G8: PRIME INTESE TRA I
GRANDI. OBAMA ELOGIA L'ITALIA
IERI ACCORDI SU CLIMA E
LOTTA ALLA POVERTA'
(dall' inviato Stefano
Polli) L'Aquila - Un
G8 dai toni forti, immerso
nell' atmosfera dura del
post terremoto, chiude la
sua prima giornata con una
serie di intese
incoraggianti tra i Grandi
della Terra e uno spirito
apparentemente nuovo per un
consesso che non si è mai
distinto per concretezza e
capacità di rispondere
tempestivamente alle sfide
globali. Ieri, dall' Aquila
gli otto leader -
consapevoli che il destino
stesso del G8 è in bilico -
hanno dimostrato di voler
provare a fare un salto di
qualità e hanno raggiunto
una serie di accordi
interessanti, uno dei quali,
quello sul clima, che va al
di là di ogni speranza della
vigilia. Molto del merito va
a Barack Obama, il giovane e
nuovo presidente americano,
che fa del dialogo e di un
approccio multilaterale la
base della sua politica
estera e che con la sua sola
presenza ha dato una spinta
decisiva alla riunione dell'
Aquila. Obama ha anche dato
uno stop alle polemiche che
venivano da una parte della
stampa del suo Paese -
scettica sulle capacità
della presidenza italiana
del G8 e critica sul premier
Silvio Berlusconi - parlando
di una "forte leadership"
mostrata dall' Italia nella
conduzione del G8. E' stato
un Obama spigliato e
sorridente che ha parlato
dell' "integrità" e
"gentilezza" del Presidente
della Repubblica Giorgio
Napolitano, incontrato al
Quirinale, prima di recarsi
all' Aquila.
E poi, appunto, le ferite
del capoluogo abruzzese con
la sua forte tensione morale
e il suo coraggio. Questi
valori si sono in qualche
modo e in parte trasferiti
dai cittadini aquilani ai
leader del G8 che hanno
trovato evidentemente
ispirazione e nuova forza
per giungere a intese
importanti, non definitive,
ma comunque incoraggianti
nella lunga strada che dovrà
portare a definire le regole
nuove di un mondo alle prese
con una crisi economica
senza precedenti e con le
ombre scure della questione
ambientale che incombono sul
futuro della popolazione
mondiale. Il G8 ha dato
molto all' Aquila in termine
morali e concreti - molti
leader hanno promesso aiuti
e hanno compiuto visite tra
le rovine e le macerie - ma
anche l' Aquila ha dato
molto ai leader, dando loro
coraggio, slancio e
ispirazione. L' accordo più
significativo è sicuramente
quello sul clima con una
nuova e inedita intesa tra
Usa e Ue (impensabile ai
tempi di George W.Bush) e un
accordo tra gli otto che
prevede la riduzione
dell'ottanta per cento delle
emissioni di CO2 entro il
2050. Sarà difficile
ribadire questo accordo al
G14, per l'opposizione della
Cina e dell' India, ma
certamente emerge una nuova
coscienza della comunità
occidentale.
Lo stesso è accaduto con
l'economia. Le nuove regole
dell' economia globale non
si riscrivono in tre giorni
all' Aquila, ma dall' Aquila
si conferma la volontà di
proseguire sulla strada che
porterà a un'economia etica,
più trasparente, dove non
possa più accadere che pochi
spregiudicati finanzieri si
arricchiscano sulle spalle
di milioni di investitori e
risparmiatori. Gli otto
promettono di promuovere
"un'economia mondiale che
sia aperta, innovativa,
sostenibile e giusta" e
confermano la volontà di
mettere in opera entro il
2010 un meccanismo di
responsabilità per"monitore
i progressi e rafforzare
l'efficacia" delle loro
azioni. Lo slogan che
racchiude questi principi è
quello che prevede che le
persone vengano "prima di
tutto": "people first". Per
quanto riguarda l'Africa e
gli aiuti allo sviluppo,
nonostante le difficoltà
della crisi economica che
pesa anche sulle casse della
cancellerie dei Paesi
ricchi, dal G8 esce un nuovo
impegno per il rispetto
degli accordi di Gleneagles
(0,51 del pil nazionale
entro il 2010 e lo 0,7 entro
il 2015).
