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Giovedì 10 Dicembre
- Cambiare rotta è possibile. In
Abruzzo riprende la Campagna nazionale Salva
l’Acqua. Dopo l’approvazione in parlamento,
con il voto di fiducia, del DL Ronchi, che ha
sostanzialmente sancito la privatizzazione del
bene Acqua, è nata una rete composta da
associazioni culturali, ambientaliste, sindacali
e da forze politiche abruzzesi che chiede di
fermare la privatizzazione dell’acqua nonostante
la Legge nazionale.
Il primo appello è rivolto al Presidente della
Regione Gianni Chiodi per l’immediato
ricorso alla Corte Costituzionale da parte della
Regione Abruzzo contro il DL Ronchi; sono già 4
le regioni italiane che l'hanno fatto e diversi
malumori si manifestano anche in regioni di
centro destra come Veneto e Friuli Venezia
Giulia. Al Presidente della Regione Gianni
Chiodi e all’Assessore Angelo Di Paolo la
richiesta anche di un incontro urgente per
discutere pubblicamente del nuovo progetto di
riforma del servizio idrico integrato in
Abruzzo. I cittadini e gli amministratori
abruzzesi devono sapere quale è la vera portata
del decreto sull'acqua, ennesimo regalo a banche
e multinazionali straniere in cambio di tariffe
sempre più alte e servizi immutati. Già oggi in
Italia si contano diversi esempi negativi come
ad Arezzo e Aprilia dove, dopo il fallimento
della privatizzazione che ha portato a rincari e
disservizi, si sta tornando alla totale
ripubblicizzazione del servizio; un altro
esempio recentissimo è dato dalla municipalità
di Parigi che non ha rinnovato il contratto di
gestione dell’acqua alle multinazionali Suez e
Veolia riprendendosi la gestione in toto.
Che sia l’Europa ad
imporre la privatizzazione è evidentemente
falso!
A gennaio si terrà una
giornata regionale dedicata all’acqua con
banchetti informativi e raccolta firme in decine
di cittadine abruzzesi per dare voce al grande
movimento popolare che chiede che l’acqua resti
in mano pubblica e che la sua gestione sia
efficiente e partecipata dalla cittadinanza.Per
il 20 gennaio è stata indetta una giornata
nazionale degli Amministratori locali che
disobbediranno alle norme nazionali; sono già
centinaia i comuni piccoli e grandi che hanno
modificato gli statuti comunali.
Se i sindaci e gli
amministratori abruzzesi non sono disponibili a
farsi espropriare dal governo di un bene così
fondamentale per consegnarlo nelle mani di
banche e multinazionali, possono cambiare rotta,
nonostante le norme nazionali. Per questo
abbiamo predisposto una serie di delibere
comunali per la modifica degli statuti per il
riconoscimento del servizio idrico integrato
ovvero la gestione dell’acqua come “servizio
privo di rilevanza economica e senza fini di
lucro”.
Si legge acqua si
scrive democrazia.
PROMUOVONO -
Abruzzo Social Forum, WWF Abruzzo,
Marelibero.net, Pescara in Comune byAmici di
Beppe Grillo, Arci Chieti, , FP CGIL Abruzzo,
Giovani Comuniste/i, Punto Pace Pescara - Pax
Christi, PeaceLink Abruzzo, Collettivo onda
libera, Cooperativa Il Mandorlo Bottega
Commercio equo, Site.it
Le forze politiche:Partito
della Rifondazione Comunista- Sinistra Europea,
Italia dei Valori, Partito Comunista dei
Lavoratori, Partito di Alternativa Comunista |