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} Città per Vivere: Sulle Case popolari intervenga lo stato 

Rapagnà presenterà la proposta per il "riscatto immediato"

Pescara, 31.5.2009 – Nell’incontro pubblico che si è tenuto sabato mattina, presso la Sala del Consiglio Comunale di Pescara, tra Cittadini abruzzesi, Inquilini e Assegnatari delle Case Popolari e le famiglie aquilane terremotate, è emerso che  oltre 4.000 alloggi pubblici dell'Aquila sono stati seriamente danneggiati. Altri alloggi di edilizia popolare ed ex-GESCAL, situati in zone già classificate a rischio sismico di prima e seconda  categoria hanno subito crolli, lesioni e seri problemi strutturali. Gli edifici delle "Case Popolari" sono un patrimonio pubblico e su di essi non è possibile alcun intervento privato da parte degli inquilini: spetta allo Stato, al Governo e alla Regione Abruzzo, in via prioritaria e con finanziamenti autonomi e sufficienti, ricostruire e recuperare le 4.000 abitazioni "di proprietà dello Stato e dei Lavoratori" distrutte, lesionate e danneggiate dal terremoto del 6 aprile. Così come spetta "direttamente" agli stessi enti mettere in sicurezza antisismica gli edifici residenziali pubblici costruiti in zone già classificate a elevato rischio. Grande preoccupazione è stata manifestata in merito alle modalità per la ricostruzione stabilite dal Decreto-Legge sul terremoto in discussione in Parlamento: a tale riguardo, il Mia Casa ed i Comitati degli inquilini hanno deciso di organizzare iniziative di sensibilizzazione nei confronti del Governo della Regione e dei Parlamentari abruzzesi stessi, per "scongiurare" e impedire il passaggio alla Fintecna degli edifici e dei singoli alloggi ATER dell'Aquila che non dovessero essere ricostruiti e, come previsto dal "Piano Casa", anche delle abitazioni ex-GESCAL ed ex-IACP che gli attuali 23.080 assegnatari, in caso di vendita generalizzata e a condizioni del mercato speculativo, non avrebbero alcuna possibilità economica di acquistare o alienare. Il Decreto terremoto attribuisce alla "Fintecna", che si occupa anche di privatizzazioni, il potere di subentrare perfino nella proprietà degli immobili distrutti dal sisma, in particolare di quelli non ricostruiti, o gravati da mutui i cui proprietari dovessero decidere che non vale la pena di continuare a pagare le rate rimaste. La Fintecna, che possiede il 100% della "Società Patrimonio dello Stato S.p.a.", ha già partecipato all'acquisto di immobili pubblici per svariati milioni di euro sia dall'Agenzia del Demanio e sia dagli IACP (a partire dalla Legge 560/93 per la alienazione della Edilizia Residenziale Pubblica).

Per questo è stato deciso l'avvio della procedura ufficiale per la raccolta delle firme necessarie alla presentazione al Governo e alla Regione di una Proposta di legge di iniziativa popolare con la quale si intende chiedere il ripristino del "riscatto immediato" della proprietà delle Case popolari a favore delle famiglie abruzzesi attualmente assegnatarie. In questo modo anche gli inquilini dei Comuni, delle ATER e delle Cooperative di abitazione, potranno fare richiesta ed ottenere la copertura totale al 100% delle spese per la ricostruzione, il recupero e la riqualificazione dei propri alloggi e partecipare, alla pari con tutti gli altri Cittadini colpiti dal terromoto, "quantomeno" all'assegnazione dei benefici e delle provvidenze previste per la prima casa. Il problema della casa per oltre 120.000 famiglie abruzzesi che non sono proprietarie di alcuna abitazione proprio a seguito degli effetti "collaterali" sopravvenuti con il terremoto, si aggrava ancora di più: viene infatti messo in pericolo lo stesso "diritto alla casa" ed il "canone equo". Le Famiglie assegnatarie alle quali, con un "patto di futura vendita", era stato "promesso" il riscatto delle Case GESCAL (successivamente trasferite agli IACP ed alle ATER) hanno diritto all'immediato trasferimento della proprietà delle loro abitazione, in quanto sono state già pagate:

* 240.000 miliardi di lire sono stati prelevati con la ritenuta GESCAL direttamente dalle buste paga di tutti i lavoratori dipendenti, per dare una casa a chi non ce l'aveva;

* 34.495,90 milioni di euro dei fondi GESCAL sono stati utilizzati per altri scopi;

* dal 1978 al 2007 sono stati trasferiti alla Regione Abruzzo oltre 750 milioni di euro, prelevati dai fondi GESCAL e dalla gestione speciale della Cassa Depositi e Prestiti, per la realizzazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica ed ex-GESCAL;

* dal 1999 al 2003 i contributi ex-GESCAL sono stati prelevati sotto altra voce, mentre 14.495,90 milioni di euro depositati nei "Conti fruttiferi" relativi alla Sezione Edilizia Residenziale Pubblica non sono utilizzati per lo scopo abitativo loro proprio;

* in Abruzzo dal 1987 al 1999 i 5 IACP hanno "riscosso" dagli inquilini delle case popolari ben 362 miliardi (di lire) solo per i canoni di locazione "anche gonfiati"

Pio Rapagnà – Coordinatore regionale

La convocazione della conferenza stampa
Pescara, 29.05.2009  Il Coordinamento regionale Città per Vivere - Mia Casa d'Abruzzo terrà domani, Sabato 30 Maggio, alle ore 17.00, presso la Sala del Consiglio Comunale di Pescara, in Piazza Italia, un Incontro di riflessione, organizzazione e solidarietà di Cittadini abruzzesi, Inquilini e Assegnatari delle Case Popolari con le famiglie aquilane terremotate rimaste senza casa e attualmente sfollate nelle strutture turistiche e residenziali dei Comuni della fascia costiera. Il coordinatore regionale, Pio Rapagnà, lancia una serie di interrogativi: “Che fine faranno le Case Popolari della Regione Abruzzo?”  Chi ricostruirà e recupererà le 4.000 abitazioni e gli edifici pubblici delle Case Popolari distrutti, lesionati e danneggiati dal terremoto del 6 aprile? Chi metterà in sicurezza antisismica gli edifici residenziali pubblici costruiti in zone già classificate a elevato rischio? Nel corso dell'incontro Rapagnà presenterà e illustrerà alla stampa i contenuti e le finalità di una Proposta di legge di iniziativa popolare con la quale si intende chiedere al Governo e alla Regione Abruzzo il trasferimento “immediato” della proprietà delle Case popolari ed ex-GESCAL alle famiglie attualmente assegnatarie aventi diritto, per fare in modo che anche gli inquilini terremotati possano richiedere direttamente la ricostruzione, il recupero e la riqualificazione degli alloggi e partecipare, come tutti gli altri Cittadini abruzzesi colpiti dal terromoto, alla assegnazione dei benefici previsti dal Decreto-Legge e dalle provvidenze assegnate a favore della prima casa.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

                                        

 

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