
della politica. E allora chiedo all'assessore
Gatti, ma è una domanda retorica, chi tra noi
due abbia veramente il senso delle Istituzioni e
a chi vada attribuito il deficit di cultura
politica”.
Il sindaco
riafferma poi le responsabilità dell'assesore
Gatti. “Dice l'assessore Gatti che il piano
di dimensionamento scolastico, adottato dalla
Giunta regionale su sua proposta e di cui quindi
se ne assume il merito, presenta una più
razionale organizzazione dell'offerta
d'istruzione, peraltro, parole sue, maggiormente
vicina alle reali esigenze del territorio,
tranne, ovviamente, quello di Giulianova. E
allora delle due l'una. O l'assessore regionale,
come traspare dai meriti che si attribuisce, ha
reale voce in capitolo, una voce, dunque,
autorevole e in grado di incidere con risultanze
sicure persino sui pareri dell'Ufficio
scolastico regionale. Oppure l'assessore non ha
alcun ruolo nella vicenda perché, come egli
afferma con spietata forza rivelatrice quando si
tratta però di Giulianova e non dell'entroterra,
è l'Ufficio scolastico regionale, prestigiosa
articolazione dello Stato, a decidere per tutti
con il suo invalicabile parere. Da ciò -
conclude il sindaco – una domanda
ineludibile: l'assessore regionale che ci sta a
fare? Inutile dunque averlo votato e tornare a
votarlo. E mi perdoni l'avvocato Gatti per
questa forse rozza ma logica conclusione. A meno
che non il merito ma il demerito
dell'irrazionale soluzione per Giulianova sia
tutto suo e solo suo”. |