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L'angolo acuto di Lino Manocchia

www.giulianovailbelvedere.it alla scoperta dell'America

da Washington: Al femminile la corsa alla presidenza 2012

Giochi e giochetti a pochi giorni dalle elezioni per la Camera

 

DEMOCRATICI E REPUBBLICANI LOTTANO PER IL POTERE CON UN OCCHIO AL TEA PARTY

 

Il fenomeno politico, caro alla storia, si ripete questa volta con piu’ intensita’ per la presenza delle ”primule rosse” guidate da Sarah Palin che mira al Presidenziato degli Stati Uniti.

 

 

di Lino Manocchia

  

Washington, Giovedì 28 Ottobre 2010. La politica Americana e’ in ebollizione, pur se caotica, bislacca, incerta. Repubblicani, democratici ed il Tea Party sono alla ricerca di cinque voti guida in 13 distretti, che confermino o meno la superiorita’ numerica del Partito del Presidente Obama. Dalla Florida alla California, dall’Arizona al Michigan diversi sono i candidati di differenti razze e differenti idee che aspirano a portare a casa il titolo di deputato, senatore o governatore dello Stato.

Regna la piu’ abulica e strana situazione, che la stampa alimenta giornalmente, nella quale sono coinvolte diversita’ ideologiche ed etiche che rappresentano il muro delle elezioni.

A sud (Florida, Arizona, Texas) i repubblicani si oppongono all’aiuto degli “illegali”, i quali  chiedono l’ammissione  al sistema di vita americana o per essere figli di cittadini americani o perche’ hanno trascorso un lungo periodo nel territorio Yankee, lavorando, guadagnando bei soldoni, senza pagare le tasse ed approfittando dell’aiuto sanitario. I dirigenti del gruppo “anti illegali” affermano che essi riconosceranno la legalita’ soltanto quando una “vera” barriera dividera’ il Messico e gli Usa e...gli “illegali” avranno risposto al regolamento d’ammissione. Un altro gruppo non e’ favorevole all’esclusione, ma chiede  che gli agenti dell’ordine possano fermare un sospetto per controllare i documenti. Insomma e’ proprio vero. ”Quando ci sono troppi galli non si vede mai  giorno”. Comunque questi illegali rappresentano un  pericolo per i repubblicani i quali “vogliono” vincere  i posti vacanti per ottenere la maggioranza assoluta.

Anche qui i  pensierosi, scaltri dirigenti danno ad intendere di essere in bilico con la situazione, forse pensando che l’avvento dei Tea Party portera’ via tanti voti mettendo a repentaglio la  sicurezza di vittoria...

“Certamente vinceremo” dicono ”ma il successo potrebbe essere  un’altra vittoria di Pirro”.

Essi sanno che “abbracciando” le due Camere  stringeranno la mano alla situazione economica che naviga in acque procellose, scaturite durante il periodo Bush e proseguite con l’attuale Presidente Obama. Dunque...”vacanza” penosa che dovra’ trovare la conferma nel 2012 quando  milioni di cittadini si  recheranno alle urne per cambiare o confermare il Capo della Nazione.

Mancano ancora due anni. Molte  novita’ sono state esposte ed approvate dal Governo attuale, altre verranno  portate a termine, pur se con  il parere contrario del “Partito del NO” che non riesce a lenire lo scotto di due anni fa e pertanto si nasconde dietro il paravento negativo, concentrandosi soltanto ad accusare il Governo. Intanto il 2 Novembre prossimo diversi milioni di votanti sceglieranno il nuovo (deputato o senatore) entrante o  uscente.

Anche gli italo americani - nuovi o vecchi - tentano la carta vincente, la maggioranza in pessime condizioni politiche. L’ex deputato del Colorato Tom  Tancredo vuol ripetere i  6 anni trascorsi a Washington ma la sua posizione barcolla in terza piazza. Motivo: Non avendo trovato  un responso favorevole nei due Grandi partiti, si e’ gettato nelle braccia del Tea Party diventando uno scalmanato ricco propagandista.

IL TEA PARTY

Gia’ il “TEA PARTY”, che ha “usurpato il titolo” al noto Boston Tea Party del 1773, l’atto di protesta da parte dei coloni americani diretto contro il governo britannico in relazione alle loro recenti leggi sulla tassazione, o per chi ha letto o studiato la Rivoluzione Francese, può capire senza dubbio di cosa si tratta. Con una sola cognizione: tra qualche giorno gli americani  potranno  intagliare un monumento alla forza del partito o scolpire una lapide al movimento ’politico, ovvero  il movimento elettorale potrà convalidare il Tea Party come una forza  nazionale o spingere i due Partiti Nazionali  a studiare l’impatto del movimento popolare.

“Movimento”  nato per il malcontento economico, per  la  frustrazione e il rancore della costituzione politica che è andato espandendosi con  l’ansietà che circonda l’economia nazionale.

Ora vive in una bolla di sapone con la speranza di un successo elettorale alle elezioni trimestrali.

“Il “movimento” del Tea Party non sarebbe mai  nato se non per il fatto che il pubblico ha perso fiducia nei due Partiti” afferma Sal Russo, 63enne californiano, uno dei dirigenti il partito.

Russo e’ un  vecchio repubblicano ed i membri lo chiamano il Karl Rove, cervello di George Bush, spirito del partito dell’elefante.

