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} Saverioni, un regista abruzzese finalista al Cinemountain
Il film Diario di un curato di montagna in concorso dal 24 Luglio
Pescara, 18 Luglio - Un regista abruzzese tra i finalisti della XII edizione del prestigioso Cervino Cinemountain, Festival Internazionale del Cinema di Montagna in programma dal 24 luglio al 2 agosto 2009. Si tratta di Stefano Saverioni: con il suo film “Diario di un curato di montagna” in lizza per uno dei premi al Festival più alto d’Europa.

Diario di un curato di montagna

di Stefano Saverioni, Italia 2008, 58 minuti

La parrocchia di Don Filippo Lanci non è una parrocchia come tutte le altre. Salendo per la strette e suggestive strade che tagliano le pendici della più alta montagna dell'Appennino, il Gran Sasso D'Italia, in Abruzzo, si può arrivare a Pietracamela, Cerqueto e Intermesoli, piccoli e solitari borghi abbarbicati alla roccia e quasi ormai parzialmente spopolati. Passata la villeggiatura estiva, pochi anziani e qualche famiglia abitano infatti le case di pietra e d'inverno con la neve alta è facile rimanere isolati. Così le secolari chiese si fanno sempre più vuote, deserti i vicoli e le strade, muti i pascoli e le vallate. Dai ghiaioni e i pendii, lungo le gole e le forre boscose si alza fino alle vette e alle cime incontrastato il vento, mentre i rintocchi dei campanili scandiscono nel silenzio la vita di ogni giorno come le stagioni gli anni. A volte è lo struggente paesaggio dei mistici. A volte il duro confino degli esiliati, dove la solitudine stringe forte il petto più della fede. In questa condizione di frontiera, dove tuttavia resiste ancora una umanità semplice e ricca di tradizioni, il giovane e inquieto sacerdote troverà, attraverso le proprie contraddizioni, la via per meglio comprendere se stesso e il proprio rapporto con Dio

Saverioni: "Con Dio il mio rapporto è indecifrabile"

Da bambino facevo spesso il chierichetto. Guardavo incuriosito il calice che si elevava al cielo durante la consacrazione e mi meravigliavo che quel vino, che mio padre beveva tutte le sere e che dava al parroco la domenica mattina, potesse con una formula magica tramutarsi in sangue così, in un batter d'occhio. A volte ne dubitavo ma poi assalito da mille rimorsi subito me ne pentivo così che il prete, pur così vecchio e malaticcio, continuava ad avere un non so che di misterioso e potente che lo rendeva diverso e superiore agli altri uomini. Con gli anni il mio piccolo dubbio non è stato più seguito dal pentimento e per molto tempo sono stato orgogliosamente lontano dalle chiese. Ciò nonostante sempre è rimasto in me, pur nel mio irriverente scetticismo, una certa benevolenza per gli uomini e le donne che hanno consacrato e consacrano la loro vita a Dio, qualunque confessione essi abbraccino. Hanno le persone di fede un non so cosa di inafferrabile, di sfuggente, una certa ostinazione dello spirito, una certa pacata “irragionevolezza” che le rende a loro modo poetiche e affascinanti, quasi solitari Don Chischiotte della modernità. Così si è presentato ai miei occhi Don Filippo, giovane e inquieto parroco di lontani e sperduti borghi dell'appennino abruzzese. Nella solitudine del paesaggio montano la condivisione della sua esperienza è stata per me l'occasione per tornare a riflettere non solo sulle grandi questioni della fede ma anche per indagare la condizione dell'uomo che con tutte le proprie contraddizioni e inquietudini si pone di fronte al mistero del divino e piega ad esso il corso della sua esistenza. Sullo sfondo, la montagna, il Gran Sasso d'Italia, immagine possente e indecifrabile di tale mistero, monumento senza tempo della sua compresenza, luogo dell'anima dove l'uomo si riscopre fragile fibra dell'universo. Alla fine il mio rapporto con Dio è rimasto intermittente ed indecifrabile ma ogni tanto, in quelle antiche chiese quasi deserte, nel canto emozionante delle vecchiette ho sentito scuotermi un brivido dentro e a vacillare, quelle volte, è stata con sorpresa la mia fredda e prepotente razionalità.

Informazioni relative al Festival: tel. 0165/230.528 – 392/981.46.92 / fax 0165/360.413 – Sito Internet www.cervinocinemountain.it

Associazione Culturale Strade del Cinema
Regione Borgnalle 10/e - 11100 Aosta
tel. 0165/230.528 - fax 0165/360.413

Chi è Saverioni

Stefano Saverioni, classe 1977, oltre registadocumentarista, direttore della fotografia, operatore, editor. Dopo aver frequentato nel 2000 il bimestre propedeutico, indirizzo montaggio, alla Scuola Nazionale di Cinema di Roma, lavora per il centro di produzione video Mediatime di Teramo e per la Laura Aprati, media e comunicazione di Roma collaborando con le maggiori emittenti televisive abruzzesi e nazionali. Nel 2005 si laurea in Scienze ambientali all'Università dell'Aquila con un tesi sull'uso dei media digitali nell'analisi del paesaggio. E' membro direttivo del Cineforum Teramo, associazione che svolge da quindici attività costante di diffusione della cultura cinematografica ed audiovisiva a tutti i livelli. Vive e lavora tra Teramo e Roma.
 
 

 

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