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L'Aquila, Mercoledì
31 Dicembre
2009 – Il “rischio temuto” per la
stabilità degli edifici e per la sicurezza e la
incolumità degli Inquilini ATER e delle Case
Parcheggio dei Comuni è molto fondato, così
come è fondata la preoccupazione che il
problema venga “di nuovo” sottovalutato a
livello politico e che ciò, di fatto, abbia
effettivamente avuto rilievo e concreta
conseguenza sotto il profilo normativo ad hoc e
in sede di approvazione del bilancio preventivo
2010-2012 della Regione Abruzzo. Proprio
l’esperienza del sisma del 6 aprile ha posto in
luce l’estrema urgenza di provvedere a mettere
in sicurezza questo patrimonio, essendo evidente
per similitudine che ciò che è successo agli
edifici pubblici dell’Aquila potrebbe ripetersi
in altre aree della Regione parimenti sismiche,
risultando d’altro canto palese che le tipologie
costruttive, a cominciare dagli edifici ATER,
sono paragonabili e simili su tutto il
territorio regionale. Sussiste, pertanto, la
matematica certezza che gli edifici per fortuna
risparmiati dal sisma del 6 aprile perché
distanti dal suo epicentro, potrebbero non avere
e dare scampo in caso di scosse più ravvicinate,
mentre tra l'altro, circostanza gravissima,
rimossa anche di fronte agli effetti e ai danni
disastrosi verificatisi a L'Aquila, è data dal
fatto “ancora inspiegato” che già nel recente
passato si è sottovalutato il rischio temuto,
pur rappresentato da studi quali quelli di
“Abruzzo Engineering” per conto della Regione e
dalla “Commissione Barberi” della Protezione
Civile Nazionale. Il Mia Casa reputa “oggi, qui
e ora” sommamente di buon senso intervenire in
fase di prevenzione del rischio allo scopo di
evitare pericoli e danni temuti, e insisterà
quotidianamente su questo “vita natural
durante”, ma non ravvede un sufficiente sforzo
in tal senso da parte di chi ne ha le
competenze. A questo punto però sia chiaro a
tutti che, alla luce
degli appelli e degli
allarmi inascoltati, non solo il Presidente
della Regione, la Giunta e gli Assessori
competenti, ma anche l'intero Consiglio
regionale ed ogni singolo Consigliere si
assumono, come di fatto si sono assunti,
pesantissime responsabilità politiche,
amministrative e penali, rispetto alle possibili
gravi conseguenze delle loro accertate
omissioni. |