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Giulianova, Lunedì 8 Febbraio -
Ratificata
dall'Italia il 21 gennaio scorso la Convenzione
di Londra sulla responsabilità civile
conseguente all'inquinamento marino, causato da
residui di carburante utilizzato per la
propulsione delle navi, negoziata in seno
all'Organizzazione marittima internazionale
(IMO). L'IMO è una delle Agenzie specializzate
delle Nazioni Unite, volta a promuovere la
cooperazione tra i Paesi membri e a garantire la
sicurezza della navigazione e la protezione
dell'ambiente marino. La Convenzione è stata
adottata per assicurare alle persone danneggiate
dalla perdita di carburanti utilizzati dalle
navi un risarcimento adeguato e tempestivo. Il
campo di applicazione della Convenzione riguarda
i danni occorsi nel mare territoriale e nelle
zone economiche esclusive di pertinenza degli
Stati parti, nonché le misure preventive
rispetto a possibili danni da inquinamento,
ovunque adottate. Composta da un preambolo e da
19 articoli, la Convenzione prende in esame le
dinamiche relative agli incidenti che causano
inquinamento: dalla responsabilità degli
armatori, al campo di applicazione (p. es., le
navi militari sono escluse), dagli obblighi
assicurativi e la relativa certificazione di
validità i cui Stati s'impegnano ad accertare
per le navi che entrano nei loro porti. Gli
ultimi articoli riportano le clausole finali,
tra le quali quella che disciplina la revisione
o la modifica della convenzione, che può
avvenire mediante una Conferenza ad hoc
convocata dall'IMO. |