“Noi non abbiamo dato vita al partito per colpa di Obama - prosegue Russo – E’ stata l’infelicità, l’incontentabilità del popolo sin dal periodo Bush, il “government” che continuamente cresceva ed il deficit scoppiava”.

Chi se non la bella Sarah Palin (nella foto) poteva generare l’atmosfera bellica in seno al nuovo partito? Ed ecco che l’ex governatrice dell’Alaska, ritiratasi in anticipo dalla carica per tentare la Vice Presidenza degli Usa a fianco del settuagenario John Mc Cain, deciso a prendere in mano le redini di Bush, aziona  la sua  favella, poco consistente in verità, per una “cacciatrice di lupi e volpi dall’aereo”  giunta dal villaggio di Wasilia, dove svolse la carica di sindaco di 600 cittadini, ma  non  sufficiente a convincere le diecine di milioni di votanti che elessero Barack Obama.

In breve, la focosa “primula rossa” decise di darsi anima e corpo al dollaro. Autrice di un libro che dai 30 dollari iniziali fu venduto per $ 4.95, oratrice dalla voce stridula e nevrotica, riuscì a ricevere oltre 125 mila dollari per le sue “conferenze” di 35 minuti. Le donne andarono in visibilio per aver ”scoperto la loro eroina” la quale, dopo una rapida  tumultuosa carriera, decideva di darsi, questa volta, alla Presidenza degli Stati Uniti.

Quale migliore rifugio se non il Tea Party?  I compagni repubblicani non vollero sentirne poichè la loro lista di candidati alla Presidenza supera, attualmente, la dozzina, e Lei la tengono buona con qualche  parola speranzosa. Immaginate una Sara Palin che “vedeva la Russia dal balcone di casa” ( per dimostrare che lei conosceva anche la geografia), che, intervistata, si scrive le risposte di un soggetto sul palmo della mano, che non sa che vi sono due citta’ che portano il nome Washington (Stato  di Washington estrema frontiera degli Usa) e la Capitale nello stato del Maryland, ora si presenta  per diventare Presidentessa, pur sapendo che nel 2012 con Obama che si ripresenta, con i repubblicani che soffrono di ansietà per quel “titolo” e la signora Hillary Clinton che attende soltanto il via dal  marito Bill, se gli americani hanno tempo da sciupare per inseguire l’eroina della rivoluzione.

Rivoluzione che dovrebbe e potrebbe capovolgere tante cose se nei prossimi due anni, come detto, tante situazioni cambieranno aspetto.

Per gli italo americani -non molti- si presentano due  figli di oriundi, che concorrono per il Governatorato degli Stati di New York e Rhode Island, rispettivamente  Carlo Paladino e Frank Caprio i quali hanno arricchito le cronache politico-scandalistiche con la loro deprecabile condotta.

Il primo, oriundo molisano, lotta contro il campano Andrew Cuomo -grande favorito (qui nella foto) - adoperando  linguaggio ed attitudine che non convincono gli elettori, il secondo dopo aver chiesto aiuto al Presidente Obama -assillato da continui discorsi elettorali- ed udito la risposta negativa, ha storto la bocca mandandolo pubblicamente  a quel paese.

I democratici, al momento in cui scriviamo, hanno i “Pool” leggermente in vantaggio, a partire dalla elezione governatoriale -con Andrew Cuomo in testa per la Grande Mela- mentre la Pensilvania, Connecticut e California dovrebbero essere le rifornitrici di nuovi  candidati di origine italo americana.

CANDIDATE MILIARDARIE

Molto seguita è la battaglia per la nomina di senatore dello Stato della California, che saluta da oltre 10 anni la presenza della rispettata  signora  Barbara Boxer, avversa dalla plurimilionaria executive Carly Carlton Fiorina  la quale ha investito di suo oltre 250 milioni di dollari. Il caso vuole che due giorni or sono la signora Fiorina e’ stata ricoverata per infezione postuma di una operazione anti cancro ma oggi ha lasciato l’ospedale.

La California è altresi’ impegnata ad eleggere il nuovo Governatore che sostituisca il diseredato Arnorld Schwarzenegger che lascia lo stato in pietose condizioni economiche. In lotta sono l’attuale Procuratore Generale Jerry Brown e la signora Meg Whitman, ex chairman della nota “Ebay”, coinvolta nello scandalo per una ricca  porzione del suo astronomico conto in banca calcolato ad  un miliardo e mezzo di dollari. Il pool dei due contendenti offre  Brown col 56%  dei punti contro il 43 %  della Whitman, coinvolta nello scandalo per aver impiegato, per nove anni, una domestica “illegale” del Sud America per la quale non ha mai versato i dovuti contributi, affermando di non sapere che  la donna era legalmente “straniera”.

C’e’ chi predice entro il 2020, un governo di vasta portata femminile, e la cosa non meraviglierebbe. E l’Uomo come reagirà?

Lino Manocchia

Lino Manocchia è nato a Giulianova il 20 febbraio del 1921, primogenito del giornalista e scrittore, il Cav. Francesco Manocchia, e di Filomena Spadacci.

Ha incontrato ed intervistato personaggi come: Frank Sinatra, Dean Martin, Perry Como, Rocky Marciano, Juan Manuel Fangio, Mario Andretti e tanti altri illustri personaggi. Durante il lavoro con Voice of America, Manocchia ha avuto modo di intervistare cinque Presidenti americani: Eisenhower, Kennedy, Johnson, Carter e Clinton.

 

 
 
 
 

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