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L'angolo acuto di Lino Manocchia

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Speciale da Detroit

High-Wire, l'auto del futuro della General Motors: Lino Manocchia da Detroit ce ne svela i segretiHIGH WIRE”: L’AUTO DEL FUTURO CON IL TOCCO ITALIANO

di Lino Manocchia

Detroit, Lunedì 22 Marzo 2010. Qualche anno fa la General Motors diede segni di  voler compiere il primo grande passo nel futuro, presentando un gioiello tecnologico di grande portata: la  “HIGH-WIRE”, una vera e propria macchina del domani, capace di alte prestazioni, ricca di contenuti sofisticatissimi e dotata di una serie di soluzioni talmente innovative.

Osservando l’identikit della vettura, c’e da pensare che essa dovrebbe essere la nuova “ammiraglia” della casa di Detroit. Da far mozzare il fiato!

L’auto del futuro della GM dovrebbe avere: niente motore, niente volante, niente pedaliera.. Non avrà bisogno di benzina e quindi non emettera’ gas di scarico (soltanto un piccolo sbruffo di vapore) eppure si muoverà con la forza e l’eleganza di una Porche. Potrebbe sembrare una esagerazione, di sicuro nelle premesse che la Hi-Wre  appare come un’auto da sogni. La vettura sarebbe completamente programmabile. Il pilota potrà decidere che tipo di assetto utilizzare: freni duri o soffici? Motore sportivo o economico. Basterà deciderlo.

La vettura del domani sarebbe lunga 5 metri, peserebbe 1900 kg, avrebbe un passo di 3114 mm. Il motore sarebbe elettrico, asincrono composto da 200  fuel-cell connesse in serie, lungo 472,largo 251 e alto 49.

NEL DISEGNO C’E’ UN  PO’ D’ITALIA  .

Va ricordato che al design della High-Wire realizzato dagli specialisti della GM  collaborò anche Bertone il quale, stando ai commenti interni della GM, ha influito moltissimo e positivamente sull’ estetica della concept car. Insomma, mentre le altre Case lavorano al dopo-High Wire, gli interni dell'auto del futuro della General Motors:Manocchia non manca di sottolineare che nella linea dell'avveniristica automobile c'è un tocco italiano grazie a Bertonecombustibile fossile, la Gm ha pensato ad un tipo di auto molto diverso da tutte le altre, azionata dalle stesse fuel cells che vengono usate per i viaggi spaziali, una soluzione che si basa su  una realizzazione di idrogeno e ossigeno:addio puzza classica dei motori a benzina, addio smog, addio effetto terra. E tanto per stare  al passo con i tempi, niente cavi  ed aggeggi alquanto antichi che tenevano assieme l’auto sin dalla sua nascita. Oggi (o meglio domani) sarà tutto elettronico, sopratutto per quanto riguarda volante e freno, con quest’ultimo che verrà azionato mediante una leggera ..strizzatina:  alla serie di piccole impugnature permetteranno infatti al pilota di sterzare o frenare. Al posto dello specchietto retrovisore ci sarà una minitelecamera che avvertirà il guidatore di che tipo di strada sta attraversando, fornendogli nel contempo una visione chiara del tratto già percorso, ragguagliandolo sulla velocità di marcia e sul livello dell’idrogeno rimasto nel serbatoio.

I fari, minuscoli, potranno essere inglobati nella carrozzeria occupando uno spazio minimo.

In questo prototipo  dalla linea filante, denominato appunto “High Wire”,la visuale sara’ inoltre eccellente, poichè lo spazio anteriore non sarà occupato dal motore.

Il corpo dell’auto, in fibra di vetro, assomiglierà ad un guscio intercambiabile, quasi un abito, adattabile alle varie occasioni: per recarsi ad un avvenimento sportivo si monterà un “body” casuale, per una serata di rappresentanza un “guscio” elegante.

Fantascienza?  Certo l’idea e’ fantastica, e servirebbe a creare una flotta di auto che non intaccherebbero minimamente l’ambiente. Ma bisognerà vedere come reagirà Detroit a tutte queste  applicazioni tecnologiche.

Sempre col permesso delle “sette sorelle”, però...

LINO MANOCCHIA

Lino Manocchia è nato a Giulianova il 20 febbraio del 1921, primogenito del giornalista e scrittore, il Cav. Francesco Manocchia, e di Filomena Spadacci.

Ha incontrato ed intervistato personaggi come: Frank Sinatra, Dean Martin, Perry Como, Rocky Marciano, Juan Manuel Fangio, Mario Andretti e tanti altri illustri personaggi. Durante il lavoro con Voice of America, Manocchia ha avuto modo di intervistare cinque Presidenti americani: Eisenhower, Kennedy, Johnson, Carter e Clinton.
 
 
 
 

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