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Pescara: Saluto dei
bambini alla
statua della Foca Monaca |
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FOCA MONACA
SCULTURE IN PIETRA PER COLLEGARE LE COMUNITA’
CHE ANCORA OSPITANO LA SPECIE NEL MEDITERRANEO |
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Pescara, 22 Ottobre - Al termine di
un’estate di avvistamenti, parte da
Pescara la statua diretta in Croazia
Analisi più accurate svelano novità
importanti sull’avvistamento dell’Isola
del Giglio, in Toscana: si è trattato di
due esemplari, un maschio e una femmina.
Stabilire stretti rapporti tra le
diverse comunità di piccoli centri |
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marinari del Mediterraneo uniti da un “insolito
destino”, quello di ospitare un tempo, e in
molti casi ancora oggi, la rarissima Foca
monaca, uno degli animali più rari del pianeta.
La prospettiva è quella di aumentare il comune
senso di responsabilità verso la specie e
promuovere lo scambio di esperienze e buone
pratiche di gestione.
E’ questo lo spirito che ha animato oggi la
speciale Giornata dedicata a questo animale
organizzata a Pescara, presso il Circolo Nautico
del Porto Turistico della città, dal Gruppo
Foca Monaca e dal WWF e che ha visto come
momento clou il saluto dei bambini di una
scultura in pietra raffigurante una Foca monaca
con il cucciolo. La statua è la copia in
versione leggermente ridotta di quella già
presente a Marettimo, nelle Isole Egadi: un
progetto voluto da Marco De Salvo, un giovane
attivista del gruppo Foca Monaca, e appoggiato
dal WWF per promuovere una sorta di gemellaggio
tra le comunità che ospitano questa importante
specie, purtroppo ancora oggi in pericolo di
estinzione nel Mediterraneo. L’iniziativa si
inquadra nel percorso del WWF verso il 2010,
anno della Biodiversità.
La statua infatti partirà domani dal porto
di Pescara e viaggerà insieme ai messaggi e ai
disegni preparati da alcune classi elementari
della città diretta al porto di Komiza, in
Croazia, dove l’attende un vero e proprio
comitato di accoglienza. L’area di Komiza è
infatti una delle zone del Mediterraneo ancora
frequentate dalle foche. La statua verrà donata
dagli esperti del Gruppo Foca Monaca alla
comunita’ di Komiza e in particolare sarà
accolta da una delegazione di bambini e ragazzi
delle scuole elementari per poi essere
posizionata nell’area portuale della cittadina.
L’evento si colloca al termine di un’estate
particolarmente ricca di
avvistamenti di foche
lungo le nostre coste, come hanno riportato
anche le cronache dall’Isola del Giglio e il più
recente all’Isola di Ponza, in condizioni in cui
le comunita’ e gli “uomini di mare” hanno scarse
informazioni sulla specie e su come gestire
queste situazioni. Oltre agli incontri con le
scuole, la mostra fotografica, le proiezioni di
documentari sulla specie e attività didattiche
gli esperti hanno anche potuto fare il punto
sulle più aggiornate conoscenze sulla specie.
“E’ importante poter preparare le comunità ad
un possibile ritorno della specie non solo
attraverso gesti simbolici ma altresì divulgando
il più possibile, anche con l’aiuto di esperti e
gruppi che si dedicano da anni a questa specie,
informazioni più aggiornate possibili sulle
condizioni di vita delle foche monache nel
Mediterraneo – ha dichiarato Camilla Crisante,
Presidente del WWF Abruzzo - Va vista proprio in
questo quadro l’attività’ che viene svolta dal
Gruppo Foca Monaca; attività senza la quale non
potremmo avere conoscenza dello stato della
presenza di un gioiello del Mediterraneo, una
tra le specie più rare al mondo”.
“Questa lunga estate di avvistamenti ha
portato alla ribalta la specie che, purtroppo
nel passato, molti esperti avevano data per
praticamente estinta. I segnali che arrivano da
più aree delle nostre coste ci fanno invece
credere che la situazione sia molto promettente.
Il nostro Gruppo, fondato nel 1985 anche con il
sostegno del WWF, raccoglie dati e
informazioni da 13 anni che sono stati raccolti
oggi in una speciale Mappa - ha dichiarato
Emanuele Coppola, documentarista e promotore del
Gruppo Foca monaca – Sono 27 gli avvistamenti
che hanno potuto avere una validazione da parte
del Gruppo Foca Monaca, a fronte di varie
decine
di segnalazioni che in molti casi sono state
giudicate dubbie o non sufficientemente
supportate da elementi certi. L’animale ha
dunque frequentato in questi anni le coste della
Sardegna, delle Isole Egadi in Sicilia, dello
Ionio, della Puglia, della Toscana e delle Isole Pontine. La validazione segue un preciso
protocollo e questi avvistamenti dimostrano la
presenza di alcuni nuclei di Foca monaca nelle
nostre acque e addirittura in alcuni casi
un’attività riproduttiva nel nostro paese.
Queste affermazioni sono il frutto di meticolosi
controlli sulle informazioni pervenute,
confrontati con l’esperienza diretta sulla
specie da parte degli esperti del Gruppo,
esperienza che deriva dall’altra importante
attività svolta dal Gruppo stesso, che consiste
nel guidare piccoli gruppi di appassionati in
visite alle aree di studio in Turchia, dove il
contatto diretto con i rari animali e’ possibile
e quasi garantito.
Un esempio significativo e’ stata la recente
analisi delle immagini ottenute nella
incredibile segnalazione pervenuta lo scorso
mese di giugno dall’Isola del Giglio.
