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} Rapagnà: "Subito regionale legge su ripristino agibilità case
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Giovedì 22 Ottobre - Dal Coordinatore regionale di Mia Casa d'Abruzzzo - Movimento Inquilini e Assegnatari Case Popolari, ex parlamentare Pio Rapagnà, riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata alla Regione Abruzzo:

Al Sig. Presidente del Consiglio Regionale dell'Abruzzo

Al Sig. Presidente Commissione consiliare Edilizia Residenziale Pubblica

Ai Sigg.ri Capi Gruppo Consiliari della Regione Abruzzo

Ai Consiglieri regionale della Regione Abruzzo

 LORO SEDI DEL CONSIGLIO REGIONALE

 Al Sig. Presidente della Giunta Regionale dell'Abruzzo

anche in qualità di Commissario delegato del Governo

Ai Sigg.ri Assessori Edilizia Residenziale Pubblica e alla Protezione Civile

LORO SEDI DELLA GIUNTA REGIONALE

OGGETTO: richiesta ufficiale per approvazione urgente di una “Legge regionale ad hoc” e di un conseguente “Decreto attuativo” inerenti un piano di interventi urgenti per il rispristino di agibilità e abitabilità, recupero, ricostruzione e messa in sicurezza antisismica degli immobili di edilizia residenziale pubblica danneggiati dal sisma del 6 aprile.

Il sottoscritto Pio Rapagnà, in qualità di Coordinatore della Associazione MIA Casa d'Abruzzo, facendo seguito a incontri e audizioni con la Conferenza dei Capi-Gruppo e con la 2^ Commissione consiliare con i quali è stato chiesto un impegno “diretto e urgente” per il concreto e immediato ripristino di agibilità e abitabilità, recupero, ricostruzione e messa in sicurezza delle abitazioni di proprietà pubblica,

CHIEDE CHE:

il Consiglio Regionale approvi una “Legge ad hoc” recante norme relative all'oggetto;

il Presidente della Giunta regionale, anche in qualità di Commissario delegato, emani uno specifico “Decreto attuativo” dei provvedimenti e delle norme di cui all'oggetto.

Il CONSIGLIO REGIONALE, pur effettuando su richiesta del Mia Casa alcune audizioni in materia, sembra essere estraneo ad una emergenza che coinvolge un patrimonio abitativo di cui la Regione è proprietaria e amministratrice attraverso l'ATER.

La GIUNTA REGIONALE è certamente a conoscenza del fatto che il Decreto-Legge “Abruzzo” del 28 aprile 2009, n. 39, definisce che le modalità di predisposizione e di attuazione di un PIANO DI INTERVENTI URGENTI PER IL RIPRISTINO DEGLI IMMOBILI PUBBLICI danneggiati dagli eventi sismici, spetta al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e che la realizzazione degli interventi spetta al Presidente della regione Abruzzo in qualità di Commissario delegato, il quale si avvale del competente provveditorato interregionale alle opere pubbliche e, dopo il Decreto di ferragosto che ha assegnato bel 150 milioni di euro per la Edilizia Residenziale Pubblica, può avvalersi, in qualità di soggetto attuatore, “anche” dell'ATER Regionale.

Il Commissario dell'ATER della Provincia dell'Aquila, nel corso della audizione effettuata presso la 2^ Connissione del Consiglio regionale ha riferito che sono 1162 le unità immobiliari danneggiate (escluse ex-enti previdenziali, sovvenzionate, ecc. equiparate a privati). Di queste: * 196 classificate A; * 28 classificate B; * 11 classificate C; * 666 classificate E e * 8 classificate F. Le “perizie” per le abitazioni A, B e C sono state tutte già assegnate. I tecnici “incaricati dall'ATER medesima, le daranno entro il 24.10.09. Per le E i progetti saranno pronti per il 7.2.2010. La stima è 132.961.040 euro. E' stato preparato una bozza di regolamento per gli interventi. Si useranno, ma non subito, alcuni residui di cassa per giovani coppie e single e si sta pensando anche ad una struttura coperta per lo sport.

A tal proposito il Mia Casa osserva che il numero delle unità immobiliari verificate dai tecnici non corrisponde ai dati di fatto, oppure che dalle verifiche sono state escluse intere categorie di alloggi pubblici e/o privati "acquisiti" alla proprietà dell'ATER o "semplicemente amministrati", mentre "mancherebbero all'appello" parecchie abitazioni di tipo A-agibili che su 1.162 unità immobiliari verificate sarebbero solo 196.

