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Roma,
Giovedì 18 Novembre 2009
- “Se è vero che le carceri sono dei
contenitori indistinti di contraddizioni, di
vite spezzate, è anche vero che il Governo non
si preoccupa minimamente di mettere in campo un
modello rieducativo che abbia il peso e il senso
di questa parola”. Esordisce così l’On. Di
Stanislao (IdV) stamane durante il suo
intervento in Aula nel quale mette in risalto
nuovamente la drammatica realtà delle carceri in
Italia, facendo particolare riferimento alla
Casa Circondariale di Teramo. Il dato è che
mettere insieme tante contraddizioni , dice, fa
diventare le carceri una realtà esplosiva ed
evidentemente costruire altre carceri, se non
vi è un modello di recupero e di rieducazione,
non serve assolutamente a nulla e continua
informando il Parlamento di quanto visto durante
le sue visite al Carcere di Castrogno: “Nel
carcere di Teramo, ad esempio, vi sono sessanta
sieropositivi ai quali non si riesce a dare
risposte, che convivono con altre persone, anche
con bambini di uno o due anni che stanno con le
madri fino a tre anni di età. in una camerata di
dieci metri per due i detenuti fanno i colloqui
tutti insieme, senza - non parlo di privacy
- la possibilità di poter guardare negli
occhi i propri cari, i propri congiunti ed è
evidente che così il carcere diventa una
polveriera. Ancora una volta per rispondere al
problema si parla di edilizia carceraria
piuttosto che di interventi rieducativi, di
prevenzione ed di recupero. Inoltre è evidente
che tale emergenza si riscontra tanto per i
detenuti quanto, quanto per direttori, agenti,
medici, psicologi, educatori che lavorano
all’interno degli istituti. Presenterò un
Proposta di Legge per istituire una Commissione
d’inchiesta parlamentare sulle carceri italiane
perché Teramo è la punta dell'iceberg
della situazione nazionale”. Di Stanislao ha
inoltre invitato il Ministro a visitare il
carcere di Castrogno perché si renda conto
personalmente della situazione. |