La consegna nelle
mani del figlio della senatice, Luciano
Belli Paci, in occasione della cerimonia in sala
Buozzi
Attualità
politica 2026
La memoria e
il ricordo
Consegnato l’attestato di
conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice
Liliana Segre
GIULIANOVA,
16.1.2026 -
Si è svolta nella
serata di ieri, Giovedì 15 gennaio, in sala Buozzi, la
cerimonia di consegna dell’attestato di conferimento
della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre,
come deliberato lo scorso 30 dicembre dal Consiglio
Comunale. La pergamena è stata donata dal Sindaco Jwan
Costantini e dal Presidente del Consiglio Comunale
Roberto Mastrilli al figlio della senatrice, Luciano
Belli Paci. Con lui, al tavolo dei relatori, l’onorevole
Emanuele Fiano, scrittore, figlio di Nedo Fiano.
La cerimonia ha
preceduto l’ evento “Il ricordo e la memoria” promosso
dall’ associazione “ CulturiAmo”. La serata, moderata da
Cinzia Mattiucci, si è conclusa con la proiezione di
“Liliana”, docu-film del 2024 del regista Ruggero
Gabbai, efficacemente introdotto da Fiano.
Erano presenti in sala le massime autorità civili e
militari di Giulianova e del territorio, amministratori
locali, provinciali e regionali, esponenti del mondo
ecclesiastico, accademico, culturale e associativo.
Sono intervenuti il
Sindaco Jwan Costantini, il Prefetto di Teramo Fabrizio
Stelo, l’assessore alla Pubblica Istruzione Lidia
Albani.
Luciano Belli Paci
ha ringraziato, ma soprattutto ha sottolineato come
questa cittadinanza, l’ultima di una serie lunghissima,
venga attribuita in un momento storico estremamente
delicato.
Se la prima delle
conseguenze nefaste del conflitto israeliano è stata
infatti la perdita di migliaia di vite umane, la seconda
è stata il sinistro riaffiorare dell’ antisemitismo.
Liliana Segre, vittima incolpevole dell’Olocausto, è al
centro di una campagna d’odio che trova nel web una
potente cassa di risonanza.
Contro di lei, che
pure ha pubblicamente condannato la guerra in corso, il
fronte ideologico filopalestinese. Prima ancora, gli
insulti del popolo no-vax, di quello maschilista, dei
denigratori della Terza età. Liliana Segre, sotto scorta
a 96 anni, dopo l’orrore del campo di sterminio, è oggi
assediata dal pregiudizio, dall’ignoranza e dalla
violenza verbale.
Un’umanità ferita
ma incredibilmente forte, la sua, che è stata raccontata
ieri sera, attraverso le parole del figlio Luciano e
dalla narrazione di un film capace di segnare le
coscienze, la memoria personale e quella collettiva.
Ufficio di staff
Comune di Giulianova
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