"Siamo determinati - dicono
i leader del G8 - ad
assumere misure per mitigare
l'impatto della crisi sui
paesi in via di sviluppo e
continuare a sostenere i
loro sforzi per raggiungere
gli obiettivi del Millenium
Development Goal". Accordi
interessanti che dovranno
però avere concretezza e
applicazione reale. Tutto
quello che è mancato in
questi anni. Sarebbe
imperdonabile fallire ancora
quando le nuove promesse
vengono fatte da una città
come l'Aquila, con le sue
macerie e le sue ferite
ancora aperte.
L'Aquila - I
leader del G8 hanno
approvato la dichiarazione
politica. La dichiarazione
sull'Iran e' compresa in
questo documento ed e' il
primo paragrafo della
dichiarazione stessa.
IRAN
''Continuiamo ad essere
seriamente preoccupati dagli
eventi in Iran. Ribadiamo il
nostro totale rispetto per
la sovranita' dell'Iran. Al
tempo stesso, deploriamo la
violenza post-elettorale,
che ha portato alla perdita
della vita di cittadini
iraniani''. E' quanto si
legge nel paragrafo
sull'Iran della
dichiarazione politica dei
leader del G8. Il G8 chiede
all'Iran di ''risolvere la
situazione attraverso un
dialogo democratico sulla
base dello stato di diritto''.
Inoltre, gli 8 leader
ricordano a Teheran ''i suoi
obblighi nel contesto della
convenzione internazionale
dei diritti civili e
politici''. Il G8
dell'Aquila espresso la
propria condanna dell'Iran
''per le dichiarazioni del
presidente Ahmadinejad che
negano l'Olocausto''.
COREA DEL NORD
Il G8 condanna nei termini
piu' forti il test nucleare
del 25 maggio scorso della
Corea del Nord e il lancio
con uso di tecnologie
missilistiche balistiche del
5 aprile in violazione della
risoluzione 1718/2006 del
Consiglio
di Sicurezza della Nazioni
Unite. Lo si legge nella
dichiarazione politica
varata stasera dal Vertice
G8
dell'Aquila. Stessa
condanna nella dichiarazione
per i recentissimi lanci di
missili alla vigilia del G8,
nonostante le risoluzioni
1874/2009 del Consiglio di
sicurezza dell'Onu, in
quanto ''queste attivita'
rappresentano un pericolo
per l pace e la stabilita'
nella regione e oltre a
questa. Gli Otto Grandi
esortano la Corea del nord a
osservare completamente i
suoi obblighi internazionali
e chiede alla comunita'
internazionale di attuare
totalmente e in modo
trasparente le disposizioni
di questa risoluzione. Il
G8 infine esorta la Corea
del Nord a tornare al tavolo
del negoziato a Sei sullo
smantellamento del suo
programma nucleare, per
rinunciare a tutte le armi
nucleari e a tutti i
programmi nucleari. Infine
gli Otto Grandi, accogliendo
le preoccupazioni del
Giappone, esortano la Corea
del nord ad affrontare il
tema dei problemi umanitari,
compresa la questione dei
rapimenti di cittadini
nipponici.