Il Mia Casa ha subito denunciato che il numero delle unità immobiliari verificate dai tecnici dell'ATER non corrisponde al numero delle abitazioni pubbliche “esistenti” a L'Aquila e nei Comuni del cratere: infatti i 4.000 alloggi “popolari”, gestiti dall'ATER, ubicati nel Comune dell'Aquila e nei Comuni del cratere, dopo le verifiche della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco, sono stati così classificati: 2.176 alloggi sono stati dichiarati A-agibili; 624 alloggi dichiarati B-temporaneamente inagibili, ma resi agibili con provvedimento di pronto interevento; 156 alloggi dichiarati C-parzialmente inagibili; 52 alloggi dichiarati D-temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimento; 852 alloggi dichiarati E-totalmente inagibili; 140 alloggi dichiarati F-inagibili per rischio esterno.

Gli alloggi ATER danneggiati dal sisma non sono solo all'Aquila ma in tantissimi altri Comuni del cratere, mentre ad Avezzano, Sulmona ed altri Comuni importanti della Provincia dell'Aquila, di Teramo, Chieti e Pescara sussistono alloggi pubblici che, essendo attualmente abitate da migliaia di famiglie assegnatarie, e non essendo stati costruiti con criteri antisismici delle rispettive zone a rischio 1 e 2, sarebbe necessario e urgente metterli in sicurezza.

La Regione Abruzzo sin dal 2003 avrebbe dovuto approvare un intervento legislativo per “prevenire danni e rischi sismici incombenti”, mettendo in sicurezza quantomeno e con priorità assoluta il proprio patrimonio abitativo pubblico, e cioè per esempio: 2.945 alloggi popolari dell'Aquila, 1.619 di Avezzano, 1.294 di Sulmona, 715 di Teramo, 183 di Montorio al Vomano, 85 di Isola del Gran Sasso, 875 di Chieti e 358 della Val Pescara.

Nella sola Città dell'Aquila, gli Inquilini degli appartamenti di proprietà di privati, titolari di contratto di locazione o ad uso foresteria, occupavano il 25% del totale del patrimonio residenziale, mentre, secondo i dati pubblicati dalla Banca d'Italia, le verifiche effettuate dopo il terremoto del 6 aprile hanno dato i seguenti risultati: su 49.224 edifici privati il 53,6% classificati A-Agibili; il 13,2% classificati B-Agibili solo dopo intereventi certificati; il 2,7% classificati C- Parzialmente inagibili e il 30,4% classificati E ed F- Inagibili.

E' opportuno, a questo proposito, richiamare alla attenzione delle Istituzioni regionali che i sopralluoghi effettuati NEGLI EDIFICI E NEGLI ALLOGGI DELLE PROVINCE DI L'AQUILA, CHIETI, PESCARA E TERAMO dalla “Società Collabora Engineering-Abruzzo Engineering” per conto della Regione Abruzzo, AVREBBERO GIA' DOVUTO PORTARE ad un primo intervento di messa in sicurezza antisismica.

La maggioranza delle abitazioni di edilizia pubblica e privata anche in Abruzzo ha una vetustà storico-anagrafica che dovrebbe destare una certa preoccupazione: infatti esse sono state costruite rispettivamente 73.619 prima del 1917; 47.413 dal 1919 al 1945; 49.445 dal 1946 al 1961; 52.113 dal 1962 al 1971; 51.715 dal 1972 al 1981; 34.434 dal 1981 al 1991, mentre sono state censite più di 16.000 abitazioni fortemente a rischio, delle quali 3.237 gestite dalle 5 ATER della Regione Abruzzo, 738 gestite dai Comuni e ben 9.260 di proprietà di soggetti privati.

Nelle attuali circostanze di emergenza abitativa, tra l'altro, la Legge ad hoc rischiesta dal Mia Casa avrebbe effetti “concreti e rassicuranti” sulle famiglie ancora sfollate dell'Aquila e dei Comuni del cratere, poiché un simile “piano di intervento ad hoc”, messo subito in cantiere dalla Giunta Regionale con finanziamenti ex-GESCAL aggiuntivi rispetto ai 150 milioni di euro stabiliti dal Decreto di ferragosto affidati al Commissario delegato e Presidente della Regione, permetterebbe “finalmente” a migliaia di Cittadini di ritornare in tempi più brevi nelle proprie abitazioni a cominciare da quelle già classificate A-B e C.

Gli effetti “positivi” che si verificherebbero in molti Comuni del “cratere” tra i più duramente colpiti, sarebbero enormi sul piano del numero delle abitazioni che verrebbero rese disponibili, sicure, agibili e abitabili. Così, per rendere un'idea, a L'Aquila circa 2.000, a Lucoli 16, a Pizzoli 12, a Poggio Picenze 6, a San Benedetto in Perillis 8, a San Demetrio ne' Vestini 20, a Scoppito 13, a Tione degli Abruzzi 6, a Tornimparte 14, a Collarmele 44, a Goriano Sicoli 4, a Introdacqua 18, a Morino 51, a Navelli 12, a Pacentro 9, a Pizzoli 22, a Poggio Picense 6, a Prata D'Asidonia 12, a Raiano 16, a Sante Marie 28, a Scoppito 13, a Tioni degli Abruzzi 6.

