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WASHINGTON,
Venerdì 5 Marzo.
Il nove marzo
prossimo verrà presentato al pubblico un libro
di vasta importanza, per la penna di Karl
Rove, giornalista e politologo americano.
Il Rove è stato
consigliere per George W. Bush nelle
elezioni per il governatorato del Texas nel 1994
e nel 1998 nonchè per le campagne elettorali per
la presidenza degli Stati Uniti nel 2000 e nel
2004. Il grassoccio politico che i repubblicani
rispettano come un “infallibile santone
politico” è stato uno dei fedelissimi di Bush, e
vice capo dello Staff presidenziale fino alla
data delle sue dimissioni il 30 agosto 2007.
Vari i commenti
sulle dimissioni giunte in un momento critico
per l’ex Presidente Bush, ma bene accette dai
democratici, che non son propensi di
considerarlo un“santone” della politica
sfacciatamente partigiana, che Rove predica dai
microfoni della Fox News, il più delle volte
erronea.
Il nuovo libro, “Courage
and Consequence”, uno dei tanti del vasto
rosario pubblicitario giornaliero, vergato da
Rove che ha dovuto accettare le rivelazioni di
giornali e televisioni del tempo i quali non
nascondono la verità dell’entrata in guerra
dell’America contro l’Iraq.
Karl
Rove, che Bush chiamava “l’architetto”, ammette
nel suo nuovo memoir il fallimento per non aver
trovato in quella nazione armi di “mass
distruction”.
Ammissione che
danneggia il politologo e l’ex Presidente degli
Usa e ammette che se egli, Rove, non avesse
suggerito ripetutamente di attaccare l’Iraq,
senza dubbio Bush non avrebbe dichiarato guerra
con tutte le conseguenze ormai note.
L’autore concede
altresi’ che il suo principale sbaglio fu quello
di non insistere sul presupposto che l’errore
principale lo aveva commesso “l’architetto” e
non Bush che approvava dalla Casa Bianca anche
quello che non era di sua spontanea cognizione,
come il “particolare” della “necessaria guerra
in Iraq.”
Lo scrittore si
chiede: Chissà se Bush avesse saputo
dell’assenza delle armi di ”grande distruzione
“ avrebbe forse dichiarato guerra?
“Il Congresso -
ammette Rove -
non avrebbe sicuramente approvato l’uso di
forze in assenza delle W.M.D. Forse Bush
avrebbe cercato un’altra soluzione onde
costringere Saddam a cambiare il micidiale
regime e accettare le proposte onde porre
fine alle orrende violazioni dei diritti umani
dell’Iraq.”
’La
persistente percezione che la guerra era
ingiustificata continua a colpire la personalità
e la credibilità di Bush a distanza di anni.”
“L’idea differente
ed i conseguenti attacchi dei Democratici,
apparve più solida nel luglio 2003. Fu allora
che noi (repubblicani) avremmo dovuto vedere
tutte le conseguenze velenose di tale azione,
con una spada puntata nel cuore della presidenza
di Bush”.
Rove si sofferma a
trattare le memorie del 2005, dell’Uragano del
Golf Coast (New Orleans) affogata dall’acqua.
Bush fu aspramente criticato per il lento
responso da parte dell’Amministrazione nel porre
rimedio al disastro. ”Bush - afferma Rove
- fece anche il
grande errore accusando il direttore della FEMA,
Michael Brown, con la frase: ”Ha svolto un heck
of job” (un lavoro del cavolo), che i critici
adottarono parlando di George Bush Presidente, e
la lentezza dell’Amministrazione nell’aiuto alla
zona semi distrutta dall’Uragano”.
Carl Rove, nativo del
Texas nel nuovo libro scarica colpi sull’ex
“padrone” definendolo “uno stereotype “ dei
politici di Chicago,”agendo alla svelta e
perdendo con i fatti. Il momento più importante
della “carriera” politica di Bush - fa
notare Rove -
fu l’invasione dell’Iraq e gli attacchi
dell’undici settembre da
parte dei
terroristi, nonostante Saddam Hussein non fosse
responsabile” |