MEDIO ORIENTE
Gli Otto Grandi,
riconfermando che la
''realizzazione di una pace
giusta, durevole e globale
per il Medio Oriente rimane
fondamentale per la
comunita' internazionale'',
rinnovano il completo
appoggio alla '' soluzione
dei due stati'', che
permetta allo stato di
Israele di ''vivere in pace
e sicurezza'' e di creare
''uno stato della Palestina
, in cui il popolo
palestinese possa decidere
il proprio destino''. E'
il passaggio fondamentale
della dichiarazione politica
del G8 dell'Aquila riguardo
al Medio Oriente approvata
stasera. Il G8 saluta con
favore i passi intrapresi in
questa direzione delle due
parti nelle ultime settimane
e le esorta a '' riprendere
rapidamente i negoziati
diretti su tutte le
questioni aperte,
coerentemente con la Roadmap,
le risoluzioni pertinenti
del Consiglio di Sicurezza
dell'Onu e i principi di
Madrid. Gli Otto Grandi
chiedono con forza alle due
parti di adempiere ai loro
obblighi previsti dalla
Roadmap ''compreso il
rifiuto chiaro della
violenza, del terrorismo e
dell'incitamento al
terrorismo e un congelamento
completo delle attivita' di
insediamento (di coloni
ebrei nei territori
palestinesi, ndr) compresa
la loro crescita naturale''.
Esortano anche gli stati
arabi a fare passi
significativi verso una
normalizzazione dei rapporti
con Israele e a fornire
sostegno politico ed
economico all'Autorita'
palestinese, sottolineando
la necessita' di
ripristinare l'unita'
palestinese, sulla base dei
principi del Quartetto.
Il G8 infine chiede il
rilascio immediato del
soldato israeliano rapito
Gilad Shalit, l'apertura
immediata di punti di
accesso per i flussi di
aiuti umanitari, beni e
persone per e da Gaza, in
maniera da rispettare la
sicurezza di Israele.
AFGHANISTAN E PAKISTAN
''L'Afghanistan e il
Pakistan rimangono una
priorita' assoluta per il
G8''. E' quanto si legge nel
paragrafo su Afghanistan e
Pakistan della Dichiarazione
politica del vertice
dell'Aquila. ''Riaffermiamo
il nostro impegno - afferma
ancora il documento - a
promuovere stabilita' e
sviluppo nei due Paesi e
nella regione allargata,
anche rafforzando la loro
capacita' di contrastare il
terrorismo, il traffico
illecito e il crimine''.
Secondo la Dichiarazione,
''una cooperazione regionale
rafforzata rappresenta un
prerequisito per il successo
in entrambi i Paesi ed e' un
pilastro essenziale della
strategia internazionale per
la stabilita' in
Afghanistan''.''Chiediamo
alle autorita' afghane di
assicurare elezioni
credibili, inclusive e
sicure, che rispecchino la
volonta' reale del popolo
afghano''. E' quanto si
legge nel passaggio dedicato
all'Afghanistan della
Dichiarazione politica del
G8. ''Confermiamo il nostro
impegno per il processo
elettorale attraverso
disposizioni di assistenza
tecnica, logistica,
finanziaria e di sicurezza'',
affermano i leader del G8
sottolineando di ''essere
pronti ad assistere il nuovo
governo afghano nei suoi
sforzi'' per il
rafforzamento delle
''istituzioni democratiche''.
MONDO SENZA ARMI NUCLEARI
Creare le condizioni per un
mondo senza armi nucleari''.
E' quanto si impegnano a
fare i Paesi del G8 nella
dichiarazione politica
varata stasera dal vertice
dell'Aquila. ''Siamo tutti
impegnati nel
cercare un mondo piu' sicuro
per tutti e per creare le
condizioni per un mondo
senza armi nucleari, in
conformita' con gli
obiettivi del Trattato sulla
non proliferazione delle
armi nucleari'', si legge
nel documento. La
dichiarazione finale saluta
con favore anche l'accordo
raggiunto in questo senso
tra Stati Uniti e Russia
sulla riduzione degli
armamenti strategici.
Correlato
» 2009-07-08
18:54
G8, APPROVATE DICHIARAZIONI SU ECONOMIA
E CLIMA
L'AQUILA - I leader del G8 hanno
approvato le dichiarazioni sull'economia
e sul clima. Approvata anche la
dichiarazione su Africa e sviluppo.
E' iniziato il vertice del G8
dell'Aquila: con una mezz'ora di ritardo
sulla tabella di marcia i Grandi della
terra si sono riuniti, poco dopo le
13.30, dando il via ufficialmente al
Summit.
