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New York,
Giovedì 4 Febbraio 2010
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Da Abruzzo Press:
di Dom
Serafini
Dopo
un devastante terremoto ed il G8, in varie parti
del mondo ci si continua ancora a domandare “ma
dov'é l'Abruzzo?” La risposta standard,
naturalmente, continua ad essere: “dall'altra
parte di Roma”. Ma cosa bisogna fare affinché
l'Abruzzo prenda il suo posto doveroso a fianco
di altre famose regioni? Dopotutto ha tutto ciò
che un turista possa desiderare: mare, colline,
montagne, città d'arte, facilità di trasporto,
centralità geografica, servizi, gastronomia,
moda… Sfortunatamente, quello che manca é la
buona volontà ed abilità politica di fare
dell'Abruzzo una regione di primaria importanza
per il turismo.
Fino ad ora, i
vari assessorati al turismo che si sono
succeduti a livello regionale hanno fatto quello
che volevano, ma non ciò che potevano. Sono
arrivati a New York con brochure e Dvd (non
adatti allo standard Tv Usa); sono andati a
Boston e persino a Los Angeles (creando pure dei
dissapori) a salutare la comunità abruzzese.
Quello che si
poteva fare (ma non c'é mai stata volontà
politica) é di formare un'organizzazione atta a
promuovere la Regione presso le case di
produzione cinematografiche e televisive di
tutto il mondo, la cosiddetta “Film Commission”.
Per la verità una Film Commission in Abruzzo
esiste. Anzi, sulla carta ne esistono
addirittura tre: L'Aquila Film Commission,
l'Abruzzo Film Commission e l'Adriatica Film
Commission. Il problema é che queste non si
vedono e non si sentono.
Basta partecipare
a qualsiasi fiera e conferenza dell'audivisivo
sia in Italia che all'estero per incontrare Film
Commission di molte regioni italiane, ma mai
dell'Abruzzo. Il responsabile a Roma dei fondi
europei Media, Giuseppe Massaro, ha detto
che si sarebbe “informato sull'esistenza della
film commission abruzzese”.
Purtroppo,
l'importanza di una vera, funzionale ed efficace
film commission abruzzese non é apprezzata dai
politici. Eppure la presenza dell'Abruzzo in un
solo film o programma Tv di successo sarebbe
l'equivalente di un milione di euro risparmiati
per la promozione della Regione. Non solo.
Portare in Abruzzo la produzione audiovisiva
nazionale ed internazionale vuol dire dare
lavoro a tecnici, ristoranti, alberghi,
artigiani, e porta ricchezza. Invece si
preferisce spendere soldi per i soliti video
promozionali che nessuno vede perché non vengono
trasmessi da nessuna parte.
Gli appelli non
sono mancati. Recentemente l'editore teramano di
“Cinema e Video”, Paolo Di Maira
ha cercato di presentare un progetto
professionale all'assessore regionale, Mauro
Di Dalmazio, senza essere ricevuto.
Ultimamente ci ha provato anche questo
giornalista, originario di Giulianova, con gli
stessi risultati. Di Maira, che scrive spesso di
film commission, aveva persino ingaggiato un
esperto piemontese. Da parte mia avevo suggerito
un CdA di abruzzesi che operano ad Hollywood ed
in altre capitali mondiali del cinema e Tv per
impostare una linea operativa. Il CdA sarebbe
stato composto da produttori e registi
americani, esperti di turismo internazionale,
rappresentanti del Cram ed editori di riviste
specializzate, come la mia “VideoAge”. Inoltre,
sia “Cinema e Video” che “VideoAge” partecipano
a tutte le principali fiere e festival
audivisivi del mondo, pertanto avrebbero potuto
facilitare il compito della film commission e
far risparmiare. Sfortunatamente, la
promozione dell'Abruzzo non é stata mai tra le
priorità concrete dei politici della Regione.
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