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Roma,
5/06/2010 - Dal Presidente della
FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA ITALIANA -
Unione Nazionale Cronisti Italiani-
riceviamo e pubblichiamo:
Testo della lettera
inviata a presidente e segretario della Fnsi,
Natale e Siddi, e presidente e segretario
dell'Ordine, Del Boca e Iacopino.
FEDERAZIONE NAZIONALE
DELLA STAMPA ITALIANA
Unione Nazionale Cronisti Italiani
Il Presidente
Roma,
4/06/2010
Subito la
manifestazione contro il ddl Alfano
“Il passo del
gambero sulle intercettazioni continua.
Evitati gli incrementi di sanzioni a editori e
cronisti (che rimangono quelli stabiliti dalla
Camera dei Deputati), stralciato il carcere per
i giornalisti che pubblicano comunicazioni
telefoniche e, infine, reintrodotta il 28 maggio
la possibilità di pubblicare "per riassunto" gli
atti giudiziari prima dell'udienza preliminare
purché la persona
sottoposta alle indagini abbia avuto conoscenza
dell'ordinanza del giudice, il prossimo
dogma del Governo che potrebb e cadere è quello
riguardante la durata delle intercettazioni.”
Cari colleghi, quello di
sopra è l'attacco del pezzo di prima pagina di
Libero dedicato al ddl Alfano. Richiamo la
vostra attenzione sulla parentesi della prima
riga per segnalarvi un grave rischio nel quale,
mi sembra, Libero sia caduto con tutte le
scarpe. Non si può sostenere, nè pensare, nè
illudersi che il ritorno al testo della Camera
sia il massimo che si possa ottenere, nè
comunque, che sia una cosa positiva.
Contro il testo approvato
dalla Camera, che impedisce ai cronisti di
lavorare, abbiamo lottato a lungo tutti assieme
e stavamo anche per scioperare. Fu l'intervento
di Napolitano e il precipitoso allinearsi di
Schifani a riaprire in parte la questione e,
dunque, a consigliare il rinvio dello sciopero.
Se, quindi, il Senato approvasse un testo uguale
a quello della Camera non ci sarebbe affatto da
essere contenti , ma da scendere immediatamente
in sciopero e ricorrere alle altre
manifestazioni di protesta e resistenza di cui
abbiamo parlato in questi lunghi mesi.
Come sempre, però, la
prevenzione è meglio dell'intervento a cosa
fatte, vi sollecito quindi a intraprendere nuove
iniziative e manifestazioni - si era parlato, mi
pare, di una manifestazione con il concorso
della cosiddetta "società civile" sulla
falsariga di quella di piazza del Popolo -
mentre ancora il Senato discute il ddl. Credo
che non si possa attendere troppo, il rischio è
quello di venire presi di contropiede e che il
Senato decida prima della possibilità tecnica
di organizzare l'iniziativa. Credo che occorra
decidere e realizzare la manifestazione al più
presto.
Cordiali saluti
Guido Columba |