Al primo posto in agenda degli 'Otto',
la crisi: la situazione resta
caratterizzata da rischi e incertezze ma
ci sono segnali positivi che vanno
accompagnati - hanno rilevato - con la
definizione di nuove regole globali, la
lotta ai paradisi fiscali. Ma
soprattutto mettendo le persone in primo
piano.
Primi tentativi di intesa tra i 'Grandi'
anche sul clima, con l'impegno a
limitare "l'aumento globale della
temperatura media a due gradi centigradi
rispetto ai livelli preindustriali".
Resta però difficile il compromesso sui
gas serra, per le resistenze dei paesi
orientali: c'é un accordo sostanziale
tra "noi", ora bisogna "verificare" se
sia possibile un'intesa con India e
Cina, ha detto infatti il premier Silvio
Berlusconi aprendo la sessione sulle 'global
issue' nel pomeriggio.
A rendere più complicato il confronto
anche l'assenza del presidente cinese,
Hu Jintao, che tornato in patria per
fronteggiare la crisi dello Xinjiang ha
lasciato a L'Aquila la sua delegazione
Nel quartier generale del vertice, la
caserma Gdf di Coppito, i riflettori
restano puntati su Barack Obama, accolto
da Berlusconi con un abbraccio ed uno
scambio di baci.
Il presidente Usa, al suo primo G8, ha
elogiato il governo italiano sui temi
del vertice, parlando di "forte
leadership" ed ha commentato come
"splendido" il lavoro fatto per
organizzare il summit. E mentre il papa
ha annunciato di pregare per i lavori
del vertice, dall'Aquila - dove prosegue
lo sciame sismico, anche se con scosse
di scarsa intensità - arriva la protesta
dei terremotati che hanno accolto le
delegazioni e gli oltre 3.500
giornalisti accreditati con una
maxi-scritta sulla collina che sovrasta
la valle aquilana: "Yes we camp", uno
slogan ripreso da quello della campagna
di Obama (Yes we can).
Roma - I
Paesi poveri, il clima e
i progressi verso
l'accordo sul trattato
di Doha relativo al
commercio globale
saranno i temi scottanti
della seconda giornata
dei lavori del G8
dell'Aquila. Si inizia
alle 8 con gli incontri
bilaterali fra i leader.
Alle 10 è prevista una
sessione di lavoro G8+G5
(Brasile, Cina, India,
Messico Sud Africa) cui
si aggiunge l'Egitto, su
temi globali e politiche
per lo sviluppo dei
Paesi poveri. A seguire
foto G14. Al termine,
dalle 12.30 alle 14.30,
colazione di lavoro G14
più organizzazioni
internazionali (Aie,
Banca mondiale, Fmi,
Ilo, Ocse, Omc, Onu) su
fonti future della
crescita economica
globale. Dalle 14.30
alle 15.00, i leader
incontrano i giovani
rappresentanti dei Paesi
G14. Dalle 15.00 alle
18.30 sono previste
riunioni in formato
Major Economies Forum (Mef),
con il capo della Wto,
per discutere dei
progressi verso
l'accordo sul trattato
di Doha sul commercio
globale. Alla fine della
sessione, è previsto un
documento sul commercio.
Alle 16.15, sessione di
lavoro del Mef con le
Nazioni Unite e la
Danimarca - che a
dicembre ospiterà il
summit dell'Onu sui
cambiamenti climatici e
dove è previsto un
documento che sostituirà
il trattato di Kyoto -
per discutere il
riscaldamento globale.
Alla fine dell'incontro
è previsto un briefing
del presidente Obama con
la stampa. Infine, alle
20.30 ci sarà il pranzo
offerto all'Aquila dal
Presidente della
Repubblica Italiana,
Giorgio Napolitano, a
tutti i partecipanti (29
leader, più i
rappresentanti delle
organizzazioni
internazionali). Nella
giornata di oggi,
inoltre, è in programma
anche una visita delle
first lady. Con loro non
sarà Carla Bruni che ha
scelto di visitare da
sola le zone
terremotate. Previsto
anche l'arrivo di George
Clooney.
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