L’osservazione era stata inizialmente segnalata
nel suo blog da un turista che aveva avuto la
fortuna di realizzare alcuni scatti veramente
eccezionali dell’animale che per quasi un’ora si
era fatto osservare presso la torre di Giglio
campese da una nutrita folla persone incredule.
Gli esperti del Gruppo Foca Monaca hanno
chiesto e ottenuto l’intero set di immagini
scattate al Giglio con macchina digitale
professionale e da una accurata analisi delle
stesse, anzi proprio da alcune delle immagini
scartate perche’ ritenute di qualita’
insufficiente, e’ emerso il dato del tutto
inaspettato anche dal fotografo stesso: le foche
in questione erano in realta’ due e in
particolare gli esperti affermano che senza
ombra di dubbio si sia trattato di una femmina
adulta che si rendeva visibile perche’ impegnata
a sottrarsi alle avances irruente di un maschio
dominante. Questo ci ha dimostrato come sia
importante analizzare con esperienza e cura le
segnalazioni e gli avvistamenti che le cronache
spesso riportano, in maniera da poter fornire un
quadro d’insieme che è essenziale se si ha
voglia di conoscere e proteggere questa specie
nei nostri mari”. |
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Gli studenti che hanno partecipato
all'iniziativa sono alunni del X
circolo- Via Gioberti- Pescara (4ª A e 4ª
B)
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“La foca del Mediterraneo è uno dei mammiferi
più rari al mondo e appartiene ad una regione
considerata dal WWF una delle priorità globali,
al pari dell’Amazzonia o del Congo. E’
un’animale che appartiene a quel gruppo di
predatori tipici di quest’area e che fanno parte
della cultura e dell’identità del nostro paese,
insieme all’orso, il lupo, la lince – ha
dichiarato Antonello Pollutri , Referente
Biodiversità del WWF Italia - In particolare il
28% delle specie marine del Mediterraneo risulta
endemico, ovvero, ‘tipico’ di questa regione,
700 sono le specie ittiche delle quali 110 sono
di fatto risorse oggetto di pesca. 15 sono le
specie di cetacei regolarmente presenti tra cui
anche una popolazione “mediterranea” di
Balenottera comune. In zone costiere e
pelagiche, si trovano aree di nursery per squalo
bianco, squalo grigio, e verdesca. È una delle
aree più importanti per la riproduzione di
tartarughe marine. Rappresenta, poi, la zona di
riproduzione e reclutamento del tonno rosso,
nonché la zona di pesca più importante al mondo
di questa specie. Il tonno rosso è al momento la
specie di maggior valore commerciale a livello
globale, e una commodity capace influenzare i
meccanismi commerciali tra i mercati ittici più
influenti al mondo, ovvero Giappone, Europa e
Stati Uniti. Questo delicato intreccio di
biodiversità, valori culturali e produttività, è
minato da cause antropiche, quali il consumo del
suolo, la perdita di habitat, la frammentazione,
la desertificazione, la pesca eccessiva, il
relativo bycatch, nonché l’inquinamento nelle
sue molteplici forme. Di tutto ciò ne sono causa
principale l’urbanizzazione e il turismo;
fattori d’innesco di impatti diretti e indiretti
sulla biodiversità, catalizzati, a loro volta,
dall’incipiente cambiamento climatico”. |
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Ufficio stampa WWF Italia – tel. 06-84497377
Ufficio stampa WWF Abruzzo: 085- 4510236
Il sito del WWF Italia:
www.wwf.it
Il sito del Gruppo Foca Monaca:
http://www.focamonaca.it/File_htm/GRUPPO%20FOCA%20MONACA.htm |
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Correlato |
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WWF: Conferenza per
gli alunni sulle foche
monache |
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Pescara, 21 Ottobre
2009 - Domani, GIOVEDÌ 22 OTTOBRE
ALLE ORE 11.15 PRESSO il CLUB NAUTICO Porto
Turistico della Marina di Pescara, Via Giovanni
XXIII.
SI TERRÀ UNA
CONFERENZA STAMPA
sulla situazione delle Foche monache nel
Mediterraneo.
Verrà presentata inoltre l'iniziativa "Una
statua per Komiza".
Interverranno esponenti ed esperti del WWF
Italia e del gruppo Foca monaca
Al termine di un'estate particolarmente ricca di
avvistamenti e in preparazione del countdown
2010 per la Biodiversità, il gruppo Foca monaca
ed il WWF organizzano a Pescara una giornata
dedicata ad uno dei mammiferi più rari del
Mediterraneo.
L'evento coincide con la partenza dal Porto di
Pescara di una statua che rappresenta una foca
con il piccolo che verrà trasferita il giorno
seguente a Komiza, in Croazia, una delle aree
più interessanti del Mediterraneo per questa
specie.
SCOPO DELL'INIZIATIVA È DIVULGARE LE
INFORMAZIONI PIÙ AGGIORNATE SULLE CONDIZIONI DI
VITA DELLE FOCHE MONACHE NEL MEDITERRANEO E
PREPARARE LE COMUNITÀ LOCALI AL POSSIBILE
RITORNO DELLA SPECIE.
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
Ore 10.30 arrivo degli studenti (3
classi di 4' e 5' elementare)
ore 10.45 presentazione evento e Mostra
fotografica. Proiezione del documentario "il
respiro della foca monaca" di Emanuela Coppola,
a seguire realizzazione dei disegni da parte
degli studenti destinati ai loro coetanei che
accoglieranno la statua a Komiza
ore 11.15 Conferenza Stampa
ore 12.00 Presentazione della statua e
consegna dei messaggi e disegni preparati dagli
studenti. |
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per informazioni :
Uff. stampa WWF Italia- tel. 06-84497377
Uff. stampa WWF Abruzzo-tel. 333-8391147 |
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Statua foca monaca |
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