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Giulianova, Giovedì 30 Dicembre 2010 -
La decisione della regione e dell’assessore
Paolo Gatti che si intinge di sapienza
istituzionale di accorpare l’Istituto Tecnico
Cerulli all’ alberghiero Crocetti è l’ultimo
atto irresponsabile di un copione già scritto da
tempo.
Inaccettabile e
irrispettoso in primis delle generazioni
future. Degli studenti, della collettività, del
territorio, dei genitori, degli insegnanti, del
futuro.
Ma cosa aspettarsi da chi
relega la cultura ad accessorio, a bene
superfluo. D’altronde chi adotta questa
decisione, è bene che si sappia, sono gli stessi
che predicano che con la cultura non si mangia.
E questa decisione scellerata altro non è che la
riprova.
Costruire un carrozzone di
1300 alunni umiliando i pronunciamenti del
consiglio provinciale rappresenta bene il senso
ed il rispetto istituzionale che alberga nella
giunta regionale.
Occorre ricordare che la
Provincia si era espressa a favore del
mantenimento delle rispettive autonomie, 490
iscritti l’ITI, più di 800 l’alberghiero.
La legge stabilisce
infatti in modo chiaro i limiti dimensionali
degli istituti in un range che va da 500 a 900
alunni. Quindi mentre la Provincia ha chiesto di
applicare una deroga per il Cerulli sulla base
di soli 10 alunni sotto la soglia minima, la
Regione accorpa gli istituti creando un unico
mostro di 1300 alunni ovvero 400 più della
soglia prevista per legge.
Ne si puo parlare di spese
superflue invocando il risparmio di una
presidenza. Una ennesima presa in giro come le
difese d’ufficio, che in questa occasione altro
non fanno che ridicolizzare chi le perpetra.
Perché a chi artatamente
parla di ristrettezze economiche vorrei
segnalare che 200.000 euro potevano essere
risparmiati dal milione di euro che il
presidente Chiodi si destina alla propria
immagine oppure visto che la regione ha nominato
quattro nuovi dirigenti, di cui veramente si
sentiva la necessità(sic), bastava nominarne uno
in meno.
Infine mi piacerebbe
conoscere pubblicamente il parere su questa
decisione dell’assessore Di Michele, ma
soprattutto dei consiglieri provinciali giuliesi
di maggioranza. |