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L’Aquila, 29.09.2009
- Anche le 4.000 famiglie degli Inquilini e
Assegnatari delle Case Popolari ATER e dei
Comuni chiedono case sicure e lavori
verificabili. Molte di esse non possono ancora
rientrare “nemmeno” negli alloggi che sin dalle
prime verifiche della Protezione Civile furono
classificati A – B e C: infatti, gli enti
pubblici proprietari degli edifici (ATER, Comune
e Regione) non hanno effettuato nessuno dei
lavori di pronto intervento e di ripristino
delle condizioni di sicurezza antisismica,
mentre gli Inquilini degli alloggi pubblici
classificati E ed F dovranno attendere “altrove”
i tempi lunghissimi della “ricostruzione
pesante”.
E' noto al Presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi e ai Commissari
nominati dal Governo che già 5 mesi fa il
Decreto-Legge “Abruzzo” del 28 aprile 2009, n.
39, definiva che le modalità di
predisposizione e di attuazione di un PIANO
DI INTERVENTI URGENTI PER IL RIPRISTINO DEGLI
IMMOBILI PUBBLICI danneggiati dagli eventi
sismici e precisava che la realizzazione degli
interventi spettava al Presidente della
regione Abruzzo in qualità di Commissario
delegato, il quale si sarebbe dovuto
avvalere del competente provveditorato
interregionale alle opere pubbliche, mentre il
Decreto di Ferragosto, firmato dallo stesso
Presidente del Consiglio, assegnava 150 milioni
di euro per tali lavori, consentendo al
Commissario delegato Gianni Chiodi di
avvalersi, in qualità di soggetto attuatore,
“anche” dell'ATER Regionale.
Il Mia Casa d'Abruzzo
denuncia il “ritardo accumulato” e manifesta
tutta la sua preoccupazione per il “pericolo” di
un “interessamento” già in atto da parte di
soggetti riconducibili alla criminalità
organizzata, con un occhio di riguardo “anche”
alla ricostruzione del patrimonio abitativo
pubblico della Regione Abruzzo: quali sono state
e sono le forme di “contrasto”, in tal senso,
messe in atto da coloro che ne avevano e ne
hanno il dovere e la responsabilità? |