Direttore  Responsabile Ludovico RAIMONDI
Collaboratore Vincenzo RAIMONDI
www.giulianovailbelvedere.it, sede legale a Giulianova (Te), Viale dello Splendore 12/a
Redazione
Opinioni
WebCam
Meteo
I ricordi
Fotogallery
Link vari
 Sport
} Giulianova Calcio
} Calcio
} Atletica
} Basket
} Canottaggio e Vela
} Ginnastica
} Pallavolo
} Pattinaggio
} Tennis
} Altri sport
 Attualità
} Cultura
} Eventi
} Politica
} Servizi Sociali
} Scuola
} Turismo
} Altri fatti
 News

Giulianova

Provincia

Regione

In Italia

In Europa

Nel Mondo

News

} Ambientalisti: Cosa fa la Regione per il blocca Centro-Oli?

Giovedì 8 Ottobre - La rete di sessanta associazioni e comitati "Emergenza Ambiente Abruzzo" chiede formalmente di incontrare il presidente Chiodi per conoscere se e quali atti istituzionali la Regione dei Parchi intende portare avanti per contrastare la deriva petrolifera in Abruzzo. Il tempo stringe. Al di la' delle continue nuove richieste di perforazioni che stanno interessando le province costiere sia in terra che in mare, e' ormai prossima la scadenza della Legge 14/2008 - la cosiddetta Legge blocca Centro Oli - fissata per il 31 dicembre 2009 e che vieta attivita' di estrazione petrolifera nella nostra regione. Emergenza Ambiente Abruzzo pensa che sia giunta l'ora di un confronto franco e democratico con il presidente della regione Gianni Chiodi su questo tema. Si chiede una posizione precisa - qualunque essa sia - non fatta di parole ma avvalorata da atti istituzionali. L'attivismo dei cittadini, le professionalita' dei singoli, le competenze e l'esperienza delle associazioni storiche che si occupano di ambiente hanno portato alla stesura di numerosi documenti di contrarieta' al proposto progetto di perforazione del pozzo Elsa2, nelle acque antistanti Ortona, tutte regolarmente inviate al ministero dell'Ambiente. Ben quattordici osservazioni sono state redatte, fra cui quelle della Provincia di Chieti, della Confcommercio, di Assoturismo, del WWF, dei comuni di Miglianico e Francavilla, della Federazione Autonoma Balneare, della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola Impresa, e dalla diocesi di Lanciano/Ortona. Agli enti si sono uniti testi di liberi professionisti, scienziati, operatori turistici.

Un'azione corale dovuta alla grinta e determinazione della scienziata Maria Rita D'Orsogna, che ha saputo unire tante realta' diverse, ma unite dalla stessa preoccupazione di salvare il patrimonio naturale dell'Abruzzo per le generazioni future.

Se da un lato i cittadini si sono mobilitati in massa in occasione di Elsa2, l'impegno della classe politica a livello regionale e' stato latente. Poiche' la problematica investe meta' del territorio regionale, Emergenza Ambiente Abruzzo ha bisogno ora di sapere, in maniera chiara e concreta, quale sia la posizione del governatore d'Abruzzo, Gianni Chiodi e dell'assessore all'ambiente Daniela Stati in merito all'imminente petrolizzazione della regione.

Emergenza Ambiente Abruzzo vuole sapere se le piu' alte cariche d'Abruzzo intendono farsi interpreti della volontà popolare presso le istituzioni centrali o se invece vogliano restare meri spettatori della fine dell'Abruzzo che conosciamo oggi.

Emergenza Ambiente Abruzzo

(rete di associazioni)

info: Maria Rita D'Orsogna, Docente della CSUN Los Angeles, mobile: 001 310 570 5591

Dante Caserta, Consigliere Nazionale WWF, mobile: 335 8155085

Angelo Di Matteo, Presidente Legambiente Abruzzo, mobile: 347 8489363

} WWF:  Per l’Abruzzo un futuro tra petrolio e nucleare?

Pescara, Venerdì 2 Ottobre - Come è il futuro energetico dell’Abruzzo? Non buono a giudicare dalle omissioni e dai ritardi che stanno caratterizzando le azioni del Governo regionale in questo settore. Il dato di partenza è che la Regione Abruzzo non ha ancora approvato lo strumento di pianificazione di settore, il Piano Energetico Ambientale Regionale che la precedente Giunta predispose, ma non fece approvare, e sul cui destino l’attuale Giunta non ha ancora fatto chiarezza.

