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} E' morto Takimiri, il Re del Circo

Takimiri, al secolo Antonio Taddei, è morto all'età di quasi 100 anni: L'uomo della fune, traduzione del suo pseudonimo giapponese, è considerato un Re del CircoMacerata, Domenica 3 Gennaio 2010 E' morto, quasi centenario, Takimiri, al secolo Antonio Taddei. Takimiri, pseudonimo giapponese che in italiano significa l'Uomo della fune, è considerato un vero Re del Circo, il circense dall'anima profondamente popolare,  amato da tutti, dai più piccoli ai più grandi.

Takimiri è deceduto presso l'Ospedale di Macerata, dove era stato ricoverato per un enfisema. I funerali si terranno Martedì 5 gennaio, alle 11, a Monte S. Giusto, nel maceratese.

Un suo grande amico di Giulianova, Nicola Ieraci, ci ha inviato un  personale ricordo: 

"A quasi 100 anni è morto Takimiri. Il Re del Circo è volato in cielo, mentre suo figlio Ulisse con la moglie e la nipote lavoravano in televisione. Sicuramente adesso si trova nel paradiso dei bimbi, Takimiri non era nato nel circo, praticamente era entrato nel mondo del circo da “gaggio”, da bambino. Dopo la morte della madre si aggregò alla gente del circo, con il ruolo più duro, un bambino operaio. Lui però ben presto fece capire che il suo futuro era quello dell’artista, la sua passione era la cupola del circo, si inventò un numero con una fune, si arrampicava in modi strani e in maniera inusuale, per quel motivo assunse il nome di TAKIMIRI, in Giapponese l’uomo della fune, praticamente un trapezista senza la sbarra. Era capace di fare diventare magica la sua fune, da altezze considerevoli eseguiva volteggi sorreggendosi solo con la forza dei denti, stringendo un attrezzo di cuoio che agganciava alla fune. Si guadagnò anche l’appellativo dell’uomo scimmia, tanto era svelto con il suo attrezzo.

Partì militare in tempo di guerra, si fece onore, rimase ferito poi tornò al circo, aveva una compagna bellissima, con lei generò una stupenda famiglia: nacquero DANGLAR, MIRNA E ULISSE. La sua antica patria erano le Marche, verso gli anni 60 cominciò a venire nel Teramano, amava molto Giulianova. Tutti andavano al Circo, Takimiri conosceva tutti i paesani per nome, insieme a Danglar e Mirna ormai grandicelli, creò un numero con l’ausilio di un giovane ginnasta Marchigiano, a cui fu dato il nome d’arte Pierrò, il numero si chiamava il trio Teddy. Oggi qualcuno ha cercato di imitare il trio Teddy, nessuno c’è riuscito. Il piccolo grande circo Takimiri d’inverno lavorava per la grande famiglia Orfei, la televisione di Stato nel periodo Natalizio trasmetteva uno spettacolo Circense, nella maestà dei numeri di centro, scelsero il trio Teddy, grande imbarazzo dell’onnipotente famiglia Orfei, grande successo per Takimiri, nel suo girovagare in tempi antichi l’arrivo del Circo nei paesi era un grande avvenimento, non tutti avevano i soldi per pagarsi l’ingresso, allora il buon Takimiri organizzava la serata agricola, tutto faceva brodo, e chi non poteva dare nulla, entrava comunque.

Sicuramente Takimiri l’ultimo spettacolo con la fune lo fece a Giulianova, in tarda età, non aveva più il suo fisico possente di una volta, l’arrampicata sulla fune la fece con i muscoli del cuore, negli ultimi anni da artista faceva  il pagliaccio, si dipingeva il naso di rosso, era fortissimo, i bambini lo adoravano. Fumava 50 sigarette al giorno, mai nessuno lo ha incontrato senza la sigaretta in bocca.

