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Teramo, Mercoledì 12 Agosto - Una
spesa fuori controllo, con un’eccessiva
incidenza dei costi per il personale e in
particolare per le funzioni apicali, rispetto
alla funzionalità dell’ente, allo stato dei
servizi e, soprattutto, ai bisogni del
territorio. Il rischio di arrivare a fine anno
con 5 milioni di euro di debiti, con oltre 3
milioni e 700 mila di debiti fuori bilancio,
accumulati, questi ultimi, non facendo fronte
alle spese ordinarie.
“Un bilancio elettorale, quello che ci hanno
lasciato, totalmente incongruo in molti capitoli
con entrate maggiori di quelle oggettivamente
ipotizzabili e spese correnti, assolutamente
prevedibili, che mancano di copertura”. Così
l’assessore al bilancio e al patrimonio,
Davide Calcedonio Di Giacinto, ha
sintetizzato la situazione economico/finanziaria
dell’ente Provincia, presentando questa mattina
in conferenza stampa una dettagliata relazione
che rappresenta, al tempo stesso, una fotografia
dello status quo e una proiezione rispetto alle
“prospettive future” .
"Non ci vogliamo piangere addosso - ha
precisato il presidente Valter Catarra -.
Si tratta di “un’operazione trasparenza” per
far comprendere ai cittadini lo “stato di
fatto”. Fra pochi mesi approveremo il “nostro
bilancio e daremo delle risposte nuove e
concrete ai problemi che ci hanno lasciato”.
Gli esempi di “gestione incongrua” non sono
mancati. Il bando emanato dalla precedente
amministrazione di centrosinistra per finanziare
le iniziative culturali, come ha chiarito
l’assessore Giuseppe Di Michele, è senza
copertura finanziaria e, quindi, le
manifestazioni rimarranno senza soldi:
“Avremmo dovuto togliere risorse all’istruzione
e non ci è parso corretto”.
"Per tre anni buona parte dei finanziamenti
per la formazione sono stati dirottati altrove -
ha dichiarato l’assessore al ramo, Eva
Guardiani -. Non sono state previste le
spese per il riscaldamento degli edifici
pubblici, quasi 1 milione e 200 mila euro e,
quindi, anche questo costo ordinario è diventato
un debito fuori bilancio.
"I finanziamenti per i 180 chilometri delle
strade ex Anas - ha affermato l’assessore
Elicio Romandini - “sono stati usati per
la manutenzione ordinaria di tutta la rete
stradale” aggiungendo che sulla viabilità: “c’è
stato un difetto nella distribuzione degli
investimenti e che è necessario introdurre dei
correttivi sia sulla programmazione sia sulla
gestione ”.
Ancora, spese correnti come le quote associative
dovute ad altri enti o il taglio dell’erba, non
previste affatto in bilancio.
"Non a caso - ha sostenuto l’assessore al
turismo, Ezio Vannucci - il bilancio
2009 è stato osservato dai Revisori dei Conti
che su una serie di questioni, e fra queste la
gestione dei diritti di segreteria, hanno
inoltrato una segnalazione alla Corte dei
Conti”.
Per evitare il rischio del dissesto e tornare a
investire, la parola d’ordine, secondo il
presidente Catarra, è “ristruttturare la
spesa”. “Bisogna ristrutturare, tagliare
costi strutturali incongrui, recuperare soldi,
innanzitutto per la spesa ordinaria, per la
manutenzione delle strade e delle scuole. Per
gli investimenti lavoreremo di concerto con
Regione e Governo, anche per usare al meglio le
opportunità dei finanziamenti europei ma,
intanto, occorre tornare a garantire l’ordinario
e, soprattutto, recuperare efficienza. Il
problema non è che si è speso ma che non c’è
rispondenza fra quanto speso per mantenere
l’organizzazione e i risultati ottenuti”.
Obiettivi dichiarati per il 2009/2010 abbassare
i costi strutturali poi, dal 2011, far ripartire
gli investimenti. Un partita importante si
giocherà sul piano della riorganizzazione
dell’ente: oggi le figure apicali, direttore
generale, segretario generale e 13 dirigenti
pesano circa 2 milioni e 300 mila euro l’anno; i
funzionari in 10 anni sono passati da 26 a 97
mentre è sceso a 60 unità il numero dei
dipendenti addetti al “controllo e alla
manutenzione sulle strade”. La spesa per il
personale, complessivamente, rappresenta il 25%
del bilancio dell’ente ma: “la definizione
degli obiettivi da raggiungere, il Programma
Operativo di gestione, uno strumento
importantissimo per attuare un’adeguata
organizzazione, non è stato nemmeno approvato”,
ha chiosato l’assessore al personale, Davide
Di Giacinto. Quindi immediata
riorganizzazione della pianta organica, nomina
di un nuovo Nucleo di valutazione per i
dirigenti; analisi dei carichi di lavoro per
ammodernare i servizi; semplificazione dei
processi interni. |