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Roma,
30 Settembre 2009
- Si è discusso alla
Camera il Disegno di legge S. 1749 - Conversione
in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3
agosto 2009, n. 103, recante disposizioni
correttive del decreto-legge anticrisi n. 78 del
2009. L’On. Di Stanislao è intervenuto in Aula
durante la discussione sul complesso degli
emendamenti definendo il provvedimento: ingiusto
iniquo inutile e ha presentato un emendamento
teso a vincolare parte delle risorse rinvenienti
dallo scudo fiscale alla copertura degli oneri
relativi alla ricostruzione degli immobili di
qualsiasi tipo danneggiati in conseguenza del
sisma del 6 Aprile scorso in Abruzzo quindi un
utilizzo concreto di risorse vere da prelevare
all’interno dei 300 miliardi di euro che si
recupereranno con questo provvedimento, per cui
sarebbe un utilizzo immediato per far fronte
concretamente alla ricostruzione e, ancora il
parlamentare IdV afferma-“ Sarebbe stato un
provvedimento corretto e giusto se il Governo
avesse finalizzato e vincolato alla risoluzione
di alcune emergenze nazionali l’utilizzo delle
risorse illegittimamente costituite e trattenute
all’estero. Un vincolo di utilizzo declinato per
combattere la crisi occupazionale, per il
rilancio dell’economia e delle imprese, per
l’università e la ricerca , per il lavoro e la
formazione, per le infrastrutture e, come già
ricordato, per la ricostruzione in Abruzzo. Il
parlamentare abruzzese parla nel suo intervento
di un milione e mezzo di disoccupati, oltre 800
i morti sul lavoro, 774.200 infortuni avvenuti
sul lavoro,di crisi economica, problematiche
importanti, serie a cui dare risposte che i
cittadini sono ogni giorno costretti ad
affrontare e sopportare e che ancora una volta
vengono messi in secondo piano da questo Governo
e ribadisce- “È stata minata la credibilità di
questo Parlamento e di questo Governo, ma anche
di questo Stato, ulteriormente e forse in
maniera irreparabile. Bisognava approvare un
provvedimento che fosse condiviso, concordato e
che ci riallineasse con agli altri Paesi
europei in tema di scudo fiscale, che ci
riconciliasse con gli altri Paesi a livello
internazionale e che definisse una linea
rigorosa, declinata con norme precise che
andassero nel senso di quanto previsto da paesi
quali Francia, Inghilterra , Stati Uniti, allora
forse avrebbe avuto un senso. Il condono
fiscale di Berlusconi e Tremonti non ha niente
di nobile ed è contro gli italiani onesti,
questa ennesima sanatoria (perché di questo si
tratta) fa di questo Governo un Robin Hood al
contrario e costringe il Parlamento o meglio la
sua maggioranza ad essere miseramente un
condonificio. Credo che in questo momento,
ancora una volta, il Governo abbia perso una
grande battaglia di credibilità e stia perdendo
la sfida dell'emancipazione, la sfida per far
diventare questo Paese veramente europeo,
veramente emancipato e libero” |