Come è possibile vivere quasi cento anni con 50 sigarette al giorno? Il vecchio Re in verità non fumava affatto, teneva la sigaretta in bocca senza aspirare il fumo. Chi lo conosceva bene sapeva che egli metteva la sigaretta in bocca per darsi un tono. Addio Takimiri. Siamo sicuri che in paradiso stai facendo quello che hai fatto in terra. Il suo ultimo dono ai bimbi è un libro da pochi giorni in libreria, il cui guadagno sarà devoluto per la lotta contro la pedofilia".

 

Da www.takimiri.it

TAKIMIRI senza tema di smentita da oltre 60 anni il più famoso complesso circense dell'Adriatico.

Fondatore il grande clown Takimiri, all'epoca acrobata alla fune (Tarzan).
Eseguiva splendide evoluzioni alla corda aerea.
Interprete di un documentario RAI (Geo & Geo) e ospite di varie trasmissioni televisive.

Il circo Takimiri è stato scelto per vari documentari RAI e per le riprese del Film Tv Rai 1 "Don Matteo" con Terence Hill
in un episodio nel quale prendono parte tutti gli artisti del Takimiri.

I suoi artisti si sono esibiti nelle migliori trasmissioni televisive:
il figlio Clown Banana è stato il clown della trasmissione di Rai 1 "Solletico".

Partecipi di molti festival e organizzatori artistici di grandi eventi ad esempio la SFILATA DEI FIORI di Sanremo 2006 che è stata dedicata al Circo.

 

TAKIMIRI PRODUCTION

Via S.Tommaso 146/A

63014 Montegranaro (AP)

Partita Iva 01478470444

C. F. TDDSST63R28L366D

Tel. 338.7283093 – 347.3383146

Tel & Fax. 0734.893529
takimiri@libero.it
info@takimiri.it

Il libro su Takimiri
La straordinaria storia del clown Takimiri. Un uomo, un clown, tante emozioni

Autore: Galanti Romana

Editore: Simple

Data di Pubblicazione: 2010

ISBN: 9788862591423

Dettagli: p. 206

Reparto: Sport e spettacolo

 

Da un articolo del 3 dicembre 2009, pubblicato sul Corriere Adriatico a firma di Isabella Cardinali:

Dici circo e dici Takimiri. “L’uomo della fune”, al secolo Antonio Taddei, ieri mattina (3 dicembre 2009) al La Perla di Montegranaro ha ricevuto l’omaggio della terra che lo ha “adottato” nel corso della presentazione del libro che racconta la sua vita. La vita straordinaria del clown e dell’uomo che si è esibito facendo sorridere centinaia e centinaia di bambini.
Il libro, da questi giorni in tutte le librerie e il cui incasso sarà devoluto all’associazione C.i.f.a. che tutela l’infanzia, è un viaggio “in un mondo dove la vita ha tutte le sfumature dell’arcobaleno”.
Quando Danglar, Mirna e Ulisse – le parole della scrittrice del libro Romana Galanti - mi hanno chiesto di scrivere un libro sulla vita del loro papà ho provato delle sensazioni contrastanti. Mi sono sentita orgogliosa che avessero scelto me per raccontare quasi un secolo di vita di un artista che ha lasciato una impronta indelebile nella storia del nostro circo ma, nello stesso tempo, temevo che non sarei riuscita a focalizzare la sua grande personalità. Il giorno in cui mi sono seduta davanti al computer per iniziare questa avventura ho provato la stessa emozione che avverto ora nel trovarmi qui a presentare il nostro libro. Dico nostro, perché ritengo che sia la realizzazione di un sogno di tutte le persone che hanno amato e continuano ad amare non solo il clown ma l’uomo Takimiri. Spero con tutto il cuore di aver saputo recepire e trasmettere le sensazioni che ho provato durante i giorni trascorsi in compagnia di un ragazzo di 98 anni a cui il tempo non ha scalfito l’entusiasmo, l’ottimismo, la voglia di vivere”.

 
 
 
 
 
 

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