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Hollywood,
Mercoledì 18 Agosto 2010 - Gli
avvenimenti, i ricordi, le statistiche, le
glorie degli atleti dello sport che fu, tornano
a galla riaccendendo l’interesse del mondo
sportivo, offrendo paragoni mai pensati sino ad
oggi.
Immortalati come i
nostri moderni eroi con statue di bronzo e
presenti sulle prime pagine, gli “eroi” della
Roma imperiale, ed in questo caso gli aurighi,
guidatori di bighe, scrissero pagine memorabili
di coraggio, forza e decisione che il tempo non
può dimenticare.
Il soggetto ci
riporta dinanzi la figura del grande attore
Charlton Heston deceduto nel 2008 all’eta’ di 84
anni, affetto dal morbo Alzheimer .
Charlton era nato
nell’Illinois col nome di John Charles Carter (Heston
questo il suo nuovo cognome). Frequentate le
scuole medie, si iscrisse ad un corso di
recitazione offrendo ottimi risultati che gli
fruttarono borse di studio per la Northwestern
University.Nel 1944 Heston si arruolò nella
United States Army Air Force col grado di
Sergente.
Il
cronista
(Lino
Manocchia a destra, con Heston; ndd)
ebbe il piacere di
conoscere Charlton in occasione della Prima
Mondiale a New York del film “Ben Hur” (18 Nov.1959)
di ritorno dall’Italia, dove l’attore aveva
girato la maggior parte delle scene imperiali di
Roma. Abbronzato, sorridente, con la sua voce
baritonale era emozionato. Gli avevano appena
offerto la parte di Mose’ nei “Dieci
comandamenti” che vide la luce nel 1961. Nel
corso della nostra cordiale conversazione il
cronista chiese: Charlton, che giudizio riporti
dell’Italia?.
Fu come aprire un
rubinetto d’acqua senza freni.
“Ho recitato imbevendo momento per momento i
ricordi di tanti anni dopo Cristo. Sognavo
quando ci allineavamo per la gara di bighe, quel
Colosseo, quelle divise dei soldati romani! Era
tutto un sogno irreale... ma vero. Ho lavorato
come un forsennato, mi bruciavano le mani ed i
piedi, ma in quei momenti non me ne accorgevo”.
Charlton, per gli
amici “Chuck”, “si sentiva romano, italiano,
soldato di Cesare, cittadino della nazione più
ricca di storia”. E questo ci rendeva felici!
Chuck
era un appassionato
collezionista di
armi da fuoco
(nella foto a
destra).
In una casa (di 6 stanze) costruita
appositamente, alla periferia di Hollywood,
custodiva 500-600 pezzi vari, perfettamente
allineati e lucidi. Ma l’attore non era un
esperto tiratore, pur amando la caccia.
“Questi oggetti”
diceva ”servono a tenermi vivi i ricordi, le
situazioni, glorie e sconfitte. Le armi non
uccidono, è l’uomo che uccide”.
Heston nella sua
lunga carriera cinematografica fu impegnato in
film dalle trame catastrofiche e
fantascientifiche, tuttavia il ruolo preferito
era quello nel filone epico-storico, come “El
Cid” e “Kartum” che gli valsero l’Oscar per il
miglior attore, e per cui oggi sopratutto e’
ricordato.
Charlton non
avrebbe mai smesso di parlare del film che lo ha
proclamato “eroe”: BEN HUR, la storia che narra
del principe ebreo Giuda Ben-Hur, tradito dal
suo vecchio amico d’infanzia il tribuno romano
Messala. Ben Hur trovo’ la sua vendetta in
occasione della grandiosa corsa delle quadrighe
al Circo di Antiochia,una delle piu’
spettacolari scene d’azione della storia del
cinema. Il film fu ispirato all’omonimo
romanzo del generale Lee Wallace da cui sono
stati tratti altri due film precedenti,divenuti
punti di riferimento del cinema muto.
L’epico film Ben
Hur, diretto dal grande regista William Wyler,
resse il record per 38 anni, fino all’uscita di
“Titanic”.
INTRIGANTE SCOPERTA
E’
di questi giorni la notizia di una eccezionale
scoperta archeologica che propone il paragone
con Tiger Wood il quale, secondo Forbes, avrebbe
guadagnato nella sua carriera più di un
miliardo. ”Una nullità“ scrive il prof
Peter Struck ”rispetto a quelli di un auriga
delle corse di bighe nella Roma dopo Cristo”.
Secondo il prof Struck sarebbe
apparsa l’iscrizione su marmo dove si cita
l’auriga Gaius Appeleius Diocles, vincitore di
oltre 36 milioni di sestersi di premi, pari a
circa 15 miliardi di dollari. Una “paga”
superiore ad un governatore di una provincia
dell’Impero. Erano tutti di proprietà
dell’auriga o dovevano essere spartiti con il
“patron” della fazione?
Una cosa è certa:
che quelle spettacolari corse hanno tramandato
tanti dettagli usati dall’ippica internazionale,
a cominciare dai colori delle casacche. Quelle
corse presentato nel Circo Massimo di Roma,
vedevano una folla letteralmente impazzita
scommettere somme stratosferiche. Si parla
addirittura di 250 mila spettatori, qualcosa che
ci ricorda lo speedway di Indianapolis (con i
suoi 245 mila posti)che noi chiamiamo ”Il
Colosseo d’acciaio”.
Tutti questi
dettagli infervorarono Charlton Heston al punto
di farlo innamorare delle bighe, tanto che, mi
disse ridendo, ”farò costruire una biga in
Italia simile a quella che guidai nel film (Ben
Hur)”. La storia accenna a 24 anni di gare
da parte di Gaius Appuleius Diocies che morì
all’età di 43 anni. Charlton fu una “sorgente”
di film storici. Si ricordano anche il film “23
pugnali per Cesare”, nei panni di Marco Antonio.
Negli anni ‘80 ottenne grande successo dalla
critica per la serie: ”Charlton Heston presenta
la Bibbia”, trasmessa dalla tv. Ha lasciato un
figlio ( Fraser
Clarke Heston) che
fa il regista.
Heston fu
Presidente anche della National Rifle
Association dal 1998 al 2003. |