Direttore  Responsabile Ludovico RAIMONDI
Collaboratore Vincenzo RAIMONDI
www.giulianovailbelvedere.it, sede legale a Giulianova (Te), Viale dello Splendore 12/a
Redazione
Opinioni
WebCam
Meteo
I ricordi
Fotogallery
Link vari

 

News

}

L'angolo acuto di Lino Manocchia

www.giulianovailbelvedere.it alla scoperta dell'America

Cinema-sport

Attraente la scoperta di recenti marmi ed oggetti sportivi del periodo dopo Cristo

Chi è più ricco: Ben Hur o Tiger Wood?

di  Lino Manocchia

L'epica scena delle bighe in Ben Hur

 

Hollywood, Mercoledì 18 Agosto 2010 - Gli avvenimenti, i ricordi, le statistiche, le glorie degli atleti dello sport che fu, tornano a galla riaccendendo l’interesse del mondo sportivo, offrendo paragoni mai pensati sino ad oggi.

Immortalati come i nostri moderni eroi con statue di bronzo e presenti sulle  prime pagine, gli “eroi” della Roma imperiale, ed in questo caso gli aurighi,  guidatori di bighe, scrissero pagine memorabili  di coraggio, forza e decisione che il tempo non può dimenticare.

Il soggetto ci riporta dinanzi la figura del grande attore Charlton Heston deceduto nel 2008 all’eta’ di 84 anni, affetto dal morbo Alzheimer .

Charlton era nato nell’Illinois col nome di John Charles Carter (Heston questo il suo nuovo cognome). Frequentate le scuole medie, si iscrisse ad un corso di recitazione offrendo ottimi risultati che gli fruttarono borse di studio per la Northwestern University.Nel 1944 Heston si arruolò nella United States Army Air Force col grado di  Sergente.

Il cronista (Lino Manocchia a destra, con Heston; ndd) ebbe il piacere di conoscere Charlton in occasione della Prima Mondiale a New York del film “Ben Hur” (18 Nov.1959) di ritorno dall’Italia, dove l’attore aveva girato la maggior parte delle scene imperiali di Roma. Abbronzato, sorridente, con la sua voce baritonale era emozionato. Gli avevano appena offerto la parte di Mose’ nei “Dieci comandamenti” che vide la luce nel 1961. Nel corso della nostra cordiale conversazione il cronista chiese: Charlton, che giudizio riporti  dell’Italia?.

Fu come aprire un rubinetto d’acqua senza freni.

“Ho recitato  imbevendo  momento per momento i  ricordi di tanti anni dopo Cristo. Sognavo quando ci allineavamo per la gara di bighe, quel Colosseo, quelle divise dei soldati romani! Era tutto un sogno irreale... ma vero. Ho lavorato come un forsennato, mi bruciavano le mani ed i piedi, ma in quei momenti non me ne accorgevo”.

Charlton, per gli amici  “Chuck”, “si sentiva romano, italiano, soldato di Cesare, cittadino della nazione più ricca di storia”. E questo ci rendeva felici!

Chuck era un appassionato 

collezionista di armi da fuoco (nella foto a destra). In una  casa  (di 6 stanze) costruita appositamente, alla periferia di Hollywood, custodiva  500-600 pezzi  vari, perfettamente allineati e lucidi. Ma l’attore non era un esperto tiratore, pur amando la caccia.

“Questi oggetti” diceva ”servono a tenermi vivi i ricordi, le situazioni, glorie e  sconfitte. Le armi non uccidono, è l’uomo che uccide”.

Heston nella sua lunga carriera cinematografica fu impegnato in film dalle trame catastrofiche e fantascientifiche, tuttavia il ruolo preferito era  quello nel filone epico-storico, come “El Cid” e “Kartum” che gli valsero l’Oscar per il miglior attore, e per cui oggi sopratutto e’ ricordato.

Charlton non avrebbe mai smesso di parlare del film che lo ha proclamato “eroe”: BEN HUR, la storia che narra del principe ebreo Giuda Ben-Hur, tradito dal suo vecchio amico d’infanzia il tribuno romano Messala. Ben Hur trovo’ la sua vendetta in occasione della grandiosa corsa delle quadrighe al Circo di Antiochia,una delle piu’ spettacolari scene d’azione della storia del cinema. Il film  fu ispirato all’omonimo romanzo  del generale Lee Wallace da cui sono stati tratti altri due film precedenti,divenuti punti di riferimento del cinema muto.

L’epico film Ben Hur, diretto dal grande regista William Wyler, resse il record per 38 anni, fino all’uscita di  “Titanic”.

INTRIGANTE SCOPERTA

E’ di questi giorni la notizia di una eccezionale scoperta archeologica che propone il paragone con Tiger Wood il quale, secondo Forbes, avrebbe guadagnato nella sua carriera più di un miliardo. ”Una nullità“ scrive il prof Peter Struck ”rispetto a quelli di un auriga delle corse di bighe nella Roma dopo Cristo”.

Secondo il prof Struck sarebbe apparsa l’iscrizione su marmo dove si cita l’auriga Gaius Appeleius Diocles, vincitore di oltre 36 milioni di sestersi di premi, pari a circa 15 miliardi di dollari. Una “paga” superiore ad un governatore di una provincia dell’Impero. Erano tutti di proprietà dell’auriga o dovevano essere spartiti con il “patron” della fazione?

Una cosa è certa: che quelle spettacolari corse hanno tramandato tanti dettagli usati dall’ippica internazionale, a cominciare dai colori delle casacche. Quelle corse presentato nel Circo Massimo di Roma, vedevano una folla letteralmente impazzita scommettere somme stratosferiche. Si parla addirittura di 250 mila spettatori, qualcosa che ci ricorda lo speedway di Indianapolis (con i suoi 245 mila posti)che noi chiamiamo ”Il Colosseo d’acciaio”.

Tutti questi dettagli infervorarono Charlton Heston al punto di farlo innamorare delle bighe, tanto che, mi disse ridendo, ”farò costruire una biga in Italia  simile a quella che guidai nel film (Ben Hur)”. La storia accenna a 24 anni di gare da parte di Gaius Appuleius Diocies che morì all’età di 43 anni. Charlton fu una “sorgente”  di film storici. Si ricordano anche il film “23 pugnali per Cesare”, nei panni di Marco Antonio. Negli anni ‘80 ottenne grande successo dalla critica per la serie: ”Charlton Heston presenta la Bibbia”, trasmessa dalla tv. Ha lasciato un figlio ( Fraser

Clarke Heston) che fa il regista.

Heston fu Presidente  anche della National Rifle Association dal 1998 al 2003.

LINO MANOCCHIA

Lino Manocchia è nato a Giulianova il 20 febbraio del 1921, primogenito del giornalista e scrittore, il Cav. Francesco Manocchia, e di Filomena Spadacci.

Ha incontrato ed intervistato personaggi come: Frank Sinatra, Dean Martin, Perry Como, Rocky Marciano, Juan Manuel Fangio, Mario Andretti e tanti altri illustri personaggi. Durante il lavoro con Voice of America, Manocchia ha avuto modo di intervistare cinque Presidenti americani: Eisenhower, Kennedy, Johnson, Carter e Clinton.

 

 
 
 
 

  Testata giornalistica iscritta al n° 519 del 22/09/2004 del Registro della Stampa del tribunale di Teramo