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“COMPROMESSO:
LA
RICETTA PER RICOSTRUIRE IL MOSAICO POLITICO -
ECONOMICO”
Democratici e
Repubblicani sono d’accordo: “Questo non e’
tempo di esultanza.
Concentrarsi “alle top priority,”
di LINO MANOCCHIA
Washington, Mercoledì 3
Novembre 2010
- L’esito finale delle
elezioni americane puo’ essere definito un
“pari”. Il saluto augurale di vittoria del
Presidente Obama al neo eletto Speaker della
Camera, il sempre abbronzato John Boehner,
repubblicano
(nella foto qui sotto),
si e’ concluso con
un augurio “partigiano”: ‘Questo non e’
tempo di esultanze e la parola d’ordine poggia
sui “compromessi” futuri delle due Parti,
concentrandoci
alle “top priority” che assillano il popolo
americano”.
La
cronaca, comunque, offre un quadro che mostra il
trionfo dei “rossi” repubblicani nella Camera
dove hanno conquistato dieci seggi di candidati
straniati dalla situazione finanziaria, confusi
dalle dichiarazioni faziose e tendenziose, e il
consolidamento degli “azzurri” democratici nel
Senato, dove e’ rimasto “leader” della
maggioranza il senatore del Nevada Harry Reed,
che i polls avevano presentato “come un povero
pensionato.”
E’ ovvio che gli
scampanati ”poll” che prevedevano uragani,
tsunami e stragi, son rimasti a bocca amara.
”Obama e’ stato punito” come erroneamente
afferma il direttore di Repubblica, ma i
“polls” delle maggiori agenzie, emersi subito
dopo le elezioni, confermano che tutto l’uragano
finanziario del momento lo si puo’ addossare,
in parti eguali, a Bush 37% a Obama 36%.
Giusta la considerazione
di un collega della Cnn Tv il quale afferma che
“i repubblicani
hanno centrato la campagna contro il Presidente
americano e
non sulla rielezione o meno dei seggi della
Camera e Senato”
.””Per “attaccare”
Obama - afferma l’ex Presidente Bill Clinton -
bisognera’
attendere ancora due anni, poi si vedra’. Per
ora, il numero uno e’ il Presidente che possiede
la penna del “Veto””.
“I repubblicani
hanno imparato diverse lezioni
- commenta un anziano senatore
Repubblicano -. Speriamo che le nuove leve
apportino saggi suggerimenti”.
Vale chiedersi: I repubblicani insisteranno nel
non volere aumentare il livello delle tasse ai
ricchi, (quando un eventuale aumento frutterebbe
centinaia di miliardi usabili per i debiti)
l’annullamento del progetto sanitario, revisione
del sistema pensioni e qualche altra soluzione
adottate dal Presidente?
Tutto da vedersi
dopo la sbandata politica da poco placatasi.
Intanto la Camera ha
registrato l’arrivo di un cospicuo numero di
Indipendenti, o membri del Tea Party, guidati
dal presidente De Mint,
fiancheggiato
dall’oriundo latino-residente floridiano, Marco
Rubio, che ce l’ha fatta nel Senato. Ambedue
propongono un voluminoso pro memoria di idee che
hanno impressionato i decani della politica.
I risultati, ovviamente,
hanno lasciato delusi o giubilanti diversi
italo-americani con
Andrew Cuomo in testa,neo governatore dello
stato di New York che ha battuto
clamorosamente: il criticato Paladino. L’ex
deputato del Colorado Tom Tancredo e’ rimasto a
secco per la sua inversione di politica,
allorche’ abbracciava il Te Party -che ha
fatto ingresso nel campo politico con idee che
hanno fatto riflettere gli “amici” repubblicani
i quali, a loro volta, hanno chiesto agli
“ospiti” di aver pazienza e di seguire la“prassi
politica.” Dal Missouri notevole anche la
vittoria di Palazzo neo deputato. Concreta la
vittoria dei candidati democratici californiani.
Jerry Brown, che all’eta’ di 36 anni divenne
governatore e a 72 anni per la terza volta
dirigera’ il Governo californiano, dopo aver
sconfitto la miliardaria Meg Whitman, la quale
ha investito, in proprio, 140 milioni di dollari
per la campagna elettorale.
Nel contempo la
senatrice Barbara Boxer ha soffocato, sotto la
valanga di voti (62.2% contro 42%), la
quotatissima e ricca signora Carley Fiorini.
La
speaker itaolo-americana Nancy Pelosi
(nella foto)
riceve dalla California l’80% dei voti, ma a
gennaio passera ‘il “gavel” (martelletto) al
repubblicano Bohener, amante del Golf e del
sole.
E l’elettrica Sarah Palin?
L’ex Governatrice (per metà) dell’Alaska ha
vissuto l’entusiasmo del momento,
indirizzando, suggerendo ma ricevendo dagli
”amici” repubblicani molte critiche e
sorrisi di compassione.
L’amico John Mc Cain,
senatore da sempre, che l’aveva scelta per
conquistare
la Vice Presidenza ha commentato: ”Sarah
fara’ bene a starsene buona e serena. Non si
attenda medaglie, apprezzo il suo operato, tutto
qui. Il futuro decidera’, ma credo che Sarah
non tentera’ piu’ la scabrosa strada politica”,
conclude l’anziano senatore.
L’isterica Palin, accusata
di “faziosita” insieme al grassoccio Rush
Linbaugh,
predicatore alla radio, ora potra’ concentrarsi
sulla Fox Tv, accontentandosi del
lauto salario per le sue scialacquate
considerazioni trasmesse ad una massa che,
lentamente, uscira’ dalla nebbia creatasi nei
due anni di comando del Presidente Obama.
Allora il “sogno 2012” , tutto da rifarsi?
“Non crediamo”,
risponde una mezza dozzina di assetati
candidati repubblicani in cerca di gloria.
Una cosa e’certa:
gli Stati Uniti hanno assoluto bisogno di
ricostruire i pezzi dell’infranto mosaico
politico-economico se vorrà continuare a
vantarsi di essere la numero Uno nel mondo. |