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CNA Teramo: Artigianato in rosso dopo sette anni

Gloriano Lanciotti, segretario Cna di Teramo: Per l'artigianato flessione del 25% in provinciaTeramo, Giovedì 24 Dicembre - Per la prima volta dall’anno 2003 si registra il segno MENO davanti alla parola ARTIGIANATO. «Si tratta-commenta il direttore provinciale CNA, Gloriano Lanciotti (nella foto)- del dato più negativo degli ultimi 7 anni. Durante il corso del 2009 sono solo 624 le ditte che si sono iscritte per la prima volta all’artigianato, 218 aziende in meno, rispetto al 2008».

Nel 2008, infatti, le ditte iscritte erano ben 842. Il segnale più allarmante, è che i dati definitivi attestano un 25,8% in meno di nuove aziende iscritte nella provincia teramana. «Quest’anno- prosegue Lanciotti- si sono cancellate 634 imprese. Siamo passati da 9.993 imprese al 31-12-2008 a 9.983 al 10-12-2009, cioè dieci imprese in meno rispetto al 2008». Analizzando i dati provenienti dalla CPA (Commissione Provinciale dell’Artigianato gestita dalle Camere di Commercio di Teramo), rileviamo che i settori che hanno subito un vero e proprio crollo sono: 1) Edilizia con meno 49 ditte (meno 20,8% di  iscritti).Seguono:2) Pelletteria e Affini con meno 21 attività 3) Legno con meno 7 attività 4) Tessile-Abbigliamento con meno 6 attività 5) Autotrasporto e Mov.Terra con meno 6 attività 6) Carpenteria Lav.Metallo con meno 6 attività 7) Lavanderie Stirerie con meno 3 attività 8) Manutenzione Macchine con meno 3 attività; Segno meno anche per: palestre, attività sportive, orafi e riparazione orologi:

Crescono invece i settori :1- Gastronomia-Sett.Alimentare con più 10 attività2)- Estetiste con più 10 attività;3)- Parrucchieri e Barbieri con più 9 attività;4-) Riparazione Elettr. con più 7 attività;5)- Stampa, Editoria, Grafica con più 7 attività;6- Montaggio Mobili,Arredo con più 6 attività;7- Imprese Pulizia con più 6 attività;8- Giardinaggio con più 4 attività;

«Altro segnale negativo -conferma il direttore provinciale della CNA- è dato dal fatto che in 21 Comuni della provincia, le imprese artigiane diminuiscono. Tra questi, comuni molto importanti come Teramo,il nostro capoluogo, Ancarano, Atri, Basciano, Bellante, Castellalto, Castilenti, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Isola del G.Sasso, Martinsicuro, Montorio, Morro D’Oro, Mosciano, Nereto, Notaresco, Penna Sant’Andrea, Rocca S.Maria, Torricella, Valle Castellana. Nello specifico, in 9 comuni c’è crescita zero, ovvero ad Arsita, Bisenti, Castiglione, Cortino, Fano Adriano, Roseto, S.Omero, Torano, Tossicia. In 17 Comuni abbiamo invece una leggera crescita». Di contro, c’è almeno un dato in leggero aumento nel settore dell’imprenditoria femminile, con 16 ditte in più rispetto al 2008. Le donne imprenditrici sono 2171 pari al 21,75% dell’intero numero di imprese che sono 9.983 al 10.12.2009 Si tratta sì di un dato positivo, ma anche di una leggerissima crescita rispetto al 2008 in cui la percentuale delle imprese in rosa rappresentava il 21,56%. Anche le imprese gestite da stranieri hanno subito un crollo rispetto all’anno precedente, con un saldo negativo di 20 unità. Nel 2008 il saldo era invece attivo di 69 unità ( meno 49 attività). Crescono poco anche le ditte gestite da cinesi, con una differenza in positivo tra iscritti e cancellati di più 9 .Si tratta del dato più negativo registrato dall’anno 2000. Le ditte artigiane gestite da Cinesi al 10.12.2008, sono infatti 323. Rimane il problema di un turn-over molto elevato,che vede un 43% di aziende che ha meno di 5 anni di vita. Le ditte nate sono infatti 4.241, quelle cessate 3.558 con una differenza in positivo di 683 .«L’andamento del comparto -afferma Gloriano Lanciotti- conferma il momento di grande difficoltà che sta attraversando l’intero mondo imprenditoriale. Il preoccupante rallentamento delle iscrizioni rappresenta gli effetti della forte ristrutturazione selettiva che sta attraversando il sistema produttivo della nostra Provincia. In termini quantitativi -continua il direttore della CNA di Teramo- esso indica che la nota vitalità del sistema artigiano comincia ad accusare seri problemi di tenuta. A fronte di tutto ciò, la CNA si aspettava dalla nuova classe dirigente regionale e dal suo nuovo governatore, il teramano Gianni Chiodi, una sterzata, un segnale forte, un concreto sostegno al mondo dell’imprenditoria;  tagliando gli sprechi, riducendo la spesa sanitaria, tagliando i costi della politica, dicendo no all’aumento dell’IRAP Quello che chiediamo- continua Lanciotti- è di costituire un fondo straordinario per sostenere le imprese e per favorire l’accesso al credito sostenendo i Consorzi Fidi, perché solo attraverso il potenziamento delle garanzie offerte dai Confidi è possibile offrire delle certezze in un momento di crisi acutissima. Occorre pensare ad una task-force con regione, banche, associazioni imprenditoriali, sindacati dei lavoratori, affinchè concordino insieme le misure più giuste per far ripartire l’economia. Ad oggi -sottolinea Lanciotti- nonostante la gravissima crisi economica che attanaglia la nostra regione, il bilancio della stessa non prevede alcuna misura per le aziende abruzzesi. La nostra provincia- conclude il direttore della CNA di Teramo- sta subendo un profondo processo di cambiamento nella sua articolazione economica ed imprenditoriale. Abbiamo bisogno di nuove grandi idee, in cui tutti gli attori dello sviluppo concordino una strategia comune di rilancio, superando vecchie concezioni di sviluppo non più adeguate alla realtà del mondo globale. Bisogna pensare a nuovi modelli organizzativi della produzione, dove gli elementi competitivi diventano:la tecnologia, l’organizzazione, le nuove idee, i servizi avanzati in materia di marketing, la valorizzazione delle risorse umane, l’aumento della produttività, aiuti alla crescita dimensionale delle nostre aziende». «E’ assolutamente necessario fare sistema- conclude il presidente della CNA  Gianfredo De Santis - A una situazione straordinaria come quella che stiamo vivendo, occorrono risposte straordinarie, misure d’urto dedicate al mondo dell’imprenditoria. Noi ci aspettiamo un segnale forte, in termini di scelte e di risorse dal nostro governo Regionale soprattutto dopo aver superato l’ emergenza terremoto. Per quanto riguarda la CNA, siamo pronti a fare la nostra parte e non faremo mai mancare il nostro apporto» .

Ufficio Stampa CNA

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