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Mercoledì 28 Ottobre
- La Provincia ha chiesto alla Regione la
modifica della legge sui servizi di trasporto e
assistenza qualificata ai disabili risalente al
1978. L’assessore alle politiche sociali,
Renato Rasicci, la prossima settimana incontrerà
gli assessori regionali Paolo Gatti (pubblica
istruzione) e Carlo Masci (bilancio – enti
locali) proprio per discutere delle proposte già
formalizzate in una nota ufficiale (inviata
quest’ultima i primi di settembre) e condivise,
venerdì scorso, con le altre Province abruzzesi
nel corso di una riunione dell’Upa.
“Nel 2008 abbiamo speso
oltre un milione di euro per la copertura di
questi servizi – spiega l’assessore Rasicci
– la Regione, che dovrebbe coprire il 50% dei
costi, ci ha trasferito poco più di 425 mila
euro e la previsione di co-finanziamento per il
2009 è di sole 200 mila euro. Ma il problema
non è solo finanziario; le Province erogano il
contributo ai Comuni e agli Enti d’ambito ma la
legge regionale, risalente al 1978, non assegna
loro alcuna competenza sulla gestione. Ogni
Comune agisce per proprio conto e le istituzioni
scolastiche, fra gli attori principali del
servizio, non hanno alcun ruolo. Si realizza un
vero paradosso: gli utenti si rivolgono alle
Province per ogni disservizio ma queste non
hanno alcuna possibilità di incidere sulla
qualità del servizio erogato o di compiere delle
verifiche”.
Numerose le criticità
riscontrabili allo stato attuale: disomogeneità
del numero di ore medie di assistenza
specialistica nelle scuole da Comune a Comue;
enormi differenze del costo del servizio a
seconda dei territori; l’alta percentuale di
studenti disabili iscritti negli istituti
professionali e, di conseguenza, la difficoltà
ad fornire una adeguata assistenza agli studenti
disabili dei licei. Nel 2008 è stata fornita
assistenza specialistica nelle scuole a 118
studenti per una spesa di 861 mila euro ed è
stato assicurato il servizio di trasporto a 58
studenti per una spesa di circa 214 mila euro.
La spesa, negli anni, è cresciuta in maniera
esponenziale, passando dai circa 700 mila euro
del 2005 al milione e oltre del 2008.
“E’ evidente che il problema non è unicamente
finanziario ma di impostazione e di
programmazione – conclude l’Assessore
provinciale alle politiche sociali – ci sono
i margini per garantire un servizio migliore ai
ragazzi disabili che vanno a scuola e quindi
alle loro famiglie e alla scuola, ma è
necessario che la legge assegni ad un unico
soggetto il coordinamento nella gestione del
servizio”. |