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L'angolo acuto di Lino Manocchia

www.giulianovailbelvedere.it alla scoperta dell'America

Speciale da New York

 

L'auto volante sulla rampa di lancio

 

di Lino Manocchia

NEW YORK, Lunedì 9 Agosto 2010 - Per il 31 dicembre è prevista la certificazione FAA di una auto volante del prof. Emeritus Paul Moller, milionario americano, capo della Moller International. Il prototipo inventato dal magnate si chiama Skycar M400. E’ lungo come una fuoriserie, fa 8 chilometri con un litro di etanolo ed è in grado di volare. Ecco dunque l’auto  che anticipa il futuro. Fornita di 4 turboventole, prodotte dalla Moller International, la Skycar in città si comporta come una vettura normale e, dunque, non può superare i 50 chilometri all’ora, ma fuori dai contesti urbani diventa un’altra cosa. Può sollevarsi in verticale e lanciarsi oltre la barriera del suono. Grazie ad una cabina pressurizzata può toccare i nove mila metri di quota ed è dotata di un paracadute (in caso di problemi di funzionamento ai motori).

Con questa auto volante Moller, realizzatore anche di un velivolo sperimentale simile ad un disco volante, con otto pale rotanti presume la possibilità di modificare le abitudini utilizzando una auto in grado di raggiungere qualunque località senza i limiti delle auto.

Gli appassionati dell’industria aerospaziale, settore aerodinamico, sono sorpresi del successo di Moller, che in un certo senso, il vecchio Henry Ford, fondatore della nota Casa, predisse tanti anni fa: «Siate seri, non ridete, poiché una combinazione aeroplano e auto presto apparirà sul cielo e sulle strade  di questo mondo».

La Skycar M400 può uscire dal garage e volare confortevolmente alla media di 275-375 miglia, consumando un gallone (circa 4 litri per coprire 20 miglia), senza disturbare l’atmosfera. Poiché il computer controlla il volo, l’unica cosa che resta da fare al pilota è muovere il controllo nella direzione che intende prendere. Costruita in fibra di plastica rinforzata (FRP), che consente stabilità e sicurezza all’aeroveicolo, la FRP permette al veicolo di ottenere una forza favorevole in rapporto al peso. L’abita-colo può ospitare da uno a sei passeggeri, ha una autonomia di 750 miglia a 11 mila m. di altezza.

   Via il traffico, non luci rosse, niente contravvenzioni di parcheggio. Tutto con un trasporto silenzioso, diretto dal punto A al punto B in una frazione di tempo, o meglio tre mobilità dimensionali al posto di due immobilità dimensionali.

A prescindere dal punto di vista personale su questo prototipo, si tratta solo di un passo provvisorio della nostra evoluzione per l’indipendenza dalla gravità, e la Sky “volantor” M400 potrebbe essere il prossimo passo.

 Il  “Takeoff and landing” non è unico. Gli elicotteri, per esempio, occupano la cronaca sin dagli anni ’50 sino al 1980, gli anni del jet, con lo sviluppo dell Harrier Jump jet, usato dalle forze armate anglo americane. Ma oggi la sfida efficiente, sicura abbordabile che il veicolo VTOL presenta, mandando qualsiasi pendo-lare nello spazio, al di sopra del strade soffocate dal traffico, rimane.

Il dott. Moller (foto) si dice certo che nei prossimi anni verranno realizzati circa 500 esemplari ad un prezzo molto vicino ai luxury car, intorno cioè ai 100 mila dollari, sempre che si usino i motori Wankel rotary, meno costosi dei jet commerciali, capaci di emanare un rumore simile al traffico, al momento del decollo, di breve durata considerata la velocità.

Un precedente esemplare fece uso di benzina, per poi passare al 70%  di Bio ethanol e 30% acqua  non  infiammabile all’esterno del motore, e quindi drammaticamente di basso livello di rischio di fuoco.

La Skycar può ascendere a 10.8 Km alla velocità di 1.4 km al minuto e sollevare 1088 kg di peso.

LINO MANOCCHIA

Lino Manocchia è nato a Giulianova il 20 febbraio del 1921, primogenito del giornalista e scrittore, il Cav. Francesco Manocchia, e di Filomena Spadacci.

Ha incontrato ed intervistato personaggi come: Frank Sinatra, Dean Martin, Perry Como, Rocky Marciano, Juan Manuel Fangio, Mario Andretti e tanti altri illustri personaggi. Durante il lavoro con Voice of America, Manocchia ha avuto modo di intervistare cinque Presidenti americani: Eisenhower, Kennedy, Johnson, Carter e Clinton.
I motori sono stati sempre il "suo" mondo.
 
 
 

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