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San
Benedetto del Tronto
(Ap),
Venerdì 17 Dicembre 2010 -
Nelle serate di Sabato 18 e domenica 19 dicembre
2010 alle 21.30 presso il Teatro Aikot di San
Benedetto del Tronto, “E’ tutto sotto
controllo”, il recital in onore del poeta
grottammarese Giarmando Dimarti.
L’interpretazione è ad opera del maestro
Vincenzo Di Buonaventura.
A pochi mesi dall’apertura della nuova sede
ufficiale, torna anche per questa stagione con
una programmazione di tutto rispetto, il 27
Aikot. L’amato Teatro sanbenedettese è attivo
dal 1983 grazie all’incontro di attori
professionisti attivi sul territorio nazionale.
Vincenzo Di Bonaventura, che ne è stato il
promotore, ha scelto di percorrere il terreno
della tradizione teatrale italiana, con
riproponimenti vicino all’avanguardia europea ed
americana. Da sempre il maestro propone l’Aikot
come un progetto culturale che costruisce
annualmente un itinerario qualificato nel
panorama della scena teatrale contemporanea.
Un programma organico e coerente teso ad
arricchire l’offerta culturale nel nostro
territorio che con il nuovo spettacolo “E’ tutto
sotto controllo”, non si smentisce di certo.
Dichiara Vincenzo di Bonaventura: “Evocazione
e canto in vocali vuoto salmodio, come direbbe
Ginsberg, denuncia in furore percosso sulla
condizione umana e sul suo ultimo delirio di
morte come autentico peana sul cosmo delle
inettitudini. Dedica ad un poeta straordinario
per lingua e linguaggio per mutamento e catarsi
per dileggio ed inno che malgrado le avversità
dei tempi, ancora preservano l’uomo dalla
disfatta".
A proposito dell’artista grottammarese afferma:
“Giarmando Dimarti è il cantore perverso per
eccesso di abissi e per eccesso di necessità,
mutua il bisogno in desiderio, la cecità in
affanno e si nutre di preveggenza ancora più
inevitabile della stessa visione pervicacemente
riosservata".
Il recital dedicato a Dimarti “E’ tutto sotto
Controllo” rappresenta la sommatoria imperativa
della sua poetica in continuo graffio sulla
liricità dei padri, intende solcare sottilmente
sulle menti capaci di introversione e di pura
riflessione caduca, in quanto egli non dimentica
il travaglio acceso del “homo historia” che pur
divelto dai ricorsi dei tempi, ancora è in grado
di cantare la misericordia necessaria per la sua
salvezza e il suo perdono.
Il recital diviso in 5 fasi si avvale di musiche
e di immagini opportunamente scelte e incide
testimonialmente sul desiderio di canto e
rinascita lirica: raffiche sillabiche fino alla
fine del respiro e verba in vox strumenta in
cadenza ritmica plasma metabolica”. |