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Teramo, Domenica 6 Dicembre -
Le scriventi
Organizzazioni Professionali Agricole e della
Cooperazione Agricola, dopo la conferenza stampa
di ieri, sabato 5 dicembre, indetta
unitariamente nell’ambito del mercato contadino
che ogni sabato si svolge a Teramo, angolo di
Porta Romana e via Trento e Trieste, ribadiscono
quanto segue:
Le Organizzazioni
Professionali Agricole e le Centrali Cooperative
d’Abruzzo, firmatarie del presente Documento,
nell’esprimere una forte preoccupazione per lo
stato di grave crisi economica in cui versa
l’intero comparto agroalimentare abruzzese,
colpito da un drastico calo dei redditi e da un
aumento dei costi di produzione,
-
denunciano l’assenza, nella Legge
Finanziaria nazionale per il 2010, di risposte
alle esigenze di sviluppo del settore agricolo e
condannano la cancellazione, rispetto al
passato, delle risorse a sostegno del Fondo di
Solidarietà Nazionale per le assicurazioni
agevolate, delle agevolazioni previdenziali per
le imprese agricole che operano nelle aree
montane svantaggiate e di quelle fiscali sulle
accise del gasolio per le coltivazioni sotto
serra,
-
considerano inappropriate le risorse
destinate al settore con il Bilancio 2009 della
Regione Abruzzo e chiedono maggiori dotazioni
per l’esercizio 2010,
-
decidono d’indire lo
STATO DI MOBILITAZIONE
DELLA CATEGORIA
con iniziative a carattere
locale.
Erano anni che
l’agricoltura non affrontava una crisi così
difficile, oggi la situazione è drammatica,
migliaia di aziende agricole rischiano di
chiudere la loro attività, se non saranno varati
seri provvedimenti e si continuerà a non
sviluppare una politica economica per il
settore. Non è un problema esclusivamente del
mondo agricolo: attraverso la salvaguardia del
settore primario passa infatti la difesa del
“Made in Italy” agroalimentare, fiore
all’occhiello delle nostre esportazioni e tutela
irrinunciabile per la salute dei consumatori.
Le cause non possono
essere ricercate unicamente negli effetti
negativi della globalizzazione e delle recenti
crisi finanziarie ed economiche che pur incidono
sulle capacità di spesa dei consumatori. Sono
molto più profonde e vengono da lontano. Una
crisi strutturale aggravata da congiunture
negative, un’assenza di programmazione, la
mancata predisposizione di adeguati strumenti di
politica per il settore e l’assenza di risorse
per gestire la fase di cambiamento e di
selezione che il mercato, selvaggiamente, sta
operando tra le imprese ed i sistemi produttivi.
In Abruzzo la situazione è
ancora più grave a causa dell’insopportabile
incidenza della spesa sanitaria sul bilancio
regionale. Il settore agricolo dispone di
risorse pari ad un quarto di quelle stanziate
nel 2002 con la conseguente paralisi di
politiche per il consolidamento e lo sviluppo
delle imprese.
Il bilancio per
l’esercizio 2010 deve destinare all’agricoltura
abruzzese adeguate risorse
prioritariamente indirizzate allo sviluppo, al
credito ed all’innovazione, anche al fine di
favorire l’aggregazione tra le imprese del
settore e il ricambio generazionale.
Inoltre, le risorse messe
a disposizione dal PSR 2007/2013 si sono
rivelate insufficienti per la copertura delle
richieste di ammodernamento già presentate per
la prima annualità. Il rischio concreto è quello
di non avere disponibilità a tutto il 2013 per
rispondere alle ulteriori necessità di sviluppo
delle nostre imprese.
Il sistema agricolo, e
quello cooperativo agroalimentare in
particolare, hanno gravi criticità: crisi di
mercato, assenza di liquidità e scarsa
capitalizzazione. Per tutto il settore l’accesso
al credito è un aspetto di importanza strategica
che va ripensato regionalmente nelle forme e nei
rapporti con gli Istituti bancari. L’attuale
situazione rischia di travolgere le imprese con
ripercussioni negative anche sull’occupazione.
Sono in crisi comparti
produttivi portanti dell’agricoltura abruzzese
quali la vitivinicoltura, l’ortofrutta, la
cerealicoltura, l’olivicoltura e la zootecnia da
latte. Oltre alla vertiginosa caduta dei prezzi
pagati agli agricoltori ed all’aumento dei costi
di produzione, le imprese del settore non
beneficiano degli strumenti creditizi che la
Regione ha concesso agli altri settori
produttivi.
La capacità di spesa e
l’utilizzo delle risorse, la possibilità di
investire e migliorare passa anche attraverso
una radicale opera di semplificazione
burocratica e di snellimento delle incombenze
amministrative che rappresentano un ulteriore
appesantimento per le imprese agricole
abruzzesi.
Sono questi i principali
motivi per i quali le Organizzazioni
Professionali Agricole e
le Centrali Cooperative abruzzesi chiamano alla
MOBILITAZIONE
la categoria e e le
organizzazioni sindacali chiedono ai Governi,
nazionale e regionale, al Parlamento, agli Enti
Locali, alle forze politiche e sociali ed ai
cittadini il sostegno per l’affermazione della
centralità dell’agricoltura in una moderna
economia. Agricoltura che garantisce cibo,
sicurezza alimentare, tutela del paesaggio,
valorizzazione del territorio e crea
occupazione. |