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Nel 2008, infatti, le
ditte iscritte erano ben 842. Il segnale più
allarmante, è che i dati definitivi attestano un
25,8% in meno di nuove aziende iscritte nella
provincia teramana. «Quest’anno- prosegue
Lanciotti- si sono cancellate 634
imprese. Siamo passati da 9.993 imprese al
31-12-2008
a 9.983 al 10-12-2009,
cioè dieci imprese in meno rispetto al 2008».
Analizzando i dati provenienti dalla CPA
(Commissione Provinciale dell’Artigianato
gestita dalle Camere di Commercio di Teramo),
rileviamo che i settori che hanno subito un vero
e proprio crollo sono: 1) Edilizia con meno 49
ditte (meno 20,8% di iscritti).Seguono:2)
Pelletteria e Affini con meno 21
attività 3) Legno con
meno 7 attività 4) Tessile-Abbigliamento con
meno 6 attività 5)
Autotrasporto e Mov.Terra con meno 6 attività 6)
Carpenteria Lav.Metallo
con meno 6 attività 7) Lavanderie Stirerie con
meno 3 attività 8) Manutenzione Macchine con
meno 3 attività; Segno meno anche per: palestre,
attività sportive, orafi e riparazione orologi:
Crescono invece i
settori :1-
Gastronomia-Sett.Alimentare con più 10
attività2)- Estetiste con più 10 attività;3)-
Parrucchieri e Barbieri con più 9 attività;4-)
Riparazione Elettr. con
più 7 attività;5)- Stampa, Editoria, Grafica con
più 7 attività;6- Montaggio
Mobili,Arredo con più 6 attività;7-
Imprese Pulizia con più 6 attività;8-
Giardinaggio con più 4 attività;
«Altro segnale negativo
-conferma il direttore provinciale della CNA-
è dato dal fatto che in 21 Comuni della
provincia, le imprese artigiane diminuiscono.
Tra questi, comuni molto importanti come Teramo,il
nostro capoluogo, Ancarano, Atri, Basciano,
Bellante, Castellalto, Castilenti, Colonnella,
Controguerra, Corropoli, Isola del G.Sasso,
Martinsicuro, Montorio, Morro D’Oro, Mosciano,
Nereto, Notaresco, Penna Sant’Andrea, Rocca
S.Maria, Torricella, Valle Castellana. Nello
specifico, in 9 comuni c’è crescita zero, ovvero
ad Arsita, Bisenti, Castiglione, Cortino, Fano
Adriano, Roseto, S.Omero, Torano, Tossicia. In
17 Comuni abbiamo invece una leggera crescita».
Di contro, c’è almeno un dato in leggero aumento
nel settore dell’imprenditoria femminile, con 16
ditte in più rispetto al 2008. Le donne
imprenditrici sono 2171 pari al 21,75%
dell’intero numero di imprese che sono 9.983 al
10.12.2009 Si tratta sì di un dato positivo, ma
anche di una leggerissima crescita rispetto al
2008 in cui la percentuale
delle imprese in rosa rappresentava il 21,56%.
Anche le imprese gestite da stranieri hanno
subito un crollo rispetto
all’anno precedente, con un saldo
negativo di 20 unità. Nel 2008 il saldo era
invece attivo di 69 unità ( meno 49 attività).
Crescono poco anche le ditte gestite da cinesi,
con una differenza in positivo tra iscritti e
cancellati di più 9 .Si
tratta del dato più negativo registrato
dall’anno 2000. Le ditte artigiane gestite da
Cinesi al 10.12.2008, sono
infatti 323. Rimane il problema di un
turn-over molto elevato,che
vede un 43% di aziende che ha meno di 5 anni di
vita. Le ditte nate sono
infatti 4.241, quelle cessate 3.558 con
una differenza in positivo di 683
.«L’andamento del comparto -afferma
Gloriano Lanciotti- conferma il momento
di grande difficoltà che sta attraversando
l’intero mondo imprenditoriale. Il preoccupante
rallentamento delle iscrizioni rappresenta gli
effetti della forte ristrutturazione selettiva
che sta attraversando il sistema produttivo
della nostra Provincia. In termini quantitativi
-continua il direttore della CNA di Teramo-
esso indica che la nota vitalità del sistema
artigiano comincia ad accusare seri problemi di
tenuta. A fronte di tutto ciò,
la CNA si aspettava dalla nuova
classe dirigente regionale e dal suo nuovo
governatore, il teramano Gianni Chiodi, una
sterzata, un segnale forte, un concreto sostegno
al mondo dell’imprenditoria;
tagliando gli sprechi, riducendo la spesa
sanitaria, tagliando i costi della politica,
dicendo no all’aumento dell’IRAP Quello
che chiediamo- continua Lanciotti- è di
costituire un fondo straordinario per sostenere
le imprese e per favorire l’accesso al credito
sostenendo i Consorzi Fidi, perché solo
attraverso il potenziamento delle garanzie
offerte dai Confidi è possibile offrire delle
certezze in un momento di crisi acutissima.
Occorre pensare ad una task-force con regione,
banche, associazioni imprenditoriali, sindacati
dei lavoratori, affinchè concordino
insieme le misure più giuste per far ripartire
l’economia. Ad oggi -sottolinea
Lanciotti- nonostante la gravissima crisi
economica che attanaglia la nostra regione, il
bilancio della stessa non prevede alcuna misura
per le aziende abruzzesi. La nostra provincia-
conclude il direttore della CNA di Teramo-
sta subendo un profondo processo di cambiamento
nella sua articolazione economica ed
imprenditoriale. Abbiamo bisogno di nuove grandi
idee, in cui tutti gli attori dello sviluppo
concordino una
strategia comune di rilancio, superando vecchie
concezioni di sviluppo non più adeguate alla
realtà del mondo globale. Bisogna pensare a
nuovi modelli organizzativi della produzione,
dove gli elementi competitivi diventano:la
tecnologia, l’organizzazione, le nuove idee, i
servizi avanzati in materia di marketing, la
valorizzazione delle risorse umane, l’aumento
della produttività, aiuti alla crescita
dimensionale delle nostre aziende». «E’
assolutamente necessario fare sistema-
conclude il presidente della CNA
Gianfredo De Santis -
A una situazione
straordinaria come quella che stiamo vivendo,
occorrono risposte straordinarie,
misure d’urto dedicate al mondo
dell’imprenditoria. Noi ci aspettiamo un segnale
forte, in termini di
scelte e di risorse dal nostro governo Regionale
soprattutto dopo aver superato
l’ emergenza
terremoto. Per quanto riguarda
la CNA, siamo pronti a
fare la nostra parte e non faremo mai mancare il
nostro apporto»
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