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Roma,
Martedì 24 Novermbre 2009
- “Ecco l’ennesima contraddizione
di questo Governo, si perché dopo aver ridotto
di 4 miliardi di euro in cinque anni i
finanziamenti statali all’Università, ora
intende riformare il sistema universitario a
“costo zero”. A dirlo è il Deputato IdV Augusto
Di Stanislao che ha presentato un’Interrogazione
al Ministro Gelmini in merito al “Disegno
di legge in materia di organizzazione e qualità
del sistema universitario, di personale
accademico e di diritto allo studio” in cui all’Art.
15 non perde l’occasione di specificare che
dall’applicazione di tale legge non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico dello
Stato. Sono
circa 70mila i precari che
attendono da tanti anni di accedere ai ruoli
dell’Università e questa riforma del Governo
deprime inesorabilmente e forse definitivamente
le loro giuste aspettative. E sono proprio loro
oggetto dell’attenzione del Deputato che dice:
“Sono studiosi , non più tanto giovani nella
gran parte dei casi, che hanno competenza,
capacità, ottenuto riconoscimenti anche
all’estero,insomma tutto sono meno che
“fannulloni” ”. La riforma prevede un forte
incremento dei poteri attribuiti ai rettori (
che non saranno più espressione dell’intero
corpo docente, ma verranno eletti da una
ristretta cerchia di ordinari) e ai consigli di
amministrazione. I Cda saranno composti per
almeno il 40% (potrebbero essere anche la
maggioranza assoluta) da membri esterni
all’ateneo scelti dal Rettore. Imprenditori e
banchieri avranno funzioni di indirizzo e di
programmazione finanziaria e potranno persino
decidere l’attivazione o la soppressione di
corsi di studio. Di Stanislao chiede al Governo
se intende introdurre in Italia il sistema del
Tenure Track (chi instaura un rapporto di
collaborazione con una Università viene assunto
solo se consegue buoni risultati e dimostra
adeguate capacità, tutto ciò senza maggiori
oneri per la finanza pubblica) quale risposta
alla precarietà dei ricercatori e con quali
risorse, dato che non ne prevede alcuna. |