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Roseto degli Abruzzi, 23.5.2009- Dall’ex Parlamentare, Coordinatore regionale Città per Vivere e Movimento Inquilini Mia Casa d'Abruzzo e del Comitato promotore Referendum sui costi della politica, Pio Rapagnà, riceviamo e pubblichiamo integralmente la seguente dichiarazione: “Con la significativa eccezione di alcuni organi di stampa, televisioni regionali e locali, siti web e agenzie online, la maggioranza dei tradizionali organi di informazione abruzzesi o hanno ripetutamente taciuto o sono intervenuti sui referendum regionali e sulla proposta di legge di iniziativa popolare senza nemmeno informarsi di che cosa si trattava, e senza illustrare con la necessaria competenza e professionalità i contenuti veri delle iniziative, senza mai approfondire, dibattere e commentare. Le notizie costantemente “bucate o oscurate” di alcuni Quotidiani regionali della carta stampata e di alcune Emittenti televisive, ci colpiscono e ci preoccupano anche come singoli Cittadini, “fortemente esposti” nei confronti della “casta politica abruzzese” di cui si chiede di abolire costi impropri e sprechi intollerabili. Mi indigna e mi ferisce, come politico ed ex Parlamentere abruzzese, il “rumoroso silenzio”, quasi al limite del boicottaggio, della censura preventiva, del razzismo e della discriminazione personale e civile e con particolare accanimento terapeutico, tra l'altro di due quotidiani regionali, “Il Centro” e il “Il Messaggero” e del servizio pubblico Radio-Televisivo. Il “dovere di cronaca e di informazione” è attribuito dalla Costituzione e dalle Leggi in capo alla Stampa: per questo ritengo “gravissimo”, per esempio, che negli ultimi 3 anni nessun programma informativo, nessun dibattito, nessuna intervista di approfondimento sono stati effettuati sui temi referendari, sui quesiti e sulle modalità di esercizio del diritto referendario e di iniziativa legislativa dei Cittadini abruzzesi. Spesso si è scritto e parlato solo in alcune delicate circostanze e forse anche per “confondere le idee e le iniziative”, cambiarne le finalità e le motivazioni, sminuirne la rilevanza costituzionale e statutaria, deviarne gli obiettivi ed i possibili risultati, ingannando così i Cittadini abruzzesi, e senza assumersi alcuna responsabilità circa le conseguenze anti-democratiche del loro comportamento. Per esempio, negli stessi giorni in cui era in atto e veniva "oscurata" la raccolta delle firme "ufficiale istituzionale", il Centro è arrivato a "lanciare" una “petizione” con raccolta di firme on-line sugli stessi contenuti della nostra "Proposta di Legge di iniziativa popolare" , ed essa proposta on-line è stata utilizzata per "appropriarsi" del tema nei confronti del Consiglio Regionale e della classe politica e dei cui risultati "effettivi e documentabili" non si dice nulla. Meraviglia che tali organi di stampa, che tanto si effondono in proclami sui costi della politica, non si siano pronunciati affatto, non hanno informato e, come sarebbe logico, non hanno sostenuto direttamente proprio i referendum regionali e la proposta di legge che in Abruzzo sono stati gli unici strumenti democratici che i Cittadini hanno avuto a disposizione per contribuire alla riduzione dei costi della politica. Anche rispetto all'impegno quotidiano di soccorso, solidarietà ed iniziative per la ricostruzione del patrimonio abitativo pubblico distrutto o danneggiato dal terremoto, nei giorni successivi al 6 aprile, è stato messo in atto nei nostri confronti un continuo, reiterato ed assurdo comportamento di censura, cancellazione ed oscuramento, quasi noi fossimo Cittadini e Associazioni del volontariato di serie B”. Per questo, scrivendo una lettera aperta al Presidente dell'Ordine dei Giornalisti abruzzesi Dott. Stefano Pallotta, sono pronto a mettere in atto, a difesa della libertà di informazione, un “silenzio stampa” quale gesto civico di indignazione e di protesta". Pio Rapagnà – Coordinatore regionale
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