Nel concreto, però, mentre in Abruzzo non si decide, altrove si decide per l’Abruzzo. La deriva petrolifera colpisce la nostra regione il cui territorio è al 50% interessato da concessioni per ricerche ed estrazioni di idrocarburi. È di ieri la notizia del ritiro dalla competente commissione del Consiglio regionale della legge sulle royalties che non avrebbe impedito la realizzazione di una raffineria in Abruzzo, né tanto meno avrebbe posto un freno all’estrazione di petrolio in mare e sulla terra ferma.

In pratica la Regione ha perso mesi di tempo senza ottenere nulla, predisponendo un testo normativo talmente inefficace da doverlo addirittura ritirare (nonostante fosse stato presentato dallo stesso Presidente Chiodi e dal capogruppo del principale partito di governo). Nel frattempo si avvicina il 31 dicembre 2009, termine di efficacia della cosiddetta legge blocca Centro Oli (legge peraltro impugnata dal Governo nazionale davanti alla Corte Costituzionale).

L’attuale Governo regionale sembra non aver compreso che per l’Abruzzo si sta delineando un futuro nero e non sembra impegnato ad impedirlo. Le dichiarazioni di principio di contrarietà alla realizzazione di un Centro Oli ad Ortona non sono più sufficienti, perché il problema non è la localizzazione di un Centro Oli in un sito piuttosto che un altro, ma individuare una strategia per impedire che l’Abruzzo scivoli verso la deriva petrolifera.

E come se non bastasse è mancata anche la difesa dell’Abruzzo dal pericolo di creare una centrale nucleare sul nostro territorio e sul quello limitrofo. Lo scorso 11 settembre WWF, Greenpeace e Legambiente hanno invitato tutte le regioni italiane a ricorrere davanti alla Corte Costituzionale per fermare la legge n. 99/2009 che centralizza le procedure per la scelta di siti dove costruire centrali nucleari, militarizzando di fatto le aree scelte dal Governo nazionale ed esautorando le Regioni e gli Enti locali da qualsiasi possibilità di intervenire nei processi decisionali. Ebbene, mentre 12 regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Molise che rappresentano circa il 60% del territorio italiano) hanno deciso di impugnare la legge, ed altre come Veneto, Sicilia e Sardegna hanno già manifestato formalmente la loro contrarietà ad ospitare centrali, il nostro Governo regionale ha preferito guardare dall’altra parte, rinunciando di fatto a rivendicare il proprio diritto a decidere se e dove far realizzare una centrale nucleare in Abruzzo. È questo il futuro che si vuole per l’Abruzzo? È così che si difendono gli interessi degli abruzzesi?

Dante Caserta -consigliere nazionale WWF

}

Wwf: La Regione tace sull'appello dell'11 settembre

Mercoledì 23 Settembre - Ancora nessuna comunicazione dalla Regione Abruzzo circa l'appello lanciato da WWF, Greenpeace e Legambiente lo scorso 11 settembre a tutte le Regioni italiane. Nella lettera-appello si invitano i Governatori e gli assessori competenti ad impugnare di fronte alla Corte Costituzionale la norma contenuta nella legge 99/2009  che in sostanza  da modo al Governo Centrale, in materia di Nucleare,   di scavalcare completamente  le Regioni e gli Enti Locali, di ridurre la possibilità di informazione dei cittadini fino ad arrivare alla militarizzazione degli impianti la cui localizzazione sarà proposta da operatori privati.  (almeno quattro le sentenze della Corte Costituzionale -n. 242, 285 e 383 del 2005 e n. 247 del 2006- a sostegno del ricorso).

 La "delega nucleare" al Governo prevista dalla Legge 99/2009 mette fuori gioco, infatti, le Regioni sulla localizzazione degli impianti nucleari per la produzione dell’energia elettrica, sugli impianti per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi o per lo smantellamento degli impianti nucleari, in pieno contrasto con quanto stabilito dal Titolo V della Costituzione sui poteri concorrenti delle Regioni in materia di Governo del territorio e sul rispetto del principio di leale collaborazione.

Ad oggi quattro Regioni : Calabria, Toscana, Liguria e Piemonte (l'Emilia Romagna sta per aggiungersi)  hanno già impugnato detta Legge di fronte alla Corte Costituzionale.

I termini per presentare il ricorso stanno per scadere: le Associazioni chiedono pertanto al Governatore Chiodi e agli amministratori abruzzesi tutti di prendere una decisione quanto prima, in modo da impugnare un provvedimento che potrebbe rendere impossibile un ruolo delle Regioni a tutela di una procedura che sia in ogni caso democratica e trasparente.

Camilla Crisante                                                                  Presidente WWF Abruzzo

 

 
 
 
 
 

  Testata giornalistica iscritta al n° 519 del 22/09/2004 del Registro della Stampa del tribunale di Teramo