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Roma,
Sabato 2 Ottobre 2009
- L’opposizione, con il contributo
sostanziale di IdV con i suoi emendamenti , è
riuscita ad ottenere la riscrittura del comma
cosiddetto “ precari a vita” che escludeva la
possibilità per i contratti a termine di essere
trasformati a tempo indeterminato. Su questo
punto, e grazie alla volitiva azione
dell’opposizione che avrebbe provocato anche
molte defezioni nella maggioranza, il Governo è
stato costretto ad un precipitoso dietrofront.
Mentre Tremonti parlava di posto fisso, la
proposta Gelmini sanciva la precarietà perenne.
Abbiamo fatto una battaglia contro la precarietà
e contro l’insensibilità verso un patrimonio
umano e professionale inestimabile; attraverso
un atto di giustizia verso chi da anni si occupa
della scuola. Abbiamo salvato il salvabile,
migliorando il testo portato in Aula dal
Governo. Resta, comunque, un quadro
complessivamente negativo sul provvedimento il
cui unico obiettivo era quello di ulteriori
indiscriminati tagli alla scuola. Tre sono gli
ambiti cui sono stati imposti i paletti:
L’ampliamento della platea
dei beneficiari. Il provvedimenti riguarderà chi
nell’ultimo anno ha ottenuto una supplenza
annuale o lavorato per almeno 180 giorni. Questo
coinvolge altri 4.000 lavoratori in più rispetto
alla proposta originaria.
Si è ottenuto che le nuove
graduatorie rispettino l’anzianità e
consentiranno l’inserimento a “pettine” dei
precari.
Le possibilità di
trasformazione dei contratti a tempo
indeterminato, che accadrà solo in caso di
immissione in ruolo.
La norma salva anche gli
scatti stipendiali dei precari. In conclusione
abbiamo costretto il Governo a far
“retromarcia”, salvando per quanto è possibile i
precari e a subire un’ importante battuta
d’arresto alla sua politica dei tagli, ma quanto
accaduto in Aula rappresenta una ulteriore
pagina negativa per il Ministro Gelmini e per la
sua lucida e cinica follia. |