Altri Comuni della Provincia di L'Aquila, che per rischio sismico sono classificati di prima categoria, potranno mettere in sicurezza “preventiva” la parte di alloggi popolari più a rischio sismico, tra cui per esempio ad Avezzano 1.019, a Celano 250, a Pratola Peligna 75, a Sulmona 898.

Anche le 4.000 famiglie degli Inquilini e Assegnatari delle Case Popolari ATER e dei Comuni chiedono case sicure e lavori verificabili. Molte di esse non possono ancora rientrare “nemmeno” negli alloggi che sin dalle prime verifiche della Protezione Civile furono classificati A – B e C: infatti, gli enti pubblici proprietari degli edifici (ATER, Comune e Regione) non hanno effettuato nessuno dei lavori di pronto intervento e di ripristino delle condizioni di sicurezza antisismica, mentre gli Inquilini degli alloggi pubblici classificati E ed F dovranno attendere “altrove” i tempi lunghissimi della “ricostruzione pesante”.

Il Mia Casa d'Abruzzo denuncia all'intero Consiglio Regionale e alla Giunta Regionale il “ritardo accumulato” e manifesta tutta la sua preoccupazione per il “pericolo” di un “interessamento” già in atto da parte di soggetti riconducibili alla criminalità organizzata, con un occhio di riguardo “anche” alla ricostruzione del patrimonio abitativo pubblico della Regione Abruzzo e dei Comuni del cratere.

La ricostruzione dell'Edilizia Residenziale Pubblica e la messa in sicurezza antisismica degli alloggi danneggiati e di quelle abitazioni costruite in zone ad altissimo rischio è un dovere morale e sociale:

le famiglie degli Inquilini e Assegnatari delle Case Popolari della Provincia dell'Aquila CHIEDONO al Consiglio ed alla Giunta Regionali “CASE ANTISISMICHE E SICURE”. Con la presente, Vi trasmettiamo il nostro “accorato e preoccupato” appello: occorre ricostruire bene dove c’è stata distruzione e prevenire dove ancora si può e lì dove si è ancora in tempo per evitare ulteriori sciagure. Di fronte alla tragedia immane capitata all'Aquila e all'Abruzzo intero nessuno può dire più:io non sapevo”.

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L'Aquila, 19.10.2009 - LA RICOSTRUZIONE e la messa in sicurezza del patrimonio abitativo pubblico è SENZA CAPO NE' CODA: la scelta “strategica” delle tendopoli è stato un gravissimo errore, con la quale si è favorito un “INTERVENTO PESANTE E DEFINITIVO” a favore di “nuovi complessi abitativi” “COMPLETAMENTE ESTRANEI” al tessuto sociale ed urbano dell'Aquila e con una evidenza così drammatica rispetto alla quale non sarà più possibile tornare indietro.

Nessuno ha preso in considerazione l'esperienza passata, nessuno ha pensato che il clima dell'Aquila, nella prospettiva di “lunghi mesi” sotto le tende, “sconsigliava” il ricorso a soluzioni “improvvisate e calate dall'alto”, PIUTTOSTO CHE PROVVEDERE alla collocazione di strutture di rapida sistemazione e moduli abitativi polivalenti e in legno, più “protettivi, sicuri e vivibili” delle ormai famigerate tendopoli.

Bisognava effettuare, immediatamente e senza indugio, un intervento straordinario sul patrimonio abitativo pubblico, a cominciare da quelle abitazioni classificathe di Categorie A – B e C per metterle subito in sicurezza, rendendole agibili, abitabili e sicure, utilizzando tutte le risorse umane e materiali che una Regione come l'Abruzzo non poteva non far scendere in campo, mettendo a disposizione il meglio e le “eccellenze” delle strutture di servizio e degli enti strumentali dei Comuni, delle Province e della Giunta Regionale. In tre mesi si sarebbe potuto così riconsegnare a molte famiglie, proprietari della prima casa, assegnatari di alloggi ATER e inquilini di appartamenti pubblici e in Cooperativa, una abitazione stabile e sicura. Bisognava, e bisogna ancora, intervenire con serietà, urgenza e competenza per rendere adeguati alle norme antisismiche circa 6.000 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, su un totale di 23.080, che, senza alcun senso di responsabilità e di controllo, sono stati costruiti in zone altamente sismiche, dissestate idrogeologicamente, soggette a frane e alluvioni e aggredite da agni tipo e forma di strutture in amianto.

Un numero ragguardevole di famiglie già si troverebbe in condizioni più sicure e dignitose di come si trovano a vivere oggi, e per tante di esse i rischi rispetto ad eventi sismici sono addirittura aumentati. Per questa evidente “omissione di prevenzione e di soccorso”, sarebbe opportuno e richiesto uno specifico intervento della Magistratura.

Pio Rapagnà – Coordinatore regionale

Movimento Inquilini e Assegnatari

Mia Casa d'Abruzzo

Via Lombardia, 10 – R0SETO DEGLI ABRUZZI

Tel. 085-8944932 - Fax. 085-9150464 – Cell. 330-431480

 
} Rapagnà: Chi mette in sicurezza antisismica le case Ater?

Movimento Inquilini e Assegnatari

Mia Casa d'Abruzzo

Coordinamento regionale Tel. 085-8944934 – 330.431480

 COMUNICATO STAMPA

L'Aquila, Giovedì 15 Ottobre - Le famiglie degli Inquilini e Assegnatari delle Case Popolari ATER e dei Comuni chiedono case sicure e lavori verificabili. Nel frattempo con lo smantellamento delle tendopoli e l'abbandono obbligatorio delle strutture di accoglienza, dove saranno trasferiti coloro che non potranno rientrare “nemmeno” negli alloggi pubblici dell'ATER e del Comune dell'Aquila classificati A, B e C in quanto i lavori di pronto intervento e di ripristino delle condizioni di sicurezza antisismica non sono stati ancora effettuati e, nella maggior parte degli edifici, nemmeno iniziati? E dove saranno “trasferite” quelle famiglie assegnatarie di alloggi pubblici classificati E ed F che non sono state inserite nelle graduatorie per l'assegnazione “provvisoria” delle C.A.S.E. E dei Moduli alternativi visti i tempi lunghi della “ricostruzione pesante”?

Già il Decreto-Legge “Abruzzo” del 28 aprile 2009, n. 39, definiva che:

1- le modalità di predisposizione e di attuazione di un PIANO DI INTERVENTI URGENTI PER IL RIPRISTINO DEGLI IMMOBILI PUBBLICI danneggiati dagli eventi sismici, spettava al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; 2- la realizzazione degli interventi spettava al Presidente della regione Abruzzo in qualità di Commissario delegato, il quale si sarebbe dovuto avvalere del competente provveditorato interregionale alle opere pubbliche; 3- con il Decreto di ferragosto si stabilisce che spetta, ma già spettava, al Presidente della Regione Abruzzo in qualità di Commissario delegato la realizzazione degli interventi urgenti predisposti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aggiungendo che in questo, può avvalersi, in qualità di soggetto attuatore, “anche” dell'ATER Regionale.

L'ATER dell'Aquila, nel corso della audizione effettuata presso la 2^ Connissione del Consiglio regionale ha riferito che:

* sono 1162 le unità immobiliari danneggiate (escluse ex-enti previdenziali, sovvenzionate, ecc. equiparate a privati). Di queste: * 196 classificate A; * 28 classificate B; * 11 classificate C; * 666 classificate E e * 8 classificate F. Le “perizie” per le abitazioni A, B e C sono state tutte già assegnate. I tecnici “incaricati dall'ATER medesima, le daranno entro il 24.10.09. Per le E i progetti saranno pronti per il 7.2.2010. La stima è 132.961.040 euro. E' stato preparato una bozza di regolamento per gli interventi. Si useranno, ma non subito, alcuni residui di cassa per giovani coppie e single e si sta pensando anche ad una struttura coperta per lo sport.

A tal proposito il Mia Casa osserva che siccome l'ATER dell'Aquila gestisce e amministra direttamente circa 2.400 alloggi è chiaro che il numero delle unità immobiliari verificate dai tecnici non corrisponde ai dati di fatto, a meno che per "unità immobiliare" non si intende "alloggi singoli" ma "edifici" che "complessivamente" contengono 2.400 alloggi, oppure che dalle verifiche sono state escluse intere categorie di alloggi pubblici e/o privati "acquisiti" alla proprietà dell'ATER o "semplicemente amministrati" dall'ATER e, dunque, escluse dal programma della ricostruzione.
Se sono 1162 le unità immobiliari danneggiate (escluse ex-enti previdenziali, sovvenzionate, ecc. equiparate a privati), "mancano all'appello" parecchie abitazioni che "sarebbero" di tipo A-agibili ma che non risultano: infatti su 1.162 unità immobiliari solo 196 sono state verificate cxome A-agibili. Ci sarebbero abitazioni agibili "che non risultano" in quanto non sono state nè censite e nè verificate-periziate.
Gli alloggi ATER danneggiati non sono solo all'Aquila ma in tantissimi altri Comuni del cratere, e per esempio ad Avezzano, Sulmona ed altri Comuni importanti della Provincia dell'Aquila: chi metterà in sicurezza antisismica anche queste abitazioni pubbliche attualmente abitate?

Per il Coordinamento Mia Casa d'Abruzzo, Pio Rapagnà

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

                                        

 

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