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L'angolo acuto di Lino Manocchia

www.giulianovailbelvedere.it alla scoperta dell'America

Speciale 25 Novembre 2010

 

Thanksgiving day:

la festa tradizionale più

sentita d’America

di Lino Manocchia

 

 

New York, Sabato 20 Novembre 2010 - Il Thanksgiving day è la festa più sentita dagli statunitensi. Questa storica tradizione cristiana risale all’anno 1621 Quando fu effettuato il raccolto nel novembre di quell’anno William Bradford, Governatore della Colonia fondata dai Padri pellegrini, la "Plymouth Colony", nel Massachusetts, emise l’ordine a tutti i pellegrini di radunarsi sulla collina “per ascoltare il pastore a rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni”.

I Padri pellegrini, a bordo della Mayflower, erano arrivati sulle coste americane nel 1620 dopo un duro viaggio attraverso l’Atlantico in cui erano periti molti dei 102 pionieri imbarcati, inoltre  anche un inverno luttuoso spinse i superstiti a ringraziare il Signore  ed il proclama del Governatore riuni' tutti  i presenti.

Alla festa i coloni invitarono anche gli indigeni. Nel menù di quel primo Ringraziamento Americano ci furono delle pietanze che divennero tradizione per le Feste, in particolare il tacchino e la zucca insieme ad altre carni bianche, come cervo, ostriche, pesci e torte di cereali.

     Nel 1789 George Washington, il primo presidente degli Stati Uniti d’America, proclamò una giornata nazionale di ringraziamento, cioè il quarto giovedì del mese di Novembre.

 Il Thanksgiven rappresenta per tradizione, come detto, il giorno del ringraziamento e della divisione del cibo con parenti, amici e organizzazioni caritatevoli.

E’ il tacchino il personaggio di lusso di questa data che anticipa il Natale. Infatti, lungo la mitica Broadway una sfilata di carri allegorici, bande di giovani studenti, majorettes e attori, rende felici milioni di genitori ed i loro bambini, i quali, sfidando il freddo, attendono l’ultimo ad arrivare, Santa Klaus - il nostro Babbo Natale -, su una splendida renna trainata da magnifici cervi e accompagnata dalla tradizionale musica natalizia (foto d'apertura). Da quel momento, l’atmosfera quasi morbosa che precede il Natale esplode dalle vetrine dei negozi della Quinta strada, gli alberi di Natale emergono dappertutto, le luci rendono Broadway, con la sua esplosione siderale, la Strada Bianca della Grande Mela, creando il più convulso via vai dell’anno.

Senza contare che durante la settimana  le linee aeree subiscono ingorghi  indescrivibili con  32 milioni di viaggiatori che si spostano per trascorrere la festività con amici e parenti, mentre sulla ampie autostrade si snoda una  gigantesca fettuccia d'acciaio con 42.2 milioni di auto, gli aerei avranno il 4% di viaggiatori ed i treni il 6%, mentre i distributori di benzina rincareranno il  prezzo del carburante, guidati dalla California, New York e Arizona in testa, oscillanti sui  $3.50 al gallone.

IL TRADIZIONALE PRANZO: TUTTI PAZZI PER IL TACCHINO

 Intanto nelle case ben riscaldate, le mamme, le spose preparano il tradizionale pranzo del Ringraziamento. Nelle zone della costa Atlantica è tradizione riempire il grasso e magistralmente abbrustolito tacchino di ostriche, nelle cittadine del sud vige, invece, l’abitudine di condire la carne con la focaccia di granturco, proprio a sottolineare abitudini meno lussuose, infine l’ultimo tipo di condimento del tacchino è quello che usano nel Nord degli States, ovvero con il “wild rice”, una tipica spezie americana. Per il pranzo del Thanksgiven viene usata anche la salsa di mirtillo, fatta con bacche fresche o congelate. Un altro piatto tradizionale di questa festività è per molti – specialmente per gli italo americani – patate dolci, unite a zucchero, spezie e burro, o anche torta di zucca.

 Prima del taglio a fette del succoso tacchino, soprattutto nelle famiglie italo-cattoliche, il più giovane della famiglia recita la preghiera del ringraziamento a Dio, per poi dare il via al più anziano che effettua “l’operazione”. Inutile dire che il pranzo è sempre accompagnato  da un buon bicchiere del migliore vino italiano importato, se non californiano. E da bravi cittadini, gli emigrati  abruzzesi, siculi,toscani, piemontesi, organizzano pranzi che durano ore,senza, lesinare il discorso di occasione.,con i quali ricordano la Patria lontana,i parenti e gli amici

Anche la Casa Bianca, ed il Presidente americano, festeggiano la giornata del ringraziamento. Ed i fotografi non mancano di riprendere i due tacchini bianchi, allevati durante l’anno in maniera presidenziale, uno dei quali verrà “allestito” per il pranzo di famiglia, mentre il secondo viene ”graziato”  dal Presidente che lo invia ad una organizzazione benefica.

 Spesso ci si chiede: Ma quanti tacchini si allevano negli Stati Uniti? Lo stato del Minnesota detiene il primato con un allevamento annuo di oltre  48 milioni di tacchini, seguito dalla Carolina ed altri stati del West.

Concludiamo con un appello rivolto da Wilma Mankiller, Capo della nazione Cherokee, la quale afferma: «Celebriamo il Thanksgivin con il resto degli  americani, forse in diversa maniera o differente motivo. Nonostante tutto ciò che è capitato a noi (indiani), conserviamo la nostra lingua,la nostra cultura,il nostro distinto sistema sociale. Anche se in  un mondo nucleare, noi conserviamo le nostre tribù».

LINO MANOCCHIA

Lino Manocchia è nato a Giulianova il 20 febbraio del 1921, primogenito del giornalista e scrittore, il Cav. Francesco Manocchia, e di Filomena Spadacci.

Ha incontrato ed intervistato personaggi come: Frank Sinatra, Dean Martin, Perry Como, Rocky Marciano, Juan Manuel Fangio, Mario Andretti e tanti altri illustri personaggi. Durante il lavoro con Voice of America, Manocchia ha avuto modo di intervistare cinque Presidenti americani: Eisenhower, Kennedy, Johnson, Carter e Clinton.

 

 